I fondi non si trovano e la riunione di questo pomeriggio in Prefettura sui collegamenti delle nuove stazioni con le città di Imperia e Diano Marina allontana le posizioni di Regione, Provincia e i due comuni. Da un lato ci sono le due amministrazioni comunali che chiedono a gran voce che vengano rispettati gli accordi sui collegamenti, dall’altro la Regione che ha chiesto alla Riviera Trasporti la rimodulazione del servizio di trasporto urbano in modo da comprendere i collegamenti, ma senza garantire lo sforzo economico aggiuntivo di circa 400mila euro che servirebbero a garantire il servizio. In mezzo la Provincia, presente oggi con il suo Presidente Fabio Natta che all’ipotesi di una rimodulazione del servizio a parità di budget chiederà all’assemblea dei sindaci di prendere la decisione, in quanto, come lo stesso Natta aveva dichiarato in precedenza, la Provincia non si prende la responsabilità di un tale accordo.
“C’è un problema tecnico ed economico. – spiega Natta - È da stabilire bene che cosa sia il collegamento tra le due nuove stazioni di Diano Marina e Imperia col centro urbano. Questo collegamento a nostro avviso è un servizio minimo ulteriore rispetto a quelli già previsti in ambito provinciale. È chiaro che bisogna interpretare delle norme e vedere cos’è il servizio minimo. Per intenderci, se questo riguarda il collegamento con tutti i treni che arrivano in queste stazioni o solo con alcuni di essi o comunque che garantisca un collegamento stazioni centro urbano determinato dalle fasce orarie. Questo è un primo step che può anche consentire di andare a verificare quale sia l’impegno di mezzi, uomini e delle risorse economiche per garantire questo servizio che non è un servizio aggiuntivo, ma un ulteriore servizio minimo. Una volta fatta questa operazione bisognerà verificare come configurare il servizio sulla tratta provinciale. A nostro avviso, come Provincia, occorre reperire nuove risorse che possono essere, per quanto riguarda i servizi minimi, risorse regionali aggiuntive. Davanti alla difficoltà della Regione di reperire queste risorse potrebbe configurarsi l’ipotesi di una rimodulazione del servizio su base provinciale però la Provincia ritiene che non vi siano le condizioni per andare a tagliare alcune delle corse attualmente esistenti. Se si insisterà su questa linea io convocherò un’assemblea dei sindaci della provincia, perché credo che l’assemblea dei sindaci sia l’organo amministrativo deputato per prendere decisioni in questo senso”.
L’Assessore ai Lavori Pubblici del Comune di Imperia Guido Abbo ritiene la riunione “Abbastanza costruttiva”, ma “Sulle risorse abbiamo tutti dei grossi problemi. Resta il fatto che sono servizi minimi. Per quanto riguarda Imperia il nostro grosso problema è il pendolarismo. La stazione come servizi base ne ha molti durante la giornata per cui non abbiamo bisogno di integrare nulla perché basta far girare le corse che già ci sono. Il problema sono i servizi da dare ai ragazzi, soprattutto la mattina e al ritorno. Io mi impegnerò molto per cercare di fare in modo che non ci sia nessuno sviamento dal ferro alla gomma perché chi è abituato a venire col treno deve continuare a prenderlo, anzi lo spostamento della linea ferroviaria dovrebbe servire a incentivare il più possibile la ferrovia”.
Il piano di Rt tuttavia prevederebbe un incremento delle corse e quindi un maggior servizio di trasporto su gomma. Per Imperia è stato quantificato in 80-100mila euro.
“Teniamo conto che queste sono linee che viaggeranno a pieno carico, – continua Abbo – quindi i pullman avranno una quota di contribuzione a carico dell’udienza alta. Il problema che ho posto al tavolo è che bisognerà trovare le risorse per una tariffazione integrata. Non si può pensare che chi arriva col treno possa pagarsi un abbonamento in più. Per una famiglia che già paga l’abbonamento del treno sarebbero 40 euro al mese. Come Comune di Imperia sul discorso tariffazione integrata possiamo pensare di cercare i fondi per un contributo. Abbiamo gli stessi problemi che hanno gli altri con il bilancio, anzi forse il nostro bilancio è particolarmente sofferente, però è cambiato qualcosa, l’infrastruttura ferroviaria sta cambiando. Questo comporterà sicuramente degli spostamenti e dobbiamo fare in modo che questi spostamenti e novità siano visti in positivo. Abbiamo una nuova infrastruttura, cerchiamo di giocarcela al meglio. Ognuno dovrà fare sacrifici e il Comune di Imperia proverà a fare la sua parte”.
