Ventimiglia Vallecrosia Bordighera - 25 maggio 2016, 17:00

Lascia o raddoppia, il treno è solo slow

Bloccato il primo finanziamento per i lavori sulla tratta Andora-Finale Ligure. Giovanni Toti si consola con la ferrovia di Casella.

Giovanni Toti sul trenino di Casella

Giovanni Toti sul trenino di Casella

Signori si parte! Disse il governatore Giovanni Toti, affacciandosi dal finestrino di una carrozza della rinata ferrovia Genova-Casella. Lo storico trenino (i primi viaggi risalgono al 1929) da qualche giorno percorre di nuovo i binari che erano stati chiusi nel 2013, a causa di frane e cedimenti lungo la linea di 24 chilometri. Dalla città all’entroterra della valle Scrivia su un percorso tutto montagne, curve e gallerie, molto slow e quindi molto appetibile anche in chiave turistica. Il trenino di Casella rischia di essere l’unico simbolo di quella Liguria che riparte desiderata (fantasticata?) da Toti.

L’ultima doccia fredda in tema di trasporti su ferro è arrivata direttamente dal Cipe. Il Comitato interministeriale per la programmazione economica, infatti, ha bloccato la somma già stanziata per cominciare il raddoppio ferroviario Andora-Finale Ligure, 225 milioni di euro che avrebbero consentito di aprire qualche cantiere. Niente da fare, osserva il Governo, o tutto o niente: non si può avanzare per lotti costruttivi, l’infrastruttura va finanziata per intero. Quindi o lo Stato trova il miliardo e mezzo necessario per realizzare tutto il tracciato di 31 chilometri o il Ponente ligure continuerà ad avere il suo imbuto del binario unico. Parola di Maurizio Gentile, amministratore delegato di Rfi, durante un’audizione alla Commissione Trasporti del Senato. Il numero uno di Rete ferroviaria italiana stava rispondendo a una domanda del senatore ligure Maurizio Rossi sui tempi di realizzazione della tratta. Che il Governo sia in grado di scucire più di un miliardo per il raddoppio in tempi ragionevolmente brevi è pura utopia. Con ogni probabilità, se ne riparlerà il prossimo secolo.

Quei 225 milioni li aveva promessi l’ex ministro Maurizio Lupi nel 2014, dopo aver costatato quanto fosse precaria la ferrovia ligure in seguito alla disgrazia sfiorata di Andora, con l’Intercity deragliato in bilico sullo strapiombo di scogli. Tuttavia, è proprio lo spezzatino dei finanziamenti ad alimentare il mostro invincibile che affossa lo Stivale: l’Opera Incompiuta, eclettica manifestazione delle nostre peggiori qualità (tra tutte, in questo caso, primeggia la totale incapacità di programmare un’opera strategica). Allora continuiamo a ipotizzare treni veloci e piste ciclabili in luogo di binari dismessi. Ma la favola dura poco, da Genova a Casella e ritorno, itinerario vintage in una Liguria che non avrà mai niente di moderno.

Luca Re

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