Attualità - 28 ottobre 2015, 12:35

Ventimiglia: tutte le impressioni dei liceali rientrati dal ‘viaggio della memoria’ al campo di concentramento di Dachau

Un’esperienza forte che niente potrebbe raccontare meglio delle stesse parole dei giovani liceali.

Ventimiglia: tutte le impressioni dei liceali rientrati dal ‘viaggio della memoria’ al campo di concentramento di Dachau

Oltre cento alunni sono rientrati alla quotidianità dei banchi di scuola dopo aver partecipato la scorsa settimana all’undicesimo viaggio della memoria organizzato dal Liceo Aprosio. Le classi quinte, come ormai ogni anno, ripercorrono tappe storiche fondamentali nel cuore della Germania concludendo l’itinerario con la visita in un campo di sterminio nazista.

Quest’anno il percorso ha condotto dapprima i ragazzi a Potsdam dove si erge il castello di Cecilienhof, sede della storica conferenza del 1945 alla quale parteciparono Stalin, Truman e Churchill per decidere le sorti della Germania sconfitta. In seguito hanno raggiunto Berlino sostando nel tragitto sul ponte di Glienicke, soprannominato ponte delle Spie in quanto in epoca di guerra fredda veniva utilizzato da Stati Uniti e Russia per scambiarsi le rispettive spie prigioniere. Una prassi che ha dato spunto negli anni anche ad alcuni film, l’ultimo, diretto da Spielberg, è previsto in uscita il prossimo dicembre.

Durante la permanenza a Berlino due altre tappe hanno colto in particolar modo l’interesse degli studenti, la visita alla prigione della Stasi, esperienza intensificata dal passato delle stesse guide, ex detenuti testimoni diretti delle torture vissute e quella al Museo Ebraico progettato da Libesckind l’architetto di origini ebraiche che ha realizzato anche la Freedom Tower inaugurata da poco sul sito delle precedenti Torri Gemelle.

L’ingresso nel campo di concentramento di Dachau, aperto appena un mese dopo la presa del potere di Hitler, ha rappresentato, nell’ultimo giorno, il culmine del viaggio della memoria. Un’esperienza forte che niente potrebbe raccontare meglio delle stesse parole dei giovani liceali.

Il cielo nuvoloso ha reso tutto piuttosto angosciante e per un attimo avremmo preferito non trovarci in quei luoghi – hanno raccontato Tommaso Mondino e Lorenzo Lorenzi della 5A – ma in seguito ci siamo resi conto che ‘vivere’ queste esperienze aiuta a non dimenticare e far sì che gli errori del passato non vengano commessi in futuro”.

Non pensavo che questa esperienza potesse segnarmi in questo modo – ha ammesso Erika Santaiti classe 5D – è stato un vero e proprio viaggio introspettivo basato sulle emozioni e sulla riflessione amplificate da ogni minimo dettaglio del campo che incute tristezza e disorientamento e ti fa sentire oppresso”.

Andrea Palombella e Marco Croesi, compagni di Erika, hanno provato anche un senso di impotenza: “Varcata la soglia l’emozione cresce a dismisura e non si riesce a fare altro che pensare a tutto quello che i prigionieri dovevano sopportare”.

A colpire in particolar modo Axel Vignotto della 5M sono stati l’ordine, l’accuratezza, la pulizia e la perfetta geometria di quei luoghi: “Nulla è più spaventoso e allarmante della consapevolezza che vi è una differenza fra ciò che appare e ciò che invece, purtroppo, è reale. Questa discrepanza era così stridente che subito a molti di noi si sono velati gli occhi per la commozione”.

Un’esperienza di cui sono grata ai professori perché, anche se terribile – ha spiegato Marina Panetta 5B – è stata particolarmente interessante e toccante. Ci è stata offerta la possibilità di entrare in contatto con episodi così tragici della storia che generalmente resta solo sui libri scolastici”.

Sensazioni indescrivibili, un misto di angoscia e inquietudine. Un ricordo che non dimenticherò mai e che racconterò in futuro”: le intenzioni di Federica Falone della 5L sembrano raccogliere l’invito di Primo Levi quando scrisse ‘scolpitele nel vostro cuore e ripetetele ai vostri figli’.

All’uscita dal campo, alla fine della visita, come ha raccontato Daniele Bonavia della 5C: “Il gruppo si è risvegliato come da un brutto incubo, ci siamo lasciati dietro un’atmosfera molto pesante e alcune ragazze, sopraffatte dalla tristezza sono esplose in singhiozzi”. 

Lorenzo Ballestra

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