Come tradizione la serata del festival dedicata alle cover è andata in onda con la solita consolidata liturgia che contraddistingue questo appuntamento. Vecchie canzoni italiane sono state reinterpretate dai cantanti in concorso nella sezione dei ‘Campioni’. Una ventata di musica un po’ retrò ma sempre apprezzata e gratificata dagli ascolti. Ed è Ermal Meta con ‘Amara Terra Mia’ (di Modugno e Bonaccorti) a vincerla, secondo posto ‘Un'emozione da poco’ di Paola Turci, terzo posto per ‘Signor Tenente’ di Marco Masini che ha registrato un'ovazione al termine dell’esibizione in nome di Giorgio Faletti.
Per i big passano il turno Clementino, Bianca Atzei, Giusy Ferreri e Ron. Fuori definitivamente Nesli-Paba e Raige-Luzi. Mentre ricordiamo gli altri due finalisti della categoria ‘Nuove proposte’: Lele con il brano ‘Ora mai’ e Maldestro con ‘Canzone per Federica’. Scenderanno in gara domani in una finale a quattro contro Francesco Guasti e Leonardo Lamacchia, vincitori ieri sera della prima sfida tra i giovani.
Ospite acclamato della serata 'nostalgia' è stato il cantante anglo-libanese Mika che ha trasformato la sua performance all’Ariston in uno spettacolo musicale condensato in pochi minuti. Sono anche sfilate due bellezze d’oltralpe: sulla musica di ‘Borsalino’ sono scese dalle scale Anuchka Delon, figlia di Alain, e Annabelle Belmondo, nipote di Jean Paul. Per la serie ‘Tutti cantano Sanremo’ la figlia di Delon ha citato ‘Nel blu dipinto di blu’ e Annabelle Belmondo ‘L'italiano’ di Toto Cutugno.
Nella sua copertina un esilarante Maurizio Crozza ha spiegato cosa sono le cover: “Una specie di rifacimento, ad esempio... il governo Gentiloni è la cover del governo Renzi che a sua volta era la cover di Berlusconi, che a sua volta credeva di essere la cover di Rocco Siffredi”. Poi uno spazio comico è stato affidato anche a Luca e Paolo, con un dialogo sulla paura, da Trump a Banca Etruria ai disastri di Roma.
La serata si era aperta con i bambini del Piccolo Coro Mariele Ventre dell’Antoniano di Bologna che per la prima volta nella storia del festival hanno calcato il palco del Teatro Ariston. Protagonisti anche i bambini dell'Orquesta Reciclados de Cateura, diventati famosi per riuscire a suonare strumenti costruiti con materiali recuperati in discarica.





