"La prefettura di Catanzaro ha svolto un lavoro importante perchè non si è fermata alle autocertificazioni che i candidati hanno presentato ma è andata a verificare presso le procure la veridicità di queste dichiarazioni ravvisando in alcuni comuni da noi non attenzionati alcune dichiarazioni non rispondenti alla veridicità. Questo non e' stato possibile farlo ad Imperia".
In questo modo il presidente della Commissione Antimafia, Rosy Bindi, dopo l'audizione di oggi dei Prefetti di Catanzaro, Luisa Latella, e di Imperia, Silvana Tizzano. "E' la conferma di due sottolineature contenute nella nostra Relazione sulla trasparenza delle candidature: innanzitutto che è necessario che le commissioni elettorali abbiano più tempo a disposizione, 48 ore sono troppo poche e a Roma la verifica con la procura è stata possibile solo per la metà dei candidati. Inoltre, occorre una anagrafe dei candidati per informare i cittadini: al di là della legge Severino, ci sono candidati condannati per altri reati ed è giusto che i cittadini sappiano chi vanno a votare. Si conferma che, infine, non bastano i certificati penali e gli atti giudiziari: parentele e frequentazioni non sono spesso in atti giudiziari ma non sono meno rilevanti dal punto di vista politico".
"Le prefetture stanno collaborando con la Commissione antimafia dal punto di vista della candidabilità nei comuni sotto osservazione, alcune prefetture stanno svolgendo un lavoro ancora più ampio. Questo lavoro credo alla fine stia attirando l'attenzione degli elettori sulla necessita di verificare meglio chi sono i candidati". Lo ha detto Stefania Prestigiacomo (Forza Italia), componente della Commissione parlamentare antimafia, dopo le audizioni del Prefetto di Catanzaro, Luisa Latella, e del Prefetto di Imperia, Silvana Tizzano.
"Faremo un bilancio anche sui comuni 'recidivi': c'è un problema che riscontriamo in alcune realtà di comuni sciolti a seguito di verifiche dal ministero dell'Interno che vengono costantemente risciolti, c'e' insomma un problema di recidiva. Bisogna verificare se lo scopo dei commissariamenti e dello scioglimento che dovrebbe bonificare queste realtà ha prodotto un risultato o se è necessario intervento normativo", ha concluso la Prestigiacomo.





