Attualità - 03 maggio 2017, 10:43

Ventimiglia: ArcheoNervia annuncia il ritrovamento di un 'castellaro' in località Strafurcu

Il gruppo Archeonervia composto da Andrea Eremita, Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Paolo Ciarma e Aldo Ummarino

Ventimiglia: ArcheoNervia annuncia il ritrovamento di un 'castellaro' in località Strafurcu

Il gruppo Archeonervia composto da Andrea Eremita, Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Paolo Ciarma e Aldo Ummarino annunciano la scoperta di un castellaro e la raffigurazione di un volto su una grande roccia in località Strafurcu sulle alture di Ventimiglia

"Il mese scorso ho pubblicato un articolo annunciando la scoperta di un menhir nei pressi del Passo dello Strafurcu, punto strategico  di controllo di un antico percorso che dall'alta Val Roia e da Sospel conduceva a Ventimiglia. Un punto cruciale di transito che per capire  l'importanza che  ha avuto in passato  è sufficiente affidarsi  alle  pagine di storia che ricordano gli episodi di guerra hanno funestato il territorio Intemelio   durante gli  anni  della  guerra di successione al trono d'Austria del  1744 - 1748,  periodo  in cui vi furono ricorrenti capovolgimenti del fronte  che causarono il ripetuto  passaggio  allo Strafurcu di  migliaia  di soldati dell'esercito  Gallo Ispano  e Austro Sabaudo. - spiegano dal gruppo - Non paghi del buon risultato ottenuto, recentemente  siamo ritornati ad esplorare il circondario e abbiamo scoperto un pozzo di origine molto antica  scavato nella roccia  e trovato i ruderi della casa dei doganieri che venne  presidiata fino agli ultimi anni  dell'ottocento". "Abbandonato il passo siamo poi risaliti lungo un costone roccioso che ci ha portati  a raggiungere uno sperone roccioso  caratterizzato da difese nasturali  con dirupi su tre lati  che altro non poteva essere che un castellaro delle antiche popolazioni liguri. Uno dei tanti  rifugi temporanei di pastori transumanti  disseminati sul territorio  dove  in caso di pericolo  era più facile  difendersi e respingere gli attacchi di predoni e dei  lupi. Una  minaccia  costante quella dei lupi per i pastori che ha  superato i millenni e  trovato il suo epilogo  nell'ultimo quarto dell'ottocento quando vennero sterminati con i bocconi avvelenati" - proseguono nel racconto."Dopo di che, aperto un varco  tra la fitta vegetazione abbiamo  raggiunto la cima del castellaro  dove  è stato possibile notare i resti dei recinti per animali realizzati con muri in pietra a secco  adattati alla conformazione rocciosa  e di  piccoli ambienti forse riconducibili alla presenza di capanne. - chiosano - Continuando ha  esplorare  il circondario, la giornata ha  poi avuto il suo epilogo con la scoperta  di un blocco enorme di roccia  che non è stato possibile raggiungere a causa  di una fitta  vegetazione che in apparenza, visto da lontano, sembrerebbe  la raffigurazione di un volto  con due grandi occhi  con sulla testa un  un copricapo di  pietre a forma  piramidale". 

C.S.

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