Il Presidente del Consiglio Domenico De Leo ha raccolto da un portavoce tra il pubblico dei cittadini del quartiere Gianchette una lettera per darne lettura pubblica. Dalla lettera emerge il disagio vissuto dagli abitanti della zona che nei mesi scorsi è stata toccata dall’emergenza migranti con una preghiera di prendere in considerazione un ricollocamento dei migranti stanziati presso via Tenda all’addiaccio stante le condizioni disumane e trovare dunque una soluzione a vantaggio di tutti, che non sia il Parco Roja che non risolve il problema.
“Non voglio strumentalizzare perché le firme non sono di tipo politico ma sono firme di cittadini anche disinteressati alla politica – ha aperto la discussione la consigliera Silvia Malivindi - La città di Ventimiglia sta vivendo una problematica molto grave. Muore la dignità umana, muoiono i diritti dei migranti che dormono per terra sull’asfalto in mezzo alla sporcizia e muoiono i diritti dei cittadini, non parlo di privilegi ma semplicemente di diritti. Questa mattina c’è stata la pulizia ma la situazione è tornata come prima sul greto del Roja perché naturalmente nessuno ha la bacchetta magica ma noi non possiamo sobbarcarci le mancanze di questo Stato. Chiedo che da questo Consiglio esca una posizione univoca: si chiede che queste persone vengano trasferite in strutture idonee in altre città. La gestione dell’accoglienza non va fatta a Ventimiglia che è città di confine. Il Parco Roja ha due problemi evidenti: la capienza 300 persone circa. Ma gli altri 900 migranti dove andranno? Inoltre sappiamo che il servizio di turnazione non potrà essere garantito. Queste persone per il loro bene devono essere trasferite. Questa sera si chiedono solo soluzioni di buon senso e l’unica è quella del trasferimento”.
“Va fatto un ringraziamento alla città di Ventimglia intera e ai residenti delle Gianchette in particolare per la tolleranza dimostrata perché a mio avviso non è una cosa di tutti i giorni - ha esordito il Sindaco che ha poi ripercorso tutto l’impegno dell’Amministrazione intrapreso per contrastare il disagio e le problematiche derivanti dall’emergenza migranti - Viviamo situazioni molto più difficili rispetto ad altre volte dovute certamente al contesto europeo e a delle ipocrisie che si concretizzano al confine dove noi paghiamo un prezzo altissimo per delle colpe che non abbiamo. In termini di numeri e flusso migratorio viviamo situazioni che non hanno precedenti, solo quest’anno sono passate 30 mila persone dalla nostra città portando naturalmente gravissime difficoltà con conseguenze che ci hanno portato allo stremo. Situazioni complesse non hanno mai risposte semplici. Abbiamo scritto lettere, fatto incontri con le altre istituzioni, abbiamo cercato contatti e aiuti infiniti. Condivido quanto scritto in questa lettera dai cittadini ma credo che questa città non si possa più permettere manifestazioni, blocchi delle strade e situazioni simili”.
A questo punto il primo cittadino è stato interrotto da schiamazzi provenienti dal pubblico al quale poi lo stesso Ioculano ha replicato concisamente: “Qui proposte geniali non ne sono mai arrivate. I trasferimenti sono infattibili in massa e sono dati oggettivi. Bisogna trovare soluzioni alternative. Dall’apertura del Parco Roja c’è una condizione più vivibile sul territorio ventimigliese”. “Non è vero!” urlano dal pubblico. A questo punto nuovamente interrotto il Sindaco rinuncia a terminare il discorso e la parola viene passata al consigliere Carlo Iachino: “Io vedo un ritorno alla mancanza totale di politica, non soltanto nostra, che ha causato questa situazione. Siamo sull’orlo della disgregazione sociale. Ventimiglia sta diventato la periferia di Liguria, andiamo a parlare al Governo che è compartecipe di queste malefatte e vediamo. Il Sindaco si fa trascinare dalle correnti senza far niente”.
“Mi fa piacere che il Sindaco abbia preso atto che come minoranza abbiamo tenuto un atteggiamento responsabile. Mi sento in difficoltà a parlare di una situazione così complessa – è intervenuto il consigliere Giovanni Ballestra - Che piaccia o che non piaccia cari consiglieri ormai qua si tratta di dare un’accoglienza organizzata o qualunquista e incapace e quest’ultimo è il modello della sinistra. Di fronte alle emergenze occorre rispondere con atti normativi di emergenza. Andando in moto dalle Gianchette al Centro del Parco Roja ne ho contati 70 di migranti che facevano avanti e indietro quindi è chiaro che non viene garantita la sorveglianza dovuta. Dov’è il Governo? Ce li dà qualche milione di euro per risolvere la situazione e per aiutarci? No! Ce li chiede! Le regole democratiche hanno fallito se non ci fosse stata la gente che si è rimboccata le maniche… dove è lo Stato che ha continuato lo scaricabarile. Che il Sindaco faccia il Sindaco se no questa città che è già devastata vedrà la rovina. Abbiamo fatto la scenetta delle ruspe questa mattina perché c’era il Consiglio Comunale come abbiamo fatto la scenetta della pulizia della stazione per l’arrivo di Alfano”.
