"Si scavalca non soltanto un diritto costituzionale, ma si ignora di fatto la legge 104 del 1992 che sancisce di l'obbligatorietà dell'assistenza, dell'integrazione sociale e la garanzia dei diritti delle persone portanti disabilità".
In questo modo Danilo Lampis, coordinatore nazionale dell'Unione degli Studenti e Francesca Picci, responsabile per l'esecutivo nazionale della vertenza, intervengono sul caso della studentessa disabile e al nono mese di gravidanza, Letizia R., di 19 anni, di Albenga (Savona), iscritta al terzo anno dell'Istituto d'Arte di Imperia, impossibilitata a percorrere a piedi il tratto che separa l'aula dai laboratorio. "A dicembre mia figlia partorirà - afferma il padre Mario - e da qualche giorno ormai è a casa, ma è dall'inizio dell'anno scolastico che chiediamo un aiuto. Letizia soffre di asma ed epilessia e per quattro giorni alla settimana, a fianco alle normali ore di lezione deve anche effettuare pratica in laboratorio. Date le sue condizioni di salute non riesce a percorrere nè la via più breve e cioè una ripida mulattiera, nè quella più lunga, consistente in una passeggiata di circa un chilometro a piedi".
Dopo che avrà partorito, Letizia tornerà a scuola: “Mi auguro – termina il genitore - che qualcuno si metta una mano sulla coscienza e trovi una soluzione, affinchè possa frequentare normalmente le lezioni come gli altri suoi compagni". Nelle settimane scorse, Letizia ha ovviato al problema saltando le ore di laboratorio e trascorrendo il tempo in un'altra classe”.





