Attualità - 19 luglio 2016, 20:52

Fusione di Montalto e Carpasio: prima assemblea pubblica, le due amministrazioni vogliono il referendum. Vantaggi e svantaggi spiegati nel dettaglio (FOTO e VIDEO INTERVISTE)

Interviste ai due sindaci ed al segretario dell'ANCI Liguria sulla fusione dei due comuni. Dagli abitanti dei paesi emerge una certa indifferenza, ora i sindaci chiedono una risposta chiara.

Proseguono le prove di avvicinamento tra Montalto e Carpasio i due paesini della Valle Argentina che vorrebbero fondersi. La possibilità di procedere in questa direzione è stata illustrata da Pierluigi Vinai, Segretario Generale di Anci Liguria, all'interno di una duplice riunione che si è svolta prima in un comune e poi nell'altro.

L'intervista a Pierluigi Vinai (ANCI Liguria)



Al momento i due borghi hanno inviato i questionari agli abitanti che hanno in parte risposto positivamente. Non si tratta di numeri eclatanti ma tra i questionari ricevuti la percentuale è stata favorevole al 75% per Montalto ed al 78% per Carpasio, emerge tuttavia una certa indifferenza tra gli abitanti che comunque non sembra spaventare le amministrazioni, che sono convinte che si tratti soltanto di un mancato interesse momentaneo ma non di un parere negativo non espresso.

L'intervista doppia ai due sindaci: da sinistra Claudio Seravalli (Carpasio) e Mariano Bianchi (Montalto Ligure)



Se questa fusione andasse in porto si tratterebbe del primo caso in Liguria. Infatti, al momento c'è un precedente negativo nello spezzino, dove due comuni hanno tentato questa strada ma in entrambi non è stato raggiunto il 'Sì', pertanto l'obiettivo non è stato raggiunto. Però questo dato non deve far scoraggiare perchè in altre Regioni invece la situazione è decisamente migliore.

Dall'altro lato c'è lo spauracchio del famigerato disegno di legge che vorrebbe eliminare dall'Italia tutti quei comuni che non raggiungono i 5mila abitanti. Se nascesse una legge del genere la Valle Argentina per come la conosciamo oggi, scomparirebbe. Tutti i Comuni molto probabilmente diventerebbero delle frazioni di Taggia. La fusione serve a scongiurare questa eventualità, salvaguardando il nuovo comune che ne nascerebbe, anche se non in grado di raggiungere i 5mila abitanti. Infatti, se Montalto e Carpasio si unissero, ne nascerebbe un borgo di poco più di 500 abitanti, ma con notevoli vantaggi.

In primis, di natura economica, in altre regioni vengono stanziati dei contributi ad hoc ma non è il caso della Liguria, anche se si tratta di una condizione temporanea, ovviabile attraverso una decisione della giunta. In alternativa e questo è il caso della Valle Argentina, il nuovo comune avrebbe accesso ad un contributo fisso per 10 anni pari al 40% sui trasferimenti dello Stato nel 2010, che conti alla mano si tradurrebbe in circa 120mila euro annui, quindi 1milione e 200mila euro.

Chi prima arriva meglio alloggia. Un principio sempre valido, che si adegua perfettamente a questo caso. Lo stato ad oggi ha stanziato un budget di 30milioni di euro derivante da un prelievo sull'IMU. Ogni regione ha accesso a questo tesoretto e chi presenta per primo domanda ha possibilità di accedervi, considerando che non viene rifinanziato. Per il momento ad usufruire maggiormente di questi soldi sono i comuni della Lombardia, dell'Emilia Romagna, Toscana, Marche, Campania, Veneto e Piemonte.

Oltre a questi aspetti verrebbero salvaguardati tutti i servizi ad oggi presenti nei paesi. Dalla fusione nascerebbe un Comune, con un unica sede legale ma due municipi. Il vero scoglio tuttavia è rappresentato dal fatto che questa deve essere una scelta volontaria. I due comuni devono decidere se procedere fino al referendum.

Quello di stasera così come altri incontri serviranno a tastare il polso, ma i due sindaci sono propensi a procedere a meno che gli abitanti non inizino a manifestare una forte opposizione. Gli aspetti tecnici dell'iter burocratico sono stati spiegati da Ivan Medici per Regione Liguria.

La fusione potrebbe essere operata in circa 8 mesi. Un periodo breve. Per prima cosa i due consigli comunali devono decidere se presentare la richiesta alla Regione. A quel punto una Commissione Consigliare analizzerebbe la questione per passare poi la decisione al Consiglio Regionale, che entro 90 giorni dovrebbe rendere nota la data. In quest'ultima fase, poi andrebbe decisa la data del referendum. La votazione verrebbe fatta nel primo periodo utile ed a quel punto la decisione sarà presa soltanto dagli abitanti dei due paesi. Ad oggi viene chiesto il raggiungimento di un quorum al 30% con un parere favorevole che deve essere raggiunto in entrambi i comuni.

Il prossimo appuntamento sarà nei primi giorni di settembre quando i due comuni organizzeranno una nuova assemblea pubblica, per spiegare ancora una volta quali sono i vantaggi della fusione e perchè le due amministrazioni vedano in esse l'unico modo per riuscire a salvare i due paesini.  

Stefano Michero

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