Eventi - 27 ottobre 2015, 08:39

Sanremo: grande successo venerdì scorso per la conferenza su Albert Schweitzer a Villa Nobel

L’evento, organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Schweitzer, è stato patrocinato dalla Provincia di Imperia, dal Comune di Sanremo, dalla Chiesa Evangelica Luterana e dal Club Unesco di Sanremo.

Sanremo: grande successo venerdì scorso per la conferenza su Albert Schweitzer a Villa Nobel

Grande successo e sala gremita (un vero bagno di folla) alla conferenza che ha avuto luogo a Villa Nobel di Sanremo nel pomeriggio di venerdì scorso, dal titolo: “Albert Schweitzer (1875 – 1965) - Un grande testimone del Novecento”, tenuta dal sanremese Alberto Guglielmi Manzoni.

L’evento, organizzato in occasione del cinquantesimo anniversario della morte di Schweitzer,  è stato patrocinato dalla Provincia di Imperia, dal Comune di Sanremo, dalla Chiesa Evangelica Luterana e dal Club Unesco di Sanremo. Il relatore con entusiasmo e brillanti capacità oratorie ha saputo illustrare la vita e l’opera del grande filosofo, teologo protestante, organista, medico-missionario tedesco, insignito del Nobel per la Pace per il 1952. Il premio Nobel ha coronato la sua formidabile attività umanitaria in Africa, a Lambaréné (nell’attuale Gabon), in cui ha avuto modo di attuare l’etica del rispetto per la vita, per la quale è diventato famoso in tutto il mondo. Durante l’incontro sono state proiettate immagini relative alla vita e all’opera di Schweitzer.

Il relatore non ha solo riassunto le tante occupazioni, capacità e talenti di questo importante testimone del Novecento ma ne ha anche messo in risalto la vitalità e profondità del pensiero, su aspetti che riguardano la vita e la quotidianità di tutti noi. Significative, a tal proposito, alcune riflessioni di Schweitzer quando sostiene, ad esempio, che chi nella vita ha avuto molto, deve saper restituire altrettanto: quello che si è avuto in più rispetto ad altri non lo si può accettare come cosa ovvia e dovuta. Occorre pagarne un prezzo: dedicare parte del proprio tempo e delle proprie energie al prossimo, e ognuno di noi dovrebbe dare il proprio contributo in base ad impegni e disponibilità personali. Per Schweitzer ogni atto di tolleranza o di perdono che compiamo non è un’azione di straordinaria indulgenza che concediamo agli altri, ma è un ‘obbligo’ cui siamo costretti dalla sincerità verso noi stessi. E questo, proprio perché ognuno di noi sa nel profondo che nell’arco della vita è stato, almeno alcune volte, ipocrita o calunniatore o scortese o indifferente e ingrato al bene ricevuto. L’etica del rispetto per la vita ci porta inevitabilmente ad aprirci agli altri e a portare nel mondo un raggio di luce e di cordialità.

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