Si è svolto a Genova il Trofeo delle Province, gara di atletica riservata alle categorie giovanili. In competizione squadre delle 4 province liguri a conclusione di una stagione lunghissima che, da domenica prossima, continuerà a Montecarlo con il cross del Larvotto.
Il successo della nostra provincia era scontato soprattutto per il dominio quasi totale nelle categorie dei cadetti/e. Si è faticato di più in quelle ragazzi/e ma, alla fine il Trofeo ha preso la strada di Imperia. La netta supremazia degli atleti del nostro ponente si vede dai successi di Aurora Bado nei m.1000, davanti alla compagna di squadra Charlotte Bontemps; della lunghista Chiara Smeraldo sempre ad alti livelli (m.5,27), della pesista focina Clelia D'Agostini, di Luca Martini nel lungo maschile cadetti, del lanciatore di peso maurino Federico Romei.
Il secondo gradino del podio è stato occupato dalla siepista Miriam Maccario, dal velocista Oscar De Jacovo, da Alessandro Basso nelle siepi maschili, dal pesista Paolo Guglielmi. Sul gradino più basso troviamo la velocista Valeria Brignolo, Elisa Sacco nel lungo, Clara Degni nel peso, la marciatrice Giulia De Leonibus ed il lunghista Giorgio Castelli. Se nel programma delle gare Genova avesse messo anche prove ad ostacoli, per gli altri sarebbe stata una vera disfatta.
Nel settore dei più giovani (ragazzi/e) i due successi sono venuti da atleti sanremesi: Marella Toblini nei m.60 e Simone Garibbo nei due km.di marcia. Due anche i secondi posti: di Federica Marelli nei m. 1000 e dalla staffetta (100, 200, 300 e 400) composta da Viola, Bonacini, Soummade e Toblini, staccate di pochi centesimi di secondo dopo 1000 metri. Buoni terzi e fondamentali per la classifica finale: Martina Mancuso nel vortex, Davide Pino nei m.60, Filippo Giromini nel salto in alto.
"Nella nostra provincia il settore di base - evidenziano i dirigenti imperiesi - quello che vive l'atletica dei vivai e della propaganda è molto forte ma poco supportato da Genova con politiche di sostegno. E' un po' il problema che notiamo in tutta la nazione e che si ripercuote al vertice, dove non sa raccogliere quello che cresce dal basso, dove nascono i talenti, che rischiano di perdersi".





























