Politica - 22 giugno 2016, 21:57

Oggi in Senato la discussione sul futuro delle imprese balneari: il pensiero di Assobalneari Italia

Oggi in Senato la discussione sul futuro delle imprese balneari: il pensiero di Assobalneari Italia

Ieri ed oggi in Senato si è discusso del futuro delle imprese balneari con la discussione di due mozioni che sostenevano posizioni diverse: quella presentata dal Sen. Maurizio Gasparri che sostanzialmente richiedeva l’impegno del Governo a tutelare le 30.000 imprese balneari italiane con una proroga di trent’anni come è avvenuto in altri Paesi europei, (la Spagna ha prorogato le sue concessioni con scadenza nel 2018 fino a 75 anni e il Portogallo ha introdotto nel 2007 il diritto di prefernza del concessionario uscente), e quella presentata dal Sen. Tommaselli che invece dichiara le procedure comparative come un dato di fatto, proiettando con questa impostazione le imprese balneari direttamente alle evidenze pubbliche.

“Oggi si è persa un’ altra occasione - spiega Fabrizio Licordari  Presidente di Assobalneari Italia, l’ organizzazione delle Imprese Balneari aderenti alla Confindustria, per tutelare e difendere le aziende balneari italiane da norme che non dovrebbero essere applicate al nostro comparto. Ho letto entrambe le mozioni e devo dire che la mozione del Sen. Maurizio Gasparri fotografava con esattezza la situazione odierna con estrema chiarezza e lucidità, anche alla luce della comparazione normativa di Spagna e Portogallo prendendo una posizione ben precisa e senza mezzi termini: invitava il Governo a imitare quanto ha fatto il Regno di Spagna prorogando le concessioni di trent’anni, a tutela di oltre 100.000 posti di lavoro diretti, che non sono cosa da poco. Mi faceva ben sperare anche la mozione del Senatore Tommaselli e della Senatrice Granaiola poiché anch’ essa citava gli esempi di Spagna e Portogallo, ma nel proseguio dei principi enunciati emergevano posizioni chiaramente favorevoli alle procedure di evidenza pubblica, con l’ accettazione remissiva di una imposizione che non ha trovato ad esempio eguali in altri comparti economici del nostro Paese: Autostrade, telecomunicazioni, concessione Rai, etc.”.

“Inoltre vengono fatte inesatte affermazioni relativamente a quanto chiedono le organizzazioni del comparto che sostengono un periodo minimo di trent’ anni  e non massimo come viene riportato. Senza dubbio sono emerse con chiarezza le posizioni ideologiche di coloro che hanno partecipato alla discussione, prosegue il Presidente Licordari, sostenendo gli uni la difesa dei posti di lavoro che rappresentano le 30.000 imprese balneri italiane con una proroga trentennale, e gli altri l’ inevitabilità delle procedure di evidenza pubblica. Voglio ricordare che nella precedente legislatura invece un o.d.g. che impegnava il Governo a sostenere le nostre imprese presso la Comunità europea era stato approvato all’ unanimità, anche da molti di coloro che oggi dichiarano inevitabili le procedure comparative. Esprimo rincrescimento - conclude Licordari - nel leggere sterili polemiche battute da alcune Agenzie giornalistiche relative a dichiarazioni di qualche parlamentare nei confronti di chi, come il Sen. Maurizio Gasparri, sta rappresentando in Parlamento la drammaticità che attraversano 30.000 aziende tipicamente italiane. Gli operatori del settore non sono stupidi e oggi sono attenti osservatori e sanno distinguere chi ha prodotto risultati concreti a loro favore (la proroga al 2020 fu di iniziativa del Sen. Gasparri e del Sen. Baldini ndr) e chi invece fino ad ora ha prodotto solo chiacchiere”.

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