Politica - 25 gennaio 2017, 13:35

Dal 20 aprile obbligo indicazione di origine del latte in etichetta, la soddisfazione di Coldiretti

Gerolamo Calleri: “È uno storico via libera che pone fine all’inganno del falso made in Italy"

Giacomo Calleri

Giacomo Calleri

“È uno storico via libera l’indicazione di origine obbligatoria per il latte ed i prodotti lattiero-caseari, che pone fine all’inganno del falso made in Italy. L’obbligo di indicare l’origine in etichetta salva dall’omologazione l’identità di ben 487 diversi tipi di formaggi tradizionali censiti a livello regionale territoriale e tutelati in quanto realizzati secondo regole tramandate da generazioni, che permettono di sostenere la straordinaria biodiversità delle razze bovine allevate a livello nazionale”. – questo il commento del presidente Coldiretti Gerolamo Calleri al decreto sull’origine del latte.

Il decreto 'Indicazione dell'origine in etichetta della materia prima per il latte e i prodotti lattieri caseari', in attuazione del regolamento (UE) n. 1169/2011 è stato fortemente sostenuto dalla Coldiretti e rappresenta un importante segnale di cambiamento a livello nazionale e comunitario. Le novità prevedono l'indicazione di origine del latte o del latte usato come ingrediente nei prodotti lattiero-caseari e l'utilizzo in etichetta delle seguenti diciture:

a) 'Paese di mungitura': nome del Paese nel quale è stato munto il latte;
b) 'Paese di condizionamento o di trasformazione': nome del Paese nel quale il latte è stato condizionato o trasformato.

Oggi tre cartoni di latte a lunga conservazione su quattro sono stranieri. “Il provvedimento è scaturito dalla guerra del latte scatenata lo scorso anno da Coldiretti contro le speculazioni insostenibili sui prezzi alla stalla e sta portando ad un sostanziale aumento dei compensi riconosciuti agli allevatori senza oneri per i consumatori. 1,7 milioni di mucche da latte presenti in Italia ma anche pecore e capre possono finalmente mettere la firma sulla propria produzione di latte, burro, formaggi e yogurt che – sottolinea il direttore Coldiretti Liguria Enzo Pagliano - è garantita da livelli di sicurezza e qualità superiore, grazie al sistema di controlli realizzato dalla rete di veterinari più estesa d’Europa. Un problema – conclude Pagliano - che non ha escluso la Liguria, che nonostante le ristrette  dimensioni territoriali conferisce alla trasformazione più di 100 quintali di latte giornalieri e conta circa 21 tipologie di  formaggi tipici".

C.S.

TI RICORDI COSA È SUCCESSO L’ANNO SCORSO A FEBBRAIO?
Ascolta il podcast con le notizie da non dimenticare

Ascolta "Un anno di notizie da non dimenticare 2025" su Spreaker.
SU