Al centro del consiglio comunale di questa sera la mozione, promossa dal consigliere Alessandro Ghirri, che ha interessato ancora una volta la situazione del centro di accoglienza migranti nei pressi della stazione. Con la mozione il consigliere ha chiesto al Sindaco di attivarsi nuovamente presso la prefettura per promuovere la chiusura prendendo in considerazione lo spostamento in un luogo più opportuno.
“Non vorrei che questa città e questa Amministrazione – ha spiegato Ghirri - risultino in qualche modo xenofobe e distanti dalle problematiche dei migranti e dal loro dramma, anzi tutti ricordano il periodo in cui nella prima situazione di emergenza i cittadini di Ventimiglia hanno dimostrato tutta la loro solidarietà e generosità. Ma se consideriamo il rapporto tra il fenomeno di afflussi e il numero degli abitanti ci troviamo oggi di fronte ad un disagio che la città non può più affrontare. Chiediamo con forza che il Sindaco si attivi presso la Prefettura affinché quest’ultima si renda conto che i costi pagati con orgoglio dalla città hanno già superato la soglia di tollerabilità e di accettabilità”.
Sul punto è intervenuta la consigliera Silvia Malivindi: “Anche la mia mozione presentata in data odierna è simile ma un pò più formale in quanto chiede l’annullamento del contratto di subcomodato dei locali di RFI, la vicenda giuridica che ha dato luogo a questa situazione. Una vicenda per la quale attendiamo risposte ancora in relazione all’inquadramento giuridico”.
“Bisogna risolvere questa situazione – ha sottolineato il consigliere Carlo Iachino - perché i condomini che vivono nei pressi del centro hanno dato fin troppo e sono esasperati. Allora spostiamo il centro, fuori Ventimiglia che ha già dato fin troppo”.
Ha rincarato la dose sulla questione anche il consigliere Giovanni Ballestra: “Sta arrivando il tempo del giudizio, della riflessione e speriamo dell’azione. Per sommi capi su questa mozione non posso che essere d’accordo perché la citta di Ventimiglia ha già sopportato abbastanza. La nostra città è già penalizzata di suo per quanto riguarda i flussi migratori in base alla realtà geopolitica che vive. Io sono stufo di vedere che Ventimiglia continua nella sua solidarietà e intanto le altre città se ne lavano le mani. Ventimiglia non si può far carico di questo problema da sola. A giungo non lo chiamavo problema ma ora è così. Io annuncio che voterò a due mani questa mozione ma solo se si toglie la parte in cui si subordina alla ricerca di un centro alternativo dando indicazioni alla Prefettura. Il nostro compito non è questo, la nuova soluzione la deve trovare il prefetto. Per me la soluzione è che ci sia un’equa distribuzione. Non voglio transumanza da una parte all’altra della città, il centro deve chiudere e basta perché Ventimiglia ha già dato”.
“Io tendo a fare un ragionamento – è stata la riflessione del Sindaco Enrico Ioculano - nel momento in cui bisogna affrontare l’emergenza all’inizio in una situazione di isolamento assoluto questo comporta prendere una serie di decisioni pesanti, importanti in poco tempo nella fiducia reciproca delle istituzioni. Se oggi tutto è andato bene lo dobbiamo ai cittadini, molti dei quali arrabbiati e lo capisco. Cittadini che sono da ringraziare per la solidarietà e la tolleranza avuta sino ad oggi. Son contento che approveremo questa mozione all’unanimità ma voglio sottolineare che non è la prima volta che chiediamo la chiusura dal centro e risposte dalle istituzioni competenti. Non mi va di vedere come un problema nazionale ed internazionale debba ricadere sulle nostre spalle. Ci vuole un intervento forte e deciso delle autorità competenti perché questo centro non può essere oggetto di tutti i flussi e le riammissioni. Dobbiamo noi tutti essere consci che la chiusura del centro può voler dire tornare alla situazione di giugno”.
La mozione ha così incontrato l’approvazione unanime e, passando al secondo ordine del giorno, il vicesindaco Silvia Sciandra ha presentato il testo definitivo del PUC da votare con gli emendamenti sviluppati sia in sede di commissione che in sede di consiglio.
Ventura ha anticipato il suo voto favorevole precisando che questo non vuol dire che su determinati contenuti ci sia stato un pacifico consenso con le scelte dell’Amministrazione: “Speriamo comunque che questo nuovo regolamento sia di aiuto al fine di sbloccare il settore dell’edilizia”.
Anche in questo caso l’approvazione del piano urbanistico ha visto quasi il voto unanime fatta eccezione per l’astensione del consigliere Malivindi. Il terzo ed ultimo punto all’ordine del giorno ha interessato una discussione sulla questione ‘zona franca’.
“Abbiamo promosso questa discussione – ha spiegato Malivindi – per fare il punto della situazione. Ventimiglia rientra nei comuni di zona franca ma non ha mai ad oggi usufruito delle agevolazioni fiscali”.
“La città di Ventimiglia – ha risposto il Sindaco - è ancora all’interno di quelle 22 zone franche già identificate all’epoca. Il problema di queste zone franche è che non sono mai state finanziate. La novità dall’anno scorso è che siamo dentro il finanziamento, era prevista una certa disponibilità per questo fondo che poi è stata a mano a mano ridotta perché le zone franche sono andate via via ad aumentare. Dopo una serie di riunioni tra l’ANCI e il dipartimento del Ministero si è arrivati a delineare le possibilità per quanto concerne i fondi e si sono presentate due alternative studiate dai diversi comuni, o andare a bando a gennaio per emanare i finanziamenti oppure aspettare per rimpinguare un po’ questo fondo. C’è una novità che quelle somme che erano state assegnate e mai trasferite ai comuni sono ancora ferme quindi come comune abbiamo chiesto che questi 100milioni venissero destinati alle 22 zone franche. E questo implementerebbe le risorse scarse presenti ad oggi”.







