Le storie di animali raccolgono sempre un gran numero di appassionati, che seguono le vicende con grande attenzione. L’esempio arriva da quella del tasso trovato a Sanremo in via Padre Semeria ed un nostro lettore, Paolo Oggero, ci ha voluto raccontare quanto accaduto oltre un mese fa a lui e suo figlio, sempre a Sanremo.
Oggero ed il figlio di 8 anni, grande appassionato di animali, erano a Villa Ormond per vedere da vicino i cigni e le tartarughe d’acqua, nel vicino giardino Giapponese. Avendo notato una di queste in seria difficoltà, probabilmente colpita con una pietra. Aveva una profonda ferita al carapace e stava vistosamente sanguinando: “Ci siamo subito attivati telefonicamente per rintracciare qualcuno che se ne potesse occupare, ma senza ottenere risultato. Abbiamo chiamato gli uffici del Comune ma vista l’ora risultavano chiusi; i Vigili Urbani ma ci hanno detto che non si occupano di tali emergenze; abbiamo provato a rintracciare i custodi di Villa Ormond, ma da alcuni mesi è scaduto l’appalto ed i giardini rimangono aperti anche la notte; abbiamo chiamato l’Asl veterinaria ma avevano terminato il turno lavorativo, quindi il 118 mi ha passato il veterinario di turno, ma quest’ultimo ci ha detto che interviene solo per cani e gatti; abbiamo così chiamato la Polizia Provinciale senza ottenere risposta mentre i Vigili del Fuoco ci hanno detto che intervengono solo se l’animale è in un luogo difficilmente raggiungibile (albero, crepaccio, tetto o altro); abbiamo chiamato il Dott. Riello, ma purtroppo era in ferie mentre la clinica veterinaria risultava chiusa; ci siamo rivolti a due veterinari, ma il primo non rispondeva e il secondo non avendo l’attrezzatura per cauterizzare il carapace. Mi ha così gentilmente dato il cellulare di Gianni Calvi, ma il cellulare era staccato o non prendeva. Alla fine abbiamo contattato la Forestale: mi hanno risposto dal centralino di Genova dicendomi che non possono intervenire nei luoghi di competenza comunale mente l’Enpa, dato l’orario risultava chiusa”.
Oggero evidenzia come, dopo un’ora e mezza di telefonate, insieme al figlio è tornato a casa e, solo la mattina dopo grazie al responsabile dei Rangers D’Italia, la tartaruga è stata recuperata e consegnata ad un veterinario ma purtroppo è poi morta dopo due giorni. “Capisco che in questo momento i Comuni abbiano ben altri e maggiori problemi – termina Oggero - ma vista la carenza di personale e di fondi si potrebbe suddividere l’incarico su più enti per non gravare su uno soltanto. Si potrebbe suddividere la reperibilità settimanalmente, rendendo pubblica la turnazione. Tutto questo a semplice testimonianza, sperando che in futuro chi di dovere possa trovare una soluzione”.





