Ha preso il via stamattina nel padiglione Blu della Fiera di Genova la 35^ edizione di Marc-Salone dell’innovazione e della tecnologia: un’edizione all’insegna delle novità con una sezione espositiva nuova, Soundcheck, dedicata ad audio e musica e Gizmark Forum, uno spazio aperto dedicato all’innovazione tecnologica che ospita incontri e presentazioni con “mostri sacri” e talenti emergenti. E accanto alla sezione espositiva e al Forum Marc offre opportunità uniche, grazie agli esperti di Openlab, come assistere a una partita di calcio tra robot, o alle lezioni per imparare a costruire un robot, l’ultima frontiera del “fai da te” tecnologico.
“E' necessario accelerare la realizzazione di collegamenti veloci come quello tra Genova e Milano, perché la città è indietro: Genova è lontana perché ormai i suoi collegamenti sono datati. Lo stesso vale per la digitalizzazione del territorio: dobbiamo fare un salto veloce o rimarremo esclusi dal panorama nazionale”. Lo ha detto oggi l'assessore allo Sviluppo economico del Comune di Genova Emanuele Piazza aprendo i lavori del Gizmark Forum all'interno del Marc, salone dell'innovazione e della tecnologia che si svolge oggi e domani nel padiglione B alla Fiera del mare. Piazza ha presentato i risultati del progetto Genova digitale, che il Comune ha avviato “a costo zero con decine di sessioni in città per sensibilizzare e informare la popolazione sul digitale”. Secondo l'assessore “passaggi chiave per il business e lo sviluppo del territorio sono la digitalizzazione del tessuto commerciale e delle piccole e medie imprese, e la digitalizzazione delle istituzioni: quanta strada ancora da fare per rendere efficiente il sistema comunale. Togliere di mezzo la carta avrà una restituzione economica immediata. Ma la digitalizzazione servirà anche a favorire il rapporto diretto coi cittadini per restituire loro gli spazi pubblici inutilizzati a Genova”.
Sprona l'Università a far presto a trasferirsi a Erzelli e invita Genova a non lasciarsi scappare l'occasione di collaborare con la cittadella della tecnologia che nascerà a Milano nelle aree di Expo Carlo Castellano, presidente di Dixet. E’ un fiume in piena : ricorda la tradizione altamente tecnologica di Genova: “Genova ha una, è tradizione industriale straordinaria nata qui la grande industria manifatturiera italiana, qui nell'800 si costruivano le motrici a vapore, le navi, le apparecchiature tecnologiche per quel tempo. Ansaldo nel 1920 era l'industria più importante del Paese. Dopo la seconda guerra mondiale Genova si è trovata però con problemi forti e pesanti di trasformazione industriale e tecnologica. Le grandi imprese negli anni ’50 hanno capito che serviva un salto dall'elettromeccanica all'elettronica industriale e all'automazione. Le industrie manifatturiere tradizionali fecero un salto tecnologico: l'automazione industriale è nata a Genova”. Castellano ha raccontato le origini della sua creatura, Esaote, e dello sviluppo tecnologico nel biomedicale: “Ero direttore della pianificazione del gruppo Ansaldo. Mi stavano facendo esami diagnostici in ospedale e, viste le apparecchiature che usavano, quando tornai in ufficio dissi: se lo fa Siemens, lo facciamo anche noi in Ansaldo. Mi presero per matto. Nel 1981 assumemmo la prima persona che si occupava di elettronica biomedicale e tutto nacque da lì. Oggi Esaote è protagonista mondiale. A marzo ci trasferiamo a Erzelli. Solo la nuova fabbrica per tomografi di risonanza magnetica nascerà a Prà perché è un po più complessa”. Infine il Dixet, nato nel 2003, e il sogno di dare un contenitore all'high tech a Genova: “Dopo dieci anni, a marzo saranno 2400 le persone che lavoreranno a Erzelli. Con un ritardo enorme, complici sette anni recessione del Paese, ci troviamo di fronte a una svolta concreta. Pensiamo che l'Università debba farne presto parte”. Quanto al polo tecnologico nelle are di Expo a guida Iit: “Era inevitabile utilizzare il post Expo per una cittadella tecnologica. Certo se noi qui avessimo sviluppato prima il progetto Erzelli sarebbe stato meglio. Ma è una cosa positiva. Non dobbiamo spaventarci, ma impegnarci: qui ci sono 430 imprese high tech, il problema è la natalità che esprime la Liguria in termini di start up innovative: siamo sotto l'Abruzzo, e invece è sulle nuove potenzialità che dobbiamo puntare. La rapidità dei cambiamenti nel settore dell'informatica e dell'elettronica esprime oggi il maggior numero di brevetti a livello mondiale. Automazione, elettronica industriale e tecnologie della vita sono presenti a Genova. Dobbiamo puntare su questo: se l'Università viene a breve ad Erzelli, il Cnr esprime capacità ulteriori e la pubblica amministrazione pone maggiore più attenzione, allora potremo recuperare il tempo perso”.
