Una situazione preoccupante ma che ormai si trascina da anni quella relativa all’edificio ‘ex conceria’ appena dietro il comando della Polizia Municipale. Si tratta di una struttura altamente pericolosa e fatiscente che andrebbe abbattuta come riferiscono alcuni residenti dei vicini palazzi. In parte ha già subito il crollo del tetto e buona parte di quello che ne è rimasto sembra prossimo a cadere.
Purtroppo il problema non riguarda solo la solidità dell’immobile ma ulteriori aggravanti che vi gravitano intorno. La più eclatante è certamente quella che segnala Alfonsina Clemente che non le manda certo a dire: “Qualcuno qui ha l’abitudine di disfarsi del proprio sacchetto di immondizia lanciandolo direttamente dentro l’ex conceria nel punto in cui è il tetto è scoperchiato” - come testimoniano le foto effettivamente è palese la presenza di sacchi di rifiuti all’interno del perimetro del caseggiato – “più volte ho visto coi miei occhi i ‘lanci’ e ho urlato contro i protagonisti di questa inciviltà ma più di questo non so che fare”.
“Invece per abbattere la struttura le ho provate tutte – continua la signora Clemente – un via vai continuo tra caserme, per le denunce, e gli uffici comunali preposti ma nulla di fatto. Un’annosa questione tanto che ho parlato del problema ad almeno tre sindaci diversi che si sono susseguiti nei loro mandati. E intanto qui c’è una puzza terribile che in estate viene amplificata a dismisura, rifiuti, amianto, ratti grossi come gatti che mi son trovata anche sulla macchina. Quando qui si fulmina la luce del lampione nessuno esce di casa”.
“L’ex conceria purtroppo è stata usata anche come rifugio da migranti e senza tetto – racconta sempre la donna che fa anche volontariato alla Caritas, ricordando un episodio particolare – una sera pioveva, un freddo terribile e ho notato tra le persone che dimoravano qui sotto anche una donna che allattava un neonato, in mezzo allo sporco e ai rifiuti, a quel punto ho allertato le autorità che in quel caso sono intervenute insieme ai servizi sociali portando la donna e gli altri occupanti in una struttura”.
Il disagio è molto sentito dai residenti della zona al punto che è stato anche oggetto di discussione nell’incontro di ieri del comitato di quartiere Gianchette dove il Sindaco ha replicato: “Noi siamo intervenuti a livello normativo modificando il PUC in modo da assicurarci la possibilità di demolire quegli edifici ritenuti incongrui. Un cambiamento che ha già avuto seguito con la demolizione dell’ex dispensario. A breve sembra che riusciremo ad intervenire anche sull’ex calzaturificio e poi potrebbe essere proprio la volta dell’ex conceria. Purtroppo si tratta di iter complessi e bisogna prendere atto delle tempistiche”.














