Ieri pomeriggio intorno alle ore 16 sono stati sei i residenti di piazza Battisti ricevuti dal Sindaco Enrico Ioculano per parlare a fondo delle problematiche e dei disagi connessi con il Centro migranti che i gli abitanti dei vicini palazzi vivono dall’estate scorsa. La struttura in effetti è attiva, grazie all’operato della Croce Rossa, già dal giugno 2015 quando si entrò nel vivo di un’emergenza che sembra pronta a ripresentarsi anche quest’anno con maggior impeto.
E’ durato poco per i sei cittadini il sollievo percepito alla notizia dello svuotamento di questi giorni del Centro che al momento conta poco più di 30 ospiti. Sembra infatti che il nuovo spazio sarà utilizzato per ospitare tutti i migranti che momentaneamente bivaccano nei pressi della vicina stazione dei treni. E’ infatti in corso in queste ore un’opera di convincimento da parte della Croce Rossa per spingere i profughi a cercare una sistemazione all’interno della struttura.
“Nessuno ha intenzione di entrare e di conseguenza farsi riconoscere – ha commentato Silvio Perrone, portavoce dei residenti ricevuti dal Sindaco – decidono di entrare solo quelli che si sentono poco bene e accusano i primi malanni dovuti a quella che è una sistemazione precaria, ecco quale è la verità. Sembrava che la situazione potesse tornare ad essere vivibile e invece con grande rabbia apprendo che il campo servirà per sopperire alle situazioni di emergenza che periodicamente si verificheranno”.
“Ci è stata mostrata la relazione dell’ASL – ha aggiunto Perrone – che determina la compatibilità della struttura per la permanenza di non più di 70 persone. Alla mia rimostranza per l’ampio superamento di tale soglia con punte anche di oltre 300 ospiti il primo cittadino mi ha risposto che la responsabilità è a carico del Prefetto e alla mia richiesta di conoscere i motivi del mancato trasferimento al Parco Roja mi è stato risposto che la scelta sarebbe stata dannosa per la città perché avrebbe attirato molti più profughi”.
Non si può dire dunque che l’esito dell’incontro sia stato dei più rosei complice una situazione che si sta acuendo sempre più anche sul piano nazionale ed internazionale. In molti, tra i quali lo stesso Perrone, sono propensi a credere che le strategie attuali a nulla potrebbero portare se non ad un ‘cortocircuito’ dell’accoglienza.