La situazione più delicata la vive il Sindaco di Diano Marina Giacomo Chiappori che all’incontro di oggi si è presentato con l’accordo firmato il 30 maggio 2011 dall’amministrazione allora guidata da Angelo Basso, Regione, Rfi, Comuni di Imperia, San Bartolomeo al Mare, Diano San Pietro, Diano Castello, San Lorenzo al Mare e Andora, Province di Imperia e Savona. L’accordo prevedeva l’avvio di uno studio preliminare da parte di Italferr, entro il 2012, per gli interventi di adeguamento sulla viabilità ordinaria esistente, “Al fine di consentire l’introduzione di un sistema di trasporto pubblico che consenta di collegare i centri cittadini alla fermata di Diano San Pietro, altrimenti difficilmente fruibile dagli utenti della tratta ferroviaria. La Regione Liguria si farà cura di sviluppare il progetto e di reperire i relativi finanziamenti per la realizzazione degli interventi possibilmente entro il termine di attivazione della linea ferroviaria”.
I finanziamenti però non sono stati trovati e i collegamenti per quanto riguarda Diano Marina, secondo il piano presentato da Rt costerebbero circa 180mila euro. Chi pagherà?
“Con amarezza – ha commentato Chiappori – devo dire che oggi ho partecipato a un tavolo che era il tavolo del delirio. Senza volerne a nessuno perché negli accordi fatti prima non c’era nessuno degli attori oggi a questo tavolo, però la Regione non copre perché non ha soldi, al Comune di Diano Marina viene chiesto, e spero che non sia solo Diano Marina perché ci sono in totale sette comuni e non capisco perché devono essere tutti miei, 180mila euro per un collegamento. È da paura questo ragionamento. Hanno pensato a una stazione e l’hanno ubicata a due, tre chilometri dal mare, avrebbero dovuto mettere tutto in linea, compreso anche il collegamento, ma oggi siamo qui che sembra siamo usciti non so da dove, perché nessuno ne sapeva più niente e tutti con la stessa canzone: ‘Non ho soldi’, la Rt non ha soldi, il Comune non ha soldi, e va bene noi rimarremo senza collegamento. Io oggi ho detto che se nessuno ha soldi rimarremo senza collegamento visto che tutti a muso duro dicono ‘Io non ne ho’. All’ultimo si è chiuso dicendo ci rivedremo per vedere come fare per prendere il minimo indispensabile per un collegamento appena appena sufficiente. Io domani vedrò di poter chiamare il Ministero dei Trasporti e sentire un attimino Lupi (che non è in carica dal 20 marzo 2015 ndr) che era venuto qui a raccontare la storia dei 250 milioni per proseguire il lavoro della ferrovia, quindi soldi infrastrutturali ma che non vengono spesi perché il Cipe ha fermato in quanto l’opera deve essere completa e a quel punto lì cercherò di capire se possiamo avere un aggiornamento dei costi e avere qualche soldo dal Ministero”.
Il prossimo incontro sarà il 16 novembre, ma sarà molto difficile arrivare a un accordo senza l’impegno economico della Regione.
“Innanzitutto – spiega l’Assessore Regionale ai Trasporti Giovanni Berrino – io non ritengo che il piano per collegare le stazioni possa essere di 400mila euro, quella cifra forse è il conto che Rt ha fatto tenendo conto di alcune valutazioni proprie. Bisognerebbe a questi 400mila euro iniziare a detrarre gli introiti tariffari perché questi autobus non è che possono girare gratis. Poi c’è da verificare tutta una serie di opzioni come la necessità di collegare a ogni arrivo del treno. Questo lo dico in un momento in cui le risorse sono molto strette. Noi come Regione Liguria siamo ancora in attesa che il governo Renzi snodi il nodo legato al finanziamento del fondo nazionale trasporti. Non sappiamo oggi se nel 2017 potremo contare ancora sulle stesse somme, per cui non possiamo prenderci l’impegno oggi di aumentare, solo per la provincia di Imperia, che tra l’altro è anche la mia provincia quindi naturalmente l’impegno mio c’è tutto, ma non sappiamo quali risorse avremo dal fondo nazionale per tutta la regione”.
Berrino chiama in causa anche chi ha trovato la sistemazione della nuova stazione di Diano.
“Io metterei anche un altro discorso, – spiega – quello che chi ha pensato di realizzare la stazione, soprattutto a Diano Marina, a oltre due chilometri dalla posizione attuale, vent’anni fa, dovrebbe un attimo correre in aiuto di una comunità che si ritrova con una stazione che è quasi lontana come quella di Imperia. Tutto questo disagio non può essere riversato sulle spalle della Regione, della Provincia e del Comune di Diano Marina e Imperia per quanto riguarda la propria stazione, quindi come abbiamo concordato cercheremo di chiedere un aiuto, una presa di responsabilità di chi questa stazione l’ha voluta così lontana, perché sennò poi chi l’ha costruita sarà il primo a doversene pentire perché una stazione irraggiungibile non sarà comoda per i turisti e per gli studenti. Faremo delle domande a Rfi ma chiederemo anche a Riviera Trasporti che il piano da 400mila euro insostenibile sia per i comuni che per la Regione, venga ulteriormente limato in modo da garantire un servizio essenziale”.





