Sanremo ha talenti che nemmeno sa di avere. Eccellenze che hanno lasciato la città per cercare fortuna, per trovare la loro strada, per dimostrare che si possono realizzare i sogni. Non solo musica, imprenditoria, sport, ma anche arte, l’arte del fumetto. Fabio Bono ha lasciato la Città dei Fiori dopo aver conseguito la maturità scientifica al ‘Cassini’ per frequentare la ‘Scuola del Fumetto’ a Milano. Il suo sogno era quello di lavorare nel mondo del comics. E ce l’ha fatta.
La sua carriera è stata un continuo crescendo, dal ‘Corrierino dei Piccoli’ nei primi anni ’90 all’esperienza in Francia e in Belgio che lo ha portato ad essere firma della nota casa editrice francese ‘Glénat’. L’anno scorso la collaborazione con l'editore belga Standaard Uitgeverij-WPG con il quale il prestigioso incarico del restyling di ‘De Rode Ridder’ (‘Il Cavaliere Rosso’).
Sanremo è reduce dalla prima edizione del ‘Sanremo Art & Comics’, una prima sperimentazione del potenziale turistico del fumetto e di tutte le attività connesse al mondo del comics. Un’edizione che, come da tradizione matuziana, ha generato dibattito e l’immancabile ‘mugugno’. Abbiamo quindi incontrato Fabio Bono, fumettista matuziano emigrato all’estero, per un confronto sulle potenzialità del fumetto e le opportunità turistiche e imprenditoriali legate alla ‘nona arte’.
Da giovane hai prima lasciato Sanremo e poi l’Italia per proseguire nella tua carriera, è impossibile percorrere la stessa strada nel nostro Paese? "No, non è impossibile. Ma si devono avere le idee chiare su ciò che si cerca. Ad esempio un appassionato dello stile manga o americano o franco-belga (come nel caso del sottoscritto), non può aspirare ad un impiego alla Bonelli dove lo stile è appunto quello "bonelliano". Poi negli ultimi tempi anche la Bonelli si sta lentamente aprendo a "concessioni" e ad un fumetto meno incasellato nelle rigide regole della casa e questa è sicuramente una fortuna per i nuovi talenti, ma non è comunque semplice entrarvi visto che la qualità richiesta è molto alta considerando l'alto numero di aspiranti disegnatori. All'estero, in Francia in particolare, ci sono più case editrici e dunque si allargano anche le possibilità di esordire anche per chi non è un veterano".
Quali sono le potenzialità imprenditoriali legate al mondo del fumetto e che, forse, in Italia ancora non sono state comprese? "Le potenzialità maggiori sono quelle legate alla multimedialità e allo sfruttamento dei diritti all'estero e dall'estero.
Le storie a fumetti, come si è visto in modo evidente nel mondo dei comics americani, si prestano in modo eccellente a riproduzioni cinematografiche e a sfruttamento nei videogiochi. E commercialmente si aiutano a vicenda...le rendite legate all'acquisto dei diritti cinematografici arricchiscono l'editore e l'autore, donandogli contemporaneamente della pubblicità nelle vendite del fumetto.
In Francia i grandi editori acquistano e vendono i diritti sulle varie serie che pubblicano. Parallelamente alla produzione di serie a fumetti essi si sostengono anche vendendo all'Estero i Diritti per la riproduzione all'Estero delle loro serie, comprando a loro volta a basso costo i diritti di sfruttamento di opere che arrivano da altri Paesi, spesso dei bestsellers come ‘Walking Dead’, ‘One Piece’ o i grandi supereroi Marvel o DC. Con una parte dei proventi legati alle vendite finanziano i nuovi progetti interni, favorendo così sia nuove produzioni che la vita della Casa editrice stessa. In Italia sfortunatamente questo interscambio non esiste. Per il momento ad esempio la Bonelli ha come regola tassativa non scritta quella di non acquisire i diritti di produzioni estere…in futuro chissà, mai dire mai.
Sanremo ha sperimentato pochi giorni fa il potenziale turistico del fumetto. È una strada da seguire? "A dire la verità non è stato il primo esperimento di questo tipo nella Città dei Fiori. Già qualche anno prima si era tentata questa strada ma gli organizzatori, per quanto molto preparati, non avevano potuto contare sul sostegno del Comune e l'iniziativa (alla quale avevo aderito anch'io insieme ad altri colleghi) era fallita. Organizzare un Festival del Fumetto a Sanremo è una eccellente idea, ma gli organizzatori devono essere veramente ‘esperti del settore’ e non improvvisarsi nell'essere tali".
