Complici da un lato la crisi, dall’altro la tradizione, per i ristoratori sanremesi non è stato un Natale entusiasmante. Chi ha scelto di tenere aperto per il pranzo del 25 ha potuto contare principalmente su clienti stranieri, forse meno legati alla tradizione e al focolare domestico. Le presenze degli italiani e dei “locali” non si distinguono per picchi verso l’alto o verso il basso. Ci si assesta sugli stessi dati del 2015 mentre, nel bilancio complessivo di dicembre, c’è stato un calo del 30%.
Così come succede per i commercianti (leggi la notizia cliccando QUI), anche i ristoratori puntano tutto sul Capodanno per migliorare le sorti di un dicembre amaro. Ma, ad oggi, quasi tutti gli intervistati hanno affermato di avere ancora tavoli liberi per il 31. Pochi hanno il tanto desiderato “tutto esaurito”. E anche la tradizionale cena fuori del 31 risente dei tempi che cambiano con il menù alla carta che prende il sopravvento sul classico cenone a menù fisso.
In generale, tra ristoratori e negozianti, crediamo che in pochi segneranno in rosso il dicembre 2016 sul calendario al momento di tirare le somme dell’anno. Per tanti è stato un mese dalla sufficienza scarsa, pochi possono sorridere. Resta la speranza di recuperare qualcosa con l’Epifania e poi, per forza di cose, le grandi aspettative verranno riversate sulla settimana del Festival.





