Matteo Orengo, 41 anni, capogruppo dell'opposizione in consiglio comunale con la lista civica Valorizziamo Badalucco ha chiesto agli abitanti del paese di tornare ad interessarsi della vita politica. Un vero e proprio appello partito attraverso Facebook ma che ha rapidamente oltrepassato i confini del virtuale per arrivare tra i carruggi del borgo. Questo progetto politico è nato nel 2014 come alternativa alla proposta dell'attuale sindaco Walter Bestagno.
Dopo la sconfitta com'è stato fare opposizione? “Abbiamo fatto dei passi avanti. Due anni fa siamo partiti con delle difficoltà però volevamo mettere un punto fermo per la tornata elettorale del 2019. Siamo a metà mandato. Abbiamo un po' di tempo per metter in campo progetti idee strategie e persone” - replica Matteo Orengo.
“Noi siamo nati con la volontà di staccarci dalle vecchie logiche partitiche. - sottolinea il rappresentante di Valorizziamo Badalucco - La nostra idea era nata in fretta e furia a due mesi dalle elezioni ed è andata incontro ad una sconfitta ma non è morta, anzi, il nostro è un progetto ad ampio respiro. Oggi c'è meno impegno politico in paese. La gente è sempre risentita, ha paura a prendere posizione, non si riconosce nei vecchi schieramenti di partito ma allo stesso tempo manifesta profonda indifferenza ed un distacco verso l'amministrazione pubblica. Così Badalucco rimane fermo”.
Quindi che cosa chiede agli abitanti del paese? “La politica viene fatta da ognuno di noi. Ci sono molte persone che hanno voglia di impegnarsi e che vorrebbero intervenire. In questo momento Facebook ed i blog vanno per la maggiore quindi anche noi ci proviamo cercando di coinvolgere le persone passando anche attraverso questi canali. Noi ci siamo. Siamo apartitici. Non mettiamola sui colori politici che dividono ma sull'entusiasmo di migliorare il posto dove viviamo”.
In che modo si tradurrà questa iniziativa? “Intanto lanciamo questa idea, chiedendo ai badalucchesi di intervenire per dirci se sono contenti di come va il paese o se ci sia bisogno di migliorarlo. Potremmo incontrarci virtualmente o dal vivo”.
Sembra un concetto che si muove sulla falsariga del Movimento 5 Stelle, c'è qualche attinenza? “Non ne faccio parte e non ne condivido le idee – sottolinea Orengo – Ma hanno un sistema vincente nel coinvolgere la gente a parlare dei problemi e nel prendere decisioni tutti insieme. Ogni strumento per far uscire questa voglia di partecipazione è lecito, quindi ben venga Facebook”.
Adesso qual è l'obiettivo? “Dobbiamo riappropriarci degli spazi del paese. Abbiamo bisogno di confronto per far crescere Badalucco. Abbiamo avuto anni di amministrazioni molto chiuse e senza entusiasmo. Chi fa politica deve portare passione e voglia di cambiare. Negli ultimi anni si sono fatti solo progetti approvati dalle amministrazioni precedenti che hanno imbruttito il paese. Un solo esempio: 'il giardino'. Mi piacerebbe vedere le fotografie di come era e di come è adesso. Intanto noi ci mettiamo questa voglia di partecipazione e poi vedremo quale sarà la risposta”.
Quale futuro immagina per Badalucco? “Personalmente vorrei un paese più vivo che non la pensi necessariamente come me ma che partecipi. La gente deve tornare ad impegnarsi per il paese dove vive per farlo crescere. A Badalucco c'è una classe imprenditoriale giovane e che credo abbia tutti gli elementi necessari per fare un salto di qualità. Vogliamo dare uno strumento a Badalucco ed ai suoi abitanti, mettendo da parte il discorso di maggioranza ed opposizione”
Quindi siete potenzialmente pronti a collaborare con la maggioranza? “Il nostro è un discorso di agorà. Andiamo oltre alle liste civiche per creare uno spazio aperto a tutti anche alla maggioranza, perché no. Se possiamo trovare soluzioni insieme ai problemi del paese, si starà tutti meglio. Le amministrazioni devono fare scelte per i paese ma soprattutto con il paese. Con l'amministrazione comunale abbiamo condotto insieme battaglie per il bene di Badalucco”.
Ci può fare qualche esempio? “Quella per l'ufficio postale, la banca Carige ed il medico. Abbiamo votato spesso con l'amministrazione ma quando si è trattato di decisioni politiche ci siamo dissociati. Ad esempio penso alla questione dell'Unione dei Comuni. Ci siamo trovati fuori senza aver detto la nostra. E' un paradosso non farne più parte e non essere capofila. Ha perso l'Unione e non solo Badalucco. Si è pensato troppo alle divisioni che c'erano e poco ad una strategia. Si guarda ancora troppo al proprio orticello e non si guarda alla prospettiva”.





