Scarpino? “È un’altra Terra dei fuochi”. E la Tari? “Da abbattere dal 30 al 50%” insieme ai costi che le imprese liguri pagano per le utenze, ben 14 mila euro medi, ossia il 12% in più rispetto alle cifre nazionali.
Si tratta del grido d’allarme e di dolore lanciato dai rappresentanti di Ascom-Confcommercio, Confartigianato, Confesercenti, Coldiretti e CNA di Genova. La situazione per la piccola e media impresa, infatti, è ormai “insostenibile, specie di fronte agli interrogativi che riguardano la situazione di Amiu, della discarica di Scarpino e della raccolta differenziata dei rifiuti”, commentano in una dichiarazione congiunta i rappresentanti del Tavolo della Pmi. In particolare “noi paghiamo un per un piano regionale vecchio di trent’anni, che fa sì che il problema Scarpino sia da portare a livello nazionale -spiega Massimo Giacchetta, presidente di Cna- e a questo si aggiunga che bisogna che chi già paga per lo smaltimento dei rifiuti speciali sia premiato e non tassato ulteriormente. Chiediamo che sia messo nel regolamento comunale” prevedendo, appunto, un abbattimento forfettario della tariffa dal 30% al 50%. Anche perché “il passaggio dalla Tares alla Tari –precisa Paolo Odone di Confcommercio- ha portato a un aumento delle tariffe con picchi anche del 100% per alcune attività.”
La richiesta inoltre, è quella rivolta alla Regione di chiedere lo stato di dissesto idrogeologico per il ripristino dell’operatività e la messa in sicurezza della discarica, e, riguardo lo spinoso problema della differenziata, “lo stanziamento di un milione di euro per i Comuni deve salire almeno a dieci milioni –precisa Patrizia De Luise di Confesercenti- perché non può diventare un ulteriore fardello per cittadini e imprese, che non ce la fanno più.” Come infatti ha sottolineato Felice Negri di Confartigianato “la Tari è una delle vessazioni peggiori che abbiamo, e significativo della situazione è il fatto che la maggior parte dei finanziamenti che ci viene richiesta è per pagare le tasse”.
Presenti anche il presidente di Amiu, Marco Castagna, e rappresentanti di Comune e Regione, concordi sul fatto di dover fare richiesta di dissesto idrogeologico per Scampino e aumento dei finanziamenti comunali per la differenziata. In particolare il presidente di Amiu auspica che “Genova diventi modello italiano, come caso positivo, anche se i tempi non saranno brevi perché paghiamo per una situazione gestita male in passato. Stiamo cercando di adeguarci attraverso politiche di sviluppo per creare un’economia circolare grazie a un piano industriale innovativo. La volontà –conclude- è quella di creare nuove filiere produttive, quindi nuove possibilità di lavoro e sviluppo, e introdurre il principio di tariffazione puntuale, un caposaldo europeo che faremo nostro. Sicuramente tutto questo sarà possibile anche grazie al dialogo e alla collaborazione di tutte le parti.”