É stato Vadim Tikhanoff ricercatore di Iit, a raccontare a un nutrito pubblico al Gizmark Forum tutti i segreti di I cub, il robottino su cui sta lavorando l'istituto. “Adesso stiamo studiando la parte cognitiva, il suo apprendimento. Dobbiamo insegnare al robot gli effetti delle sue azioni. Per esempio se versa l'acqua deve capire quando il bicchiere è pieno, o avvicinare e passare oggetti, ma anche fare azioni in autonomia, come prendermi il martello se vede che mi serve perché sto piantando un chiodo”. All'Iit sono in 50 su mille persone a concentrarsi su i cub: “Siamo una Comunità. A Genova c'è la base, che gestisce il software. Collaboriamo con il Mit di Boston per l'intelligenza artificiale, abbiamo un laboratorio Iit@Mit. Poi ci sono partner in Germania, Francia, Londra, Usa, Svizzera: università e istituti. Esistono trenta robot in tutto il mondo, 4 sono a Genova”. Da qui a cinque dieci anni l'idea è averlo nel nostro ambiente. Centri commerciali, saloni, ospedali: dal ruolo di hostess a quello di assistente agli anziani o ai disabili, infermieri. “Stiamo sviluppando nuovi robot più robusti per la messa sul mercato ma ancora siamo solo sul fronte della ricerca”. Paura che i robot ci soppiantino o si ribellino contro di noi? Solo nei film, nella realtà non accadrà. Il robot, ha spiegato Tikhanoff, è “coperto da sensori come la pelle: se lo tocco attiro la sua attenzione, lui guarda dove è stato toccato e cerca chi è stato per esempio girandosi. Posso attirare la sua attenzione anche con la voce, ma il sensore della pelle è molto importante per guidarlo, come si fa con i bambini. Se gli fai una carezza lui sorride. Se lo pizzichi fa una smorfia di dolore, anche se in realtà l'emozione non esiste. Ogni tanto capita un incidente: una volta si è distrutto da solo: abbiamo messo una virgola in meno e lui ha iniziato a prendersi a schiaffi. C'è però il bottone rosso di emergenza per bloccare tutto in tempo”.
Ci sono anche i ragazzi di Openlab al Marce sono seguitissimi per le lezioni di robotica “fai da te”. Openlab è un club studentesco nato nel 2004 nell'ambito della facoltà di ingegneria informatica. “All'epoca non esistevano i portatili, così l'università ci consentì di utilizzare i computer dell'Ateneo per sperimentare le cose che venivano spiegate a lezione – spiega il presidente, il ventunenne Simone Felicità – Oggi invece gestiamo un'aula nella quale possiamo sviluppare progetti”. Tra gli altri, quello che viene mostrato in Fiera oggi e domani: il Lego Mindstorm, piattaforma fornita dalla lego per attivare progetti di robotica, da quelli base ai più avanzati, fruibili a un pubblico dai 4 ai 99 anni. Accanto alla “scatola magica” del Gizmark Forum, Openlab mostra le capacità del robottino, ma insegna anche a programmarlo per fargli fare una curva piuttosto che una partita di calcio. Nello stesso spazio i bambini possono partecipare a mini corsi di programmazione attraverso la piattaforma Hourcode, che in sostanza insegna la programmazione attraverso un videogioco. Tra i laboratori del club studentesco, anche la progettazione di 4 robot di intelligenza artificiale che si scontrano in un'arena, il “robot sumo”, e la “prototipazione della stampante 3D”.
