Al Direttore - 22 agosto 2015, 17:27

La Liguria e la fortuna di Napoleone. Il racconto dei fatti dell'epoca di Pierluigi Casalino

"I Francesi mandarono da Nizza a Genova un nuovo generale, Napoleone Bonaparte, che si metteva in viaggio verso il capoluogo ligure in compagