Dopo le prime 4 settimane dall’avvio della raccolta differenziata con metodo spinto porta a porta i risultati erano apparsi più che confortanti, in un raffronto con i dati dell’anno scorso si è passati in percentuale di differenziata sul totale di rifiuti dal 37,89% del 2015 all’84,94% del 2016 (periodo di confronto dal 1 marzo al 23 marzo). Dal punto di vista finanziario le spese sostenute per il progetto incideranno sulla TARI almeno per quest’anno ad un aumento percentuale medio del 6,7%, un costo aggiuntivo che tuttavia non tutti i commercianti vedono di buon occhio.
A farla da padrone è soprattutto lo scetticismo nel credere che poi la tassa farà inversione di rotta diminuendo. Una sfiducia che si evince chiaramente dalle parole della titolare di un negozio di oggettistica del centro: “Ci credo poco che in futuro sarà ridotto il contributo, io non ho mai visto da nessuna parte che una tassa venga alzata al fine di abbassarla successivamente. Le difficoltà che noto poi sono notevoli, io ho vissuto in altre realtà dove da diverso tempo la differenziata funziona a pieno regime ma si è inserite gradatamente. Qui in questa zona è stata affrontata forse in maniera un po’ troppo radicale a partire dall’eliminazione dei cassonetti verdi. Devo supporre che questa fretta sia da imputare al fatto di essersi ridotti all’ultimo momento per far partire il ‘porta a porta’, se si fosse iniziati questo discorso prima sarebbe stato sicuramente molto meglio”.
“Questa città era un gioiello – ha aggiunto la titolare di un negozio di abbigliamento – ma più il tempo passa e più non vedo segnali di ripresa. L’unica cosa che aumenta sono le tasse. Per fortuna noi qui non facciamo molti rifiuti a parte un po’ di carta e cartoni, quindi si tratta di una questione che interessa molto più da vicino gli esercizi di vendita di alimenti dove i gestori dovranno assolvere ad un nuovo impegno”. Molti più rifiuti però si traducono con un aumento maggiore della tassa infatti i negozi di beni durevoli, come appunto quelli di abbigliamento, hanno un coefficiente moltiplicatore, previsto dalla tabella ministeriale, di molto inferiore rispetto ai negozi di generi alimentari.
“E’ necessario che ci sia la partecipazione dei cittadini e collaborazione con l’Amministrazione – si è detto propositivo il titolare di una pizzeria – con questo nuovo metodo che comporta certamente un impegno maggiore avremo però di conseguenza risultati migliori. Si è detto anche che già a partire dall’anno prossimo ci sarà un netto risparmio, me lo auguro altrimenti sarebbe davvero uno smacco. A parte le difficoltà nel conferimento di alcuni specifiche tipologia di rifiuti che ci colgono un po’ impreparati, per conto nostro ritengo che si stia facendo un ottimo lavoro”.
“Sono assolutamente concorde nel ritenere la raccolta differenziata un obbligo morale che ci dobbiamo imporre – ha aggiunto il titolare di una panetteria – tuttavia stride abbastanza vedere che mi aumentano la tassa mentre ancora sto aspettando i bidoni. Ho chiamato giusto ieri e mi è stato detto che sono in arrivo dalla Spagna. A parte il disappunto nel constatare che con tutte le ditte che ci sono in Italia andiamo ad acquistare i contenitori di plastica all’estero, ritengo che una differenziata che si affaccia in maniera così aggressiva non concede molto tempo per abituarsi e questo penso sarà motivo di caos con l’arrivo dell’alta stagione. Ci viene chiesto in sostanza un doppio impegno. Il premio per gli sforzi che la raccolta comporta, per le attività come la mia, è l’aumento della TARI. Aggiungo solo che impiego più tempo a lavare le latte vuote da conferire che a sfornare una pizza”.
“Sono proiezioni di quest’anno valutate in base a parametri fissi e ai dati dell’anno scorso. Se il trend sarà così buono come risulta ad oggi ci saranno sicuramente degli abbassamenti della TARI – ha rassicurato il primo cittadino Giacomo Pallanca - Quest’anno abbiamo dovuto purtroppo chiedere un sacrificio, anche perché la coperta è sempre più corta e quindi togliere da una parte significa aumentare da un’altra se si vogliono far quadrare i conti. Non è mai piacevole imporre aumenti però in questo caso specifico non c’erano alternative, ma sono fiducioso soprattutto per la grande ‘risposta’ che la cittadinanza ha dato con il porta a porta”.
“L’aumento – ha completato il quadro l’assessore Silvano Maccario – è servito a far quadrare le tariffe con i costi di impianto iniziale, del materiale informativo, dei kit e di tutto quello che ha permesso il nuovo metodo di raccolta differenziata. Costi che per legge devono essere coperti completamente dall’utenza e che si sono risolti in un incremento medio del 6,71% ma solo per quest’anno. Un passo imprescindibile a fronte di tre ragioni. In primo luogo lo impone la legge regionale con il raggiungimento del 65% di differenziata in tempi brevi, in secondo luogo c’è un discorso ecologico che in passato è stato considerato molto poco ma che sta diventando sempre più urgente e il pensiero va in questo frangente a chi deve sopportare una discarica vicino a casa propria”.
“La terza ragione – ha concluso l’assessore - è quella di ritenere l’aumento più che un costo aggiunto come un investimento per il futuro perché dobbiamo pensare alla salute dei nostri figli e dei nostri nipoti e per questo io 20 euro in più li spendo volentieri. Avremo quindi in un prossimo futuro un ritorno non solo ambientale ma anche finanziario con le tariffe che dovranno diminuire. Nel caso poi di aumenti considerevoli l’Amministrazione è molto sensibile alla questione e gli uffici saranno prontissimi ad andare incontro ai cittadini anche con eventuali rateizzazioni”.