Visto dal mondo genovese dell'high tech, il fatto che Iit curerà il nuovo parco tecnologico nelle aree del post Expo è più una opportunità che un rischio, sulla stessa linea di Carlo Castellano. Il perché lo spiega al Gizmark Forum Alberto Clavarino, oggi direttore commerciale di Netalia ma da 21 anni “startupper seriale”, come si autodefinisce ironizzando su una vita passata a inventare, fallire e rialzarsi nel mondo di Internet che ha contribuito a far nascere in Italia. “Forse per il mio inguaribile ottimismo invero poco genovese, credo sia un fatto estremamente positivo. Iit avrà a Milano un ruolo aggiuntivo, non sostitutivo di quello che ha qui. Il problema è solo uno: Genova deve essere vicina a Milano, diventare la fermata più a sud di Famagosta. Se si potesse andare in un'ora a Milano cambierebbe tutto. I genovesi potrebbero dimenticare persino l'aereo per andare a Roma. E per chi vive a Milano potrebbe essere l'occasione per scegliere Genova come città di residenza. Così Genova potrebbe smettere di vivere di lamenti e vivere invece di entusiasmo”. Clavarino ha ripercorso la storia di Internet dagli esordi al cloud, settore in cui adesso è speializzata la sua ultima creatura, che ha “l'ambizione di diventare l'alternativa tutta italiana ai colossi mondiali, con una offerta cloud tutta italiana, compreso il personale, con dati residenti su data center italiani”. Due i consigli ai giovani startupper: “Non abbiate paura di fallire. Non si muore. L'importante è non arrendersi di fronte alla sconfitta e avere voglia di rimettersi sempre in gioco. In America si guardava con favore chi avesse nel curriculum almeno un fallimento alle spalle. Qui ci sono persone che dall'81 stanno nella stessa società”. Di certo però “bisogna ricordare che prima ancora che inventore devi essere imprenditore: se sei un nerd spaccabit ma non hai lo spirito di impresa sei a rischio. Nel team ci deve essere almeno uno che abbia l'anima dell'imprenditore”. Perché scegliere Genova invece che migrare a Milano? “Qui è più facile fidelizzare una squadra di più perché non c'è competizione. E si possono fare business per il resto del mondo, con la differenza che a Genova si vive meglio che a Paderno Dugnano”.
Il programma di domani al Gizmark Forum:
10.00 - Presentazione ed intervista a Marco Faimali (ISMAR/CNR)
11.00 - Presentazione di Cristiano Cafferata (Dell/Sonicwall)
12.00 - Intervista a Michele Piana (Prorettore UniGe)
14.30 - intervista a Armando Tacchella (DIBRIS)
15.10 - Sessione Robotwar by Openlab
15.40 - Presentazione e intervista a Silvia Pedemonte (FILSE)
16.30 - Presentazione di Claudio Canavese (Zenshin Tech)
17.10 - Sessione Robotwar by Openlab
17.30 - Intervista a Enzo Berti(organizzatore MARC/Gizmark)
Info utili:
Orari: Marc è aperto fino a domani, domenica 13 dicembre, dalle 9 alle 18. Biglietti: 9 Euro intero, 7 ridotto per invalidi e ragazzi fino ai 12 anni compiuti, omaggio per bambini fino a 5 anni compiuti. Solo tramite richiesta scritta con elenco nominativi a biglietteria@studiofulcro.it: 7 Euro per comitive e Cral di almeno 20 persone, 6,50 per le scuole (per info 0105391349).
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