Mancano 10 giorni a Pasqua e, come ogni anno è scattata la campagna contro il consumo di carne di agnello, una tradizione cristiana che si rinnova ogni anno, anche se da un po’ di tempo a questa parte è meno seguita.
Molti gli appelli delle associazioni, attraverso locandine, sui media e sui social network. Questa volta arriva anche con l’affissione di enormi manifesti, che sono comparsi anche nella nostra provincia. In rete vengono diffusi video che ritraggono la brutalità del macello di animali e molti sono anche i comunicati stampa ufficiali delle associazioni animaliste.
Il manifesto affisso anche nelle città dell’estremo ponente, ritrae quest’anno un piccolo agnello bianco ed una dicitura: “Amo la vita, ma che io viva o sia ucciso dipende da te”.
La tradizione culinaria di arrostire le costine d’agnello o di capretto sulla griglia è radicata, sia in Italia che nel mondo occidentale, ma anche in quello ebraico e mussulmano. Nel mondo, ogni anno si consumano 950 milioni di ovini. La tradizione gastronomica italiana, nasce dalla tradizione religiosa e dalla lettura della Bibbia. Ed è proprio sull’interpretazione delle Sacre Scritture che si concentra anche la critica animalista.





