I sindaci liguri al voto sull’opportunità di gestire l’emergenza migranti tramite SPRAR (Sistema di Protezione per Richiedenti Asilo e Rifugiati), che prevede un’intesa tra i comuni di un determinato comprensorio, o tramite CAS (Centri di Accoglienza Straordinaria). In questo caso l’emergenza sarebbe in mano alla Prefettura.
E’ quanto avvenuto questo pomeriggio a Genova alla riunione organizzata da Anci Liguria. In provincia sono previsti circa 1150 arrivi, che potrebbero però scendere a circa 840. Il voto ha confermato quanto già anticipato al termine della scorsa riunione che si era tenuta a Imperia. In provincia i sindaci hanno votato favorevolmente agli SPRAR, a eccezione dei comuni del golfo dianese e di Bordighera che hanno scelto di affidarsi alla gestione della Prefettura.
“Abbiamo cercato di trovare un punto di equilibrio – ha spiegato a Sanremo News il presidente di Anci Liguria Pierluigi Vinai - ma se si parte da posizioni con seppur legittime impostazioni politiche differenti, l’Anci non può avere la bacchetta magica per risolvere la situazione”.
Sulle diverse scelte dei vari comuni della provincia, Vinai spiega. “Chiariamo che lo SPRAR si fa su base volontaria. Noi daremo assistenza tecnica a chi lo adotterà, e chi non ritiene di aderirvi, troverà i bandi della Prefettura senza la clausola di salvaguardia, che prevede la garanzia per chi aderisce agli SPRAR, che non possano essere inviati altri migranti e che non possano essere aperti i CAS”.
Tra gli interventi quello del Sindaco di Ventimiglia Enrico Ioculano. “Ha chiesto collaborazione e questa può avvenire tramite la dislocazione in tutto il territorio”, ha spiegato ancora Vinai.
“Fare un passo indietro al piano dell'Anci significa abdicare alla gestione del nostro territorio, - ha detto Ioculano all’Ansa - nessuno ha chiamato i profughi a Ventimiglia, me li sono trovati, così come nel resto d'Italia. Non aderire allo SPRAR significa abdicare al proprio ruolo di sindaco, se domani un prefetto mi dirà: ‘ti mando nuovi richiedenti asilo’, io mi metto con i camion davanti alla struttura, la pazienza è finita, non possono pochi sindaci farsi carico del problema. Non possono essere solo tre Comuni in Provincia di Imperia a farsi carico dell'accoglienza”.
Anche il Sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori ha rilasciato un commento all’Ansa. “Io e altri sette Comuni abbiamo detto 'no' ad accogliere sedicenti profughi. Ci pensera' il prefetto? Bene. Arriverà a dirmi ne prendi 15, vediamo se ci riesce, l'unica cosa certa è che i migranti nel mio Comune li metterà lo Stato, non io”.
Contrario anche il Sindaco di Bordighera, Giacomo Pallanca: "La riunione di oggi ha preso alla fine un taglio più politico che altro - ha spiegato il primo cittadino - bisognava rettificare questo documento sulla riduzione eventuale della 'quota migranti', ma l'incontro ha preso un po' una piega che non avrebbe dovuto. Non si è discusso sulla sostanza, ma sono stati fatti altri discorsi. E' stato presentato questo documento che non era stato anticipato ai sindaci, ma che è stato letto e votato sul momento."
La Provincia di Imperia, rappresentata dal presidente Fabio Natta si è astenuta. “L’astensione – ha spiegato Natta a Sanremo News - è dovuta al fatto che vi era una proposta dell’Anci, fino a pochi minuti dal voto, che prevedeva la richiesta al Ministero di una equa distribuzione dei migranti, con numeri che sarebbero scesi fino a 840. Oggi si parla nuovamente di 1150, senza contare Ventimiglia. Noi chiediamo che si ragioni di nuovo su queste quote, con criteri meno penalizzanti per la provincia di Imperia. Questo lo avevo ribadito nel corso della scorsa riunione”. “E’ auspicabile che la quota scenda, ma ci vuole la condivisione di tutto il territorio. – spiega ancora Vinai – Per quanto riguarda i tempi di realizzazione degli SPRAR, sono ancora da progettare, non c’è una scadenza, per aderire basta una formale adesione che prevede la clausola di salvaguardia. Ovviamente bisogna attendere i tempi di approvazione da Roma, ma siamo già stati contattati da numerosi comuni”. Alla riunione, per quanto riguarda il comune capoluogo, era presente l’Assessore Enrica Chiarini, andata via prima del voto, in quanto, pare, non avesse la delega del Sindaco Carlo Capacci. “A ogni modo – conclude Vinai – Imperia come quote è già oltre”.








