Il gruppo Archeonervia composto da Andrea Eremita, Bruno Calatroni, Stefano Albertieri, Paolo Ciarma e Aldo Ummarino annunciano la scoperta di un castellaro e la raffigurazione di un volto su una grande roccia in località Strafurcu sulle alture di Ventimiglia
"Il mese scorso ho pubblicato un articolo annunciando la scoperta di un menhir nei pressi del Passo dello Strafurcu, punto strategico di controllo di un antico percorso che dall'alta Val Roia e da Sospel conduceva a Ventimiglia. Un punto cruciale di transito che per capire l'importanza che ha avuto in passato è sufficiente affidarsi alle pagine di storia che ricordano gli episodi di guerra hanno funestato il territorio Intemelio durante gli anni della guerra di successione al trono d'Austria del 1744 - 1748, periodo in cui vi furono ricorrenti capovolgimenti del fronte che causarono il ripetuto passaggio allo Strafurcu di migliaia di soldati dell'esercito Gallo Ispano e Austro Sabaudo. - spiegano dal gruppo - Non paghi del buon risultato ottenuto, recentemente siamo ritornati ad esplorare il circondario e abbiamo scoperto un pozzo di origine molto antica scavato nella roccia e trovato i ruderi della casa dei doganieri che venne presidiata fino agli ultimi anni dell'ottocento". "Abbandonato il passo siamo poi risaliti lungo un costone roccioso che ci ha portati a raggiungere uno sperone roccioso caratterizzato da difese nasturali con dirupi su tre lati che altro non poteva essere che un castellaro delle antiche popolazioni liguri. Uno dei tanti rifugi temporanei di pastori transumanti disseminati sul territorio dove in caso di pericolo era più facile difendersi e respingere gli attacchi di predoni e dei lupi. Una minaccia costante quella dei lupi per i pastori che ha superato i millenni e trovato il suo epilogo nell'ultimo quarto dell'ottocento quando vennero sterminati con i bocconi avvelenati" - proseguono nel racconto."Dopo di che, aperto un varco tra la fitta vegetazione abbiamo raggiunto la cima del castellaro dove è stato possibile notare i resti dei recinti per animali realizzati con muri in pietra a secco adattati alla conformazione rocciosa e di piccoli ambienti forse riconducibili alla presenza di capanne. - chiosano - Continuando ha esplorare il circondario, la giornata ha poi avuto il suo epilogo con la scoperta di un blocco enorme di roccia che non è stato possibile raggiungere a causa di una fitta vegetazione che in apparenza, visto da lontano, sembrerebbe la raffigurazione di un volto con due grandi occhi con sulla testa un un copricapo di pietre a forma piramidale".