Dall’alto della tua esperienza quali sono i consigli che ti senti di dare a chi vuole investire nelle fiere e negli eventi dedicati al fumetto? "Metà del lavoro (e della buona riuscita dell'evento) sta nella ideazione e nella rigida e attenta pianificazione preliminare dell'evento. Si devono avere chiari in testa i propri obiettivi, a partire dal numero di pubblico che si desidera raggiungere. Rubo alcune considerazioni al mio caro amico e collega Luca Erbetta (originario di Soldano), attento conoscitore del fenomeno. Sanremo è una città lontana dal resto di Italia, geograficamente poco raggiungibile dal resto dell'Italia. Ma è molto vicina alla frontiera francese dove c'è un pubblico culturalmente più aperto a manifestazioni di questo tipo. Dunque, cercando una grossa affluenza di pubblico, si dovrebbe a nostro parere operare in entrambe le direzioni. L'unico modo per attrarre gli appassionati italiani di tutto il nostro Paese potrebbe essere quello di offrire loro qualcosa di veramente straordinario ed eccezionale, come l'invito di una star internazionale (nel settore del fumetto naturalmente) e attorno a quel nome costruire una buona squadra di eccellenti colleghi nazionali ed europei. Dalla Francia si potrebbero poi cercare un buon numero di nomi conosciuti del fumetto franco-belga in modo da avvantaggiarsi anche di quel pubblico. I francesi sono abituati a grandi spostamenti in cerca di una dedica del loro autore. Personalmente ho assistito a questo fenomeno in diverse occasioni…durante un Festival in Provenza mi hanno raggiunto un paio di bretoni che erano venuti apposta per me! Cose che fanno naturalmente molto piacere e che dimostrano l'affezione dei transalpini per la ‘nona arte’, come viene definito in Francia il fumetto, conferendogli quell'importanza che spesso nel nostro Paese donata ad altri settori. Dopo avere studiato in queste due direzioni non si deve dimenticare il pubblico della città di Sanremo, che deve essere coinvolto in attività extra-festivaliere collaterali ma che aumentano il prestigio e l'importanza (anche numerica) dell'evento. Dunque workshop, presenze degli autori nelle scuole, attività per i più piccoli grazie all'aiuto delle varie Scuole del Fumetto italiane che possono essere coinvolte, gare (e sfilate per le vie cittadine) dei ‘cosplayers’, tornei nazionali di giochi di carte tipo ‘Magic’, fuori e dentro il Palafiori. In poche parole una miriade di microeventi che scorrano nelle vene (vie) cittadine e che portino affluenza all'evento principale in corso nel Palafiori. In genere si dovrebbe ricorrere a tutte le risorse di cui dispone Sanremo e la provincia. La Riviera è ricca di ottimi colleghi (Ramella, Scibilia, Erbetta, per citarne solo alcuni) e conoscitori esperti di questo mondo. In città abbiamo ad esempio uno dei massimi esperti italiani del fumetto umoristico italiano come Alex Prevosto. Perché non coinvolgerli?
...e che cosa ti senti di consigliare all’Amministrazione di Sanremo? "Dovrebbe concedere la massima disponibilità possibile al gruppo di organizzatori, un po’ come succede per il Festival della Canzone. La buona riuscita di questi eventi farebbe ricadere dei grossi introiti ai commercianti e ristoratori della città, senza dimenticare la pubblicità che ne trarrebbe tutta Sanremo. Basti vedere cosa succede a Lucca, presa d'assalto ogni anno da un numero sempre crescente di visitatori da ogni regione italiana (e non solo…)".
I sanremesi potranno vederti prima o poi in occasione di qualche evento in città? "In passato sono stato invitato da Alex (‘Palex’) Prevosto del ‘Pozzo dei Desideri’ per una esposizione delle mie pagine originali. In occasione di tale evento ero disponibile al pubblico per le dediche. ‘Palex’ è uno dei pochi che in zona organizza eventi di questo tipo, ‘alla francese’ oserei dire. Dopo di me aveva invitato anche altri eccellenti colleghi (tra gli altri il conosciutissimo e talentuoso Federici). Avevo anche partecipato al primo festival del fumetto organizzato dall'amico e collega Luca Erbetta. Adesso, tra lavoro e famiglia, ho pochissimo tempo libero a disposizione e ho dovuto sacrificare anche la mia presenza ai numerosi Festival europei che spesso mi reclamano. Ma magari un piccolo spazio per la mia città potrò ancora ritagliarlo, se vedrò che l'evento vale.
Per seguire i lavori di Fabio Bono ecco il link al suo blog: http://legendstudiobd.blogspot.it/












