Eventi - 14 novembre 2015, 07:14

Ventimiglia: ieri sera l’ambasciatore israeliano ha incontrato la cittadinanza proprio durante gli attentati di Parigi

Tra il pubblico la replica al no del patto con l'Iran: "Le ripercussioni sono enormi in Europa, ultimi gli attentati terribili che stanno avendo luogo in questo momento a Parigi".

Ventimiglia: ieri sera l’ambasciatore israeliano ha incontrato la cittadinanza proprio durante gli attentati di Parigi

Ieri sera dalle 21:30 al Forte dell’Annunziata si è svolto l’incontro, organizzato dall’Associazione culturale Italia Israele, con l’ambasciatore israeliano Naor Gilon che ha trattato la questione israeliana e alla fine ha risposto alle domande del pubblico. Presenti anche l’assessore regionale Gianni Berrino ed alcuni consiglieri di maggioranza e di minoranza.

Dopo i saluti e i ringraziamenti del primo cittadino Enrico Ioculano, l’ambasciatore ha ripreso in chiave storica la situazione del Medio Oriente e i rapporti con la Palestina ricostruendone la crisi: “La primavera araba è stato un processo che ha creato dei vuoti nelle leadership di diversi paesi. Nel frattempo ad approfittare di queste situazioni si è fatto largo l’ISIS che parla anche di Roma quale centro di cristianità da colpire”.

Perché non siamo arrivati ad una soluzione? – ha spiegato parlando della questione israelopalestinese – colpa di entrambi. Ma quello che mi sconcerta è la cultura dell’odio in cui crescono le nuove generazioni di palestinesi. Non posso capire come possa un bambino di 12 anni andare in giro con un coltello pronto a colpire un israeliano. E’ chiaro che abbiamo un problema difficile da risolvere perché si può arrivare ad una soluzione in un conflitto politico ma diventa quasi impossibile arrivarci in un conflitto religioso”.

Si è parlato poi di innovazione in quanto Israele è un paese leader nel settore, metà economia è hi-tech e lo Stato investe il 4,2 % del PIL in ricerca e sviluppo. Ci sono 7mila aziende startup, un numero che equivale a tutte quelle presenti nell’intero continente europeo. Un paese in continua crescita economica anche in questi periodi di tensioni.

Il problema più grande – ha spiegato Gilon – è l’instabilità. Non basta mandare via un dittatore perché possa parlarsi di democrazia, ci sono elementi che devono essere presenti come libertà di stampa, diritto alla salute, diritti alle donne ed un’economia che non porti alla fame la popolazione. Alcuni dicono che l’Iran può essere la soluzione per avere una stabilità in Medio Oriente io invece credo che sia il problema”.

Tra i presenti che sono intervenuti ponendo alcuni quesiti c’è anche chi ha replicato al no del patto con l’Iran: “Se è una scelta sbagliata quale è l’alternativa? Le ripercussioni sono enormi e le vediamo continuamente anche qui in Europa con i flussi migratori e gli attentati di matrice islamica, ultimo quello terribile che sta avendo luogo in questo momento a Parigi”.

L’Iran – ha risposto l’Ambasciatore – già da sette anni è coinvolta nella destabilizzazione di altri paesi primo fra tutti il Libano. Loro accettano l’accordo solo laddove sanno di poter dominare. Chi pensa che l’Iran salverà l’Europa vive un’illusione enorme perché l’Iran serve l’interesse dell’Iran e di nessun altro”.

Lorenzo Ballestra

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