“Meno male che non si doveva parlare di politica in questo consiglio – ha provocatoriamente commentato il consigliere Franco Paganelli – non voglio alimentare polemiche, noi siamo qua per cercare di risolvere il problema, so benissimo che il Sindaco si è dato da fare al massimo per cercare di risolvere la situazione. La popolazione delle Gianchette è stata grandiosa e vorrei ringraziare i volontari che hanno fatto quello che lo Stato non ha fatto”.
“In questa sede non dobbiamo scontrarci dobbiamo cercare una posizione univoca – ha cercato di trovare un punto comune la consigliera Silvia Malivindi - Un campo migranti a Ventimiglia a che titolo viene fatto? Da amministratori siate razionali. Si tratta di un campo di accoglienza non di u presidio sanitario per la gente di passaggio ma un campo in cui possono rimanere perché in Italia tutto quello che è provvisorio diventa definitivo. Ci vuole una posizione univoca contro questo tipo di scelta restando umani naturalmente. L’identificazione è necessaria? La condividete? Siamo d’accordo sì o no? Sul fatto che l’unica scelta possibile è quella di chiedere con insistenza al Prefetto e al Governo che queste persone vadano collocate in strutture di accoglienza siamo d’accordo?”
“Condivido la lettera che è stata scritta e comprendo il disagio subito dal quartiere delle Gianchette non si può negarlo – ha commentato Mauro Lazzaretti - C’è stata una concentrazione straordinaria di persone in pochi giorni. Siamo consapevoli dei vostri bisogni di sicurezze. Forse l’Amministrazione potrebbe in futuro pensare a qualche piccolo intervento di riqualificazione per quel quartiere dando in questo modo un segnale. Capisco chi non vuole i migranti in città anche io vorrei un mondo dove non ci siano guerre il problema è che ci dobbiamo misurare con una realtà ben precisa e devo dire che a questo proposito non ho sentito proposte dalla minoranza”.
Nemmeno il consigliere Lazzaretti riesce a finire il discorso continuamente interrotto dalle urla provenienti dal pubblico e dagli interventi del consigliere Nazzari che viene richiamato più volte dal Presidente del Consiglio Domenico De Leo che ha deciso di sospendere per cinque minuti il Consiglio Comunale.
“Sarà incisivo e vado per punti – ha commentato accalorato e rivolto alla cittadinanza il Sindaco – io questo documento che mi avete consegnato non ho alcun problema a consegnarlo al Prefetto. Secondo punto i trasferimenti così come ipotizzato non ci possono essere. C’è un centro e se è l’unica soluzione bisogna farla funzionare. Dobbiamo parlare di cose fattibili è inutile urlarci addosso parlando del nulla perché risposte illuminanti dall’alto non ce ne sono. Io sono sempre qui con voi a prendermi gli insulti. Ci rendiamo conto che siamo insieme o no? Tutti insieme si va da sua eccellenza il Prefetto se no parliamo di niente. Noi non abbiamo partecipato alla passerella del Ministro in stazione, certe situazioni non dobbiamo più tollerarle. Non possiamo chiedere la luna ma abbiamo tutto il diritto di chiedere quello che ci spetta”.
Mentre il Sindaco è sceso nella piazza antistante il Comune per parlare con i cittadini usciti dall’assise con gli striscioni è intervenuto il consigliere Diego Ferrari: “Per dare dignità a tutti, a questa città che ha sofferto e che soffre io dico che questa situazione non si può gestire senza un minimo di strategia. Non può essere lasciata al caso. Le iniziative che questa Amministrazione sta cercando di prendere vanno a colmare i vuoti che lo Stato ha lasciato e il Sindaco si è speso a tutti i livelli. Vogliamo trovare dei colpevoli? Il ministro è venuto qui a fare promesse e non le ha mantenute”.
“Avete gli occhi foderati di prosciutto, l’errore massimo è stato fare il centro al Parco Roja perché qui si trasformerà in una seconda Calais” è intervenuto in conclusione con una per nulla rosea previsione il consigliere Roberto Nazzari.
Alla fine la protesta si è trasferita sulla piazza antistante il Comune:
Sotto i manifestanti consegnano una scarpa al Consigliere Lazzaretti che durante l'assise ha affermato che i migranti hanno bisogno ciabatte per caricare i telefonini.












