Politica - 09 marzo 2016, 07:51

Secondo il Ministro Orlando è finito il sovraffollamento delle carceri: parere contrario della UilPa ligure

"La propaganda del Governo vuole far passare l'idea di un carcere diverso, moderno e sostenibile ma la verità purtroppo è ben altra".

Secondo il Ministro Orlando è finito il sovraffollamento delle carceri: parere contrario della UilPa ligure

Il Segretario Regionale della UilPa Polizia Penitenziaria apprende da un tweet del Ministro della Giustìzia Orlando che la Cedu ha dichiarato finito il sovraffollamento delle carceri italiane e proprio il Ministro tende a ringraziare in primis gli uomini e le donne del Corpo di Polizia Penitenziaria.

“Bene per il ringraziamento del Ministro - commenta Fabio Pagani - che punta il dito sullo stato delle carceri e sul grave fenomeno delle aggressioni subite dal personale. La propaganda del Governo vuole far passare l'idea di un carcere diverso, moderno e sostenibile ma la verità purtroppo è ben altra. Le nostre galere sono ancora luogo di privazione, di sofferenza e di violenza ed evidenti difficoltà a garantire un puntuale servizio sanitario, alla qualità ed alla salubrità degli ambienti detentivi, alla mancanza di fornitura idrica, alla impossibilità di avviare percorsi di socializzazione e reinserimento. A farla da padrona è la violenza ed in questo quadro desolante emerge in tutta la sua drammaticità anche l'insopportabile carico di lavoro che obera le spalle degli operatori penitenziari - dalla desertificazione degli organici della polizia penitenziaria (mancano 8.000 unità all'organico fissato per legge) alla mancanza di direttori, psicologi ed educatori. Oggi le nostre carceri sono sempre più città fantasma. E non illuda il dato dei 52mila detenuti (che in ogni caso sono più dei 43mila che le strutture potrebbero ospitare). Le celle continuano ad essere sporche, umide ed insalubri. Il servizio delle traduzioni continua ad essere effettuato con mezzi vecchi, obsoleti e pericolosi”.

“E nel frattempo se a calare sono i detenuti, aumentano come nel 2015 i reati commessi dagli stessi, raddoppiati rispetto al 2013, passando da 983 casi a 1.812, con un balzo anche rispetto al 2014, quando gli eventi registrati furono 1002. Devastazioni e atti vandalici sono passati da 663 nel 2013 a 955 l'anno successivo a 1.379 l'anno scorso. In forte aumento anche i casi di aggressione ai danni degli agentì da parte dei detenuti passati da 344 nel 2013, a 394 nel 2014 a 422 nel 2015. Più che raddoppiate le sanzioni disciplinari comminate ai detenuti: erano 207 nel 2013, sono state 238 l'anno dopo e 537 l'anno scorso. Un'ulteriore spia della situazione nelle carceri la dà la cifra relativa alle risse dietro le sbarre: dalle 38 rilevate nel 2013, sono salite a 44 nel 2014 e a 53 nel 2015. Sul fronte dei suicidi, tra i detenuti ci sono stati 42 casi nel 2013, 43 nel 2014 e 39 nel 2015; a questi dati vanno aggiuntì quelli relatìvi ai tentati suicidi, che sono stati 6.854 nel 2013, 6.889 l'anno dopo e 6.987 lo scorso anno; e quelli sugli atti di autolesionismo, con circa 6.800 episodi ogni anno. Il numero dei suicidi mantiene quindi una sostanziale stabilità, restando molto elevato. Sette gli agenti che si sono toltì la vita nel 2013, salii a 11 nel 2014 e scesi a due nel 2015, numeri che parlano da soli - conclude Pagani - e che sono la cifra di questa vergogna che pare non interessare a nessuno".

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