Sabato prossimo alle 21, al Palazzo del Parco di Bordighera, va in scena ‘Non c’è limite alpeggio’. Il piccolo paese di Alpeggio, collocato in un entroterra montuoso alla periferia di una grande città, si trova al centro di un particolare flusso turistico. Colpito dalla crisi economica che ha portato progressivamente alla chiusura dei caseifici in cui veniva lavorata la tradizionale toma l'Alpeggio, il paese ha da tempo cominciato a registrare sul proprio territorio un numero sempre crescente di suicidi.
È accaduto che i social network e, in particolare un portale web internazionale molto seguito, abbiano eletto il suo Belvedere come il posto migliore del mondo in cui togliersi la vita. Gli aspiranti suicidi diventano sempre più numerosi, muovono amici e parenti, curiosi, giornalisti, turisti, insomma i soliti cultori degli episodi di cronaca nera. In breve si sviluppa un piccolo business che, in qualche modo, rigenera l'economia di un paese che, ora, si vede costretto a scegliere da che parte stare e a costruirsi un apparato morale in grado di sostenere la propria scelta. La comunità di Alpeggio viene a trovarsi, come accaduto a Cogoleto, a Cengio, a Taranto e in tante altre città non solo italiane, nel crudele paradosso di contrapporre la salute al lavoro e la morale all'esistenza stessa. A dovere scegliere l'ampiezza del raggio della propria solidarietà sociale.
Il tutto all'interno di una riflessione sul business delle ipocrisie che genera nel nostro tempo il dibattito sulla fine della vita, sulla libertà individuale e sulle responsabilità sociali, politiche, religiose incrostate attorno a questo tema. Lo spettacolo si propone di attraversare tutto questo con leggerezza, ironia e con interventi di teatro canzone che aiutano a tenere assieme il filo della narrazione.





