Attualità - 07 novembre 2016, 08:39

Dopo il tasso la tartaruga di Villa Ormond: morta oltre un mese fa nonostante le molte telefonate di un sanremese

E' accaduto a fine settembre ma, le molte chiamate di un matuziano che aveva visitato il 'giardino giapponese', non sono bastate per salvare l'animale, morto un paio di giorni dopo.

Dopo il tasso la tartaruga di Villa Ormond: morta oltre un mese fa nonostante le molte telefonate di un sanremese

Le storie di animali raccolgono sempre un gran numero di appassionati, che seguono le vicende con grande attenzione. L’esempio arriva da quella del tasso trovato a Sanremo in via Padre Semeria ed un nostro lettore, Paolo Oggero, ci ha voluto raccontare quanto accaduto oltre un mese fa a lui e suo figlio, sempre a Sanremo.

Oggero ed il figlio di 8 anni, grande appassionato  di  animali, erano a Villa Ormond per vedere da vicino i cigni e le tartarughe d’acqua, nel vicino giardino Giapponese. Avendo notato una di queste in seria difficoltà, probabilmente colpita con una pietra. Aveva una profonda ferita al carapace  e stava vistosamente  sanguinando: “Ci  siamo  subito  attivati  telefonicamente  per  rintracciare qualcuno che se ne potesse occupare, ma senza ottenere risultato. Abbiamo chiamato gli uffici del Comune ma vista l’ora risultavano chiusi; i Vigili Urbani ma ci hanno detto che non si occupano di tali emergenze; abbiamo provato a rintracciare i custodi di Villa Ormond, ma da alcuni mesi è scaduto l’appalto ed i giardini rimangono aperti anche la notte; abbiamo chiamato l’Asl veterinaria ma avevano terminato il turno lavorativo, quindi il 118 mi ha passato il veterinario di turno, ma quest’ultimo ci ha detto che interviene solo per cani e gatti; abbiamo così chiamato la Polizia Provinciale senza ottenere risposta mentre i Vigili del Fuoco ci hanno detto che intervengono solo se l’animale è in un luogo difficilmente raggiungibile (albero, crepaccio, tetto o altro); abbiamo chiamato il Dott. Riello, ma purtroppo era in ferie mentre la clinica veterinaria risultava chiusa; ci siamo rivolti a due veterinari, ma il primo non rispondeva e il secondo non avendo l’attrezzatura per cauterizzare il carapace. Mi ha così gentilmente dato il cellulare di Gianni Calvi, ma il cellulare era staccato o non prendeva. Alla fine abbiamo contattato la Forestale: mi hanno risposto dal centralino di Genova dicendomi che non possono intervenire nei luoghi di competenza comunale mente l’Enpa, dato l’orario risultava chiusa”.

Oggero evidenzia come, dopo un’ora e mezza di telefonate, insieme al figlio è tornato a casa e, solo la mattina dopo grazie al responsabile dei Rangers D’Italia, la tartaruga è stata recuperata e consegnata ad un veterinario ma purtroppo è poi morta dopo due giorni. “Capisco che in questo momento i Comuni abbiano ben altri e maggiori problemi – termina Oggero - ma vista la carenza di personale e di fondi si potrebbe suddividere l’incarico su più enti per non gravare su  uno soltanto. Si potrebbe suddividere la reperibilità settimanalmente, rendendo pubblica la turnazione. Tutto questo a semplice testimonianza, sperando che in futuro chi di dovere possa trovare una soluzione”.

Carlo Alessi

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