Economia - 20 febbraio 2017, 12:26

Storia breve del Pachinko: un unicum nel mondo del gioco d’azzardo

Il mondo dei giochi d’azzardo ha un interessante unicum nel paese del sol levante sotto forma del “pachinko”, un particolare tipo di gioco d’azzardo che è nato durante il secondo dopoguerra e che ha cambiato per sempre l’industria giapponese, influenzando in parte quella mondiale.

Storia breve del Pachinko: un unicum nel mondo del gioco d’azzardo

Il mondo dei giochi d’azzardo ha un interessante unicum nel paese del sol levante sotto forma del “pachinko”, un particolare tipo di gioco d’azzardo che è nato durante il secondo dopoguerra e che ha cambiato per sempre l’industria giapponese, influenzando in parte quella mondiale. 

Al giorno d’oggi siamo abituati a vedere nei casinò sempre le solite slot machine e sempre i soliti giochi; i pachinko rappresentano elementi unici da cui molto del gaming europeo e americano potrebbe imparare; chi vuole versioni normali delle slot machine su Betfair avrà tutto quello che cerca, oggi invece andiamo ad analizzare la storia di questa unicità giapponese.

Dal Giappone con un pizzico di Europa

Secondo le ricerche sul tema, i Pachinko nascono come evoluzione dal “corinth game” inglese o dal “bagatelle” francese, due giochi da tavolo che utilizzavano le biglie come elemento di gioco. Con il posizionamento in verticale di queste macchine da gioco e tutta una serie di migliorie tecniche, nacque l’antesginano del gioco del pachinko, che si popolarizzò inizialmente tra i proprietari di bancarelle in particolari feste giapponesi chiamate “ennichi”.

Inizialmente operanti tramite monete di rame, le macchine da gioco si evolvettero per accogliere gettoni o palline per evitare le leggi sulla censura dell’epoca; inizialmente i premi erano legati a clientela infantile, come caramelle e dolciume e soltanto dopo, complice l’introduzione delle sigarette, l’età media dei giocatori si alzò in maniera importante.

L’unico periodo di “stop” il gioco del pachinko l’ha conosciuto durante la seconda guerra mondiale a causa della fame insaziabile di metallo da parte dell’industria bellica; con il superamento della guerra l’industria tornò nuovamente a crescere a ritmi sempre più incessante.

Come siamo arrivati al successo attuale del pachinko?

Uno dei punti di svolta fu l’invenzione da parte di Takeichi Masamura della “masamura gauge”, un tipo di pachinko rivoluzionario grazie alla possibilità di permettere alla macchina di modificare in tempo reale il movimento della biglia sul campo con dei pioli di metallo in grado di spuntare da dei fori.

Sempre durante il corso degli anni cinquanta la crescita costante del pachinko derivò anche dall’introduzione del “renpatsu-shiki”, ovvero un tipo di macchinario in grado di rimpolpare in maniera automatica le palline in gioco e dal “tanpatsu-shiki”, un macchinario che invece basava tutto il suo gameplay sul vedere il percorso di una singola pallina.

Alle macchine da pachinko legate a concetti vicini al gioco d’azzardo si affiancarono prodotti più giocosi chiamati “Jinmitto, senza dimenticare poi l’ibridazione tra il pachinko classico e il mondo del mahjohg attraverso le macchine di tipo “Jankyu”.

Un altro grande successo arrivò nel 1965 con l’introduzione delle “Olympia machines”, anche note con il nome di “Pachislot” o “Pachislo”; in questo caso parliamo di un ibridazione tra la slot machine di stampo americano, come quelle che si possono trovare nella stragrande maggioranza dei casino online, e il gioco  del pachinko classicamente inteso.

La consacrazione definitiva del mondo del pachinko è arrivata durante il corso degli anni ottanta, complice la popolarizzi azione del tipo “hanemono”, una variante semplificata ma visivamente affascinante di questo tipo di macchina.

 

 

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