"Nizza, entrata a far parte dei domini dei Savoia con il nome di Terre Nuove di Provenza (Contea di Nizza), fu molte volte oggetto, nei secoli, di mire francesi. Nel settembre del 1792 un contingente di 15mila uomini dell'Armée du Midi, occupò il Nizzardo, nonostante l'accanita opposizione delle truppe sarde guidate dal Liéutenant Général Francesco Thaon de Revel e S. Andrea. Il 29 ottobre, poi, le truppe francesi, al comando del Liéutenat Général Jacques Bernard d'Anselme, occupavano Nizza e l'arsenale di Villafranca, evacuate precipitosamente e senza resistenza alcuna al primo apparire delle forze nemiche, per ordine del Général de Courten, un imbelle e rimbambito ottantenne, che, per arrendersi, approfittò dell'assenza del Governatore sabaudo della città, il Marchese Paliaccio della Planargia, a Torino per consultazioni urgenti di fronte al precipitare degli eventi a seguito dell'avanzata francese nel contado.
Nel 1793 Nizza veniva incorporata alla Francia, mentre le popolazioni di molte città francesi del sud (e anche della stessa Nizza) si sollevavano contro il regime rivoluzionario, non riconoscendone l'anima anticattolica. Nella primavera del 1793, nonostante l'inutile tentativo di Vittorio Amedeo I di Savoia di riconquistare Nizza, affidando il suo esercito all'anziano generale austriaco De Wins, i francesi ripresero le operazioni militari, attaccando verso sudovest, dalle parti del colle di Tenda. Respinto a Saorgio, il Corposardo di Thaon de Revel (Reggimento di fanteria d'ordinanza di Sardegna), che aveva difeso inizialmente Nizza con sfortuna, si acquartierò a Sospello per l'inverno di quell'anno. E fu qui vicino, sul colle di Perus, che i sardi respinsero i francesi in quella che resta una delle pagine più belle della storia militare dei Savoia e dello stesso corpo sardo.
Vittoria effimera, tuttavia: ormai, infatti, anche la Liguria di Ponente era in mano francese e il cerchio intorno ai Savoia, ma anche alla Repubblica genovese, si stava inesorabilmente stringendo. Da Monaco a Ventimiglia, a Sanremo, a Oneglia, a Loano, a Savona e a Genova, dopo la Contea di Nizza e i territori piemontesi a nord di Nava e di Tenda, diventavano possedimenti francesi. E ben presto la stessa rivoluzione francese cedeva il passo all'impero napoleonico.
Pierluigi Casalino".





