La Nuova Destra Sanremese, attraverso il suo presidente Alessandro Condò, è intervenuta sul difficile momento che sta affrontando il mondo agricolo. Si tratta di un comparto economico molto importante per il territorio, alle prese però con una serie di problematiche che ne stanno minando la sopravvivenza.
"La crisi che colpisce l’agricoltura non si limita alla scomparsa delle nostre aziende agricole (sempre più acquistate dai cinesi) . Si tratta di una vera e propria destabilizzazione del mondo rurale italiano - ha detto Alessandro Condò - Con i nostri agricoltori è una parte della nostra identità che scompare. E’ una parte di noi stessi che è minacciati. Il legame fra l’Italia e la sua agricoltura rimonta ad ancor prima dei romani. L’Italia è agricola ed i suoi paesaggi sono l’impronta delle nostre fattorie. Basta sorvolarla , l’Italia, in aereo per convincersene ancor oggi , anche se l’industrializzazione dell’agricoltura ha già fatto gravi danni.
L’Italia sono i suoi campi coltivati ; sono gli animali che pascolano per darci il loro latte e la loro carne ; è l’amore dei suoi prodotti agricoli che abbiamo appreso ad amare e magnificare ; è l’amore dei suoi prodotti e della loro trasformazione; sono i formaggi; sono i salumi; è la sua carne di qualità eccezionale; l’Italia è tutto ciò che la terra è capace di produrre; l’Italia sono i suoi contadini che la fanno maturare su un territorio così ricco quanto diversificato. Non avremmo la “cucina mediterranea” se non avessimo la nostra agricoltura. Non avremmo, certamente, né il nostro vino né il nostro olio. Non avremmo questo legame forte con la nostra terra. Questa terra che i nostri anziani ci hanno appreso a toccare, a sentire in bocca, a fare fruttificare. Questa terra che i nostri scrittori hanno fatto vivere che i nostri poeti hanno messo in versi, che i nostri pittori hanno sublimato e che i nostri artisti hanno cantato.
Tutto questo sta scomparendo sotto i nostri occhi, senza alcuna reazione. Ce li rubano sottraendoli a coloro che , di padre in figlio, ne sono stati gli artigiani a forza di lavoro, amore e abnegazione! Al limite della disperazione, i nostri agricoltori si suicidano ad una cadenza che fa rimanere di ghiaccio. La “politica agricola” di chi governa il Paese è una schiacciante sconfitta. L’ultimo atto è stata l’autorizzazione ad importare sul suolo italiano le olive tunisine senza alcun dazio. Negli ultimi quarant’anni c’è stata una pianificazione di “politica agricola” criminale e sempre più a danno dei nostri agricoltori e allevatori, denaturandola e svenduta a favore del mercato internazionale. Una “politica agricola” incapace di difendere e di preservare la qualità dei nostri prodotti che facevano, precisamente, la forza e l’identità della sua agricoltura. Come diceva a mia madre la lattaia , Maria, che portava il latte a casa dei miei genitori “i tuoi figli sono cresciuti con il latte di una mucca sola”, è mai concepibile oggi che non possiamo più bere una tazza di quel latte la cui cottura produceva quella crema, panna che le nostre madri , le nostre nonne ritiravano minuziosamente con il colino? E’ normale che ci si debba “nascondere” per acquistare un litro di latte che abbia ancora “il gusto della mucca” ? E’ normale che tutti i nostri prodotti perdano le loro sostanze, le loro qualità e persino il loro gusto a colpi di “regolamentazioni” e di vincoli insopportabili ?
Questi vincoli - conclude Condò - fanno la base di una agricoltura ben precisa che sacrifica la qualità dei suoi prodotti per diventare un immenso mercato di prodotti tutti identici, senza gusto, senza richiamo".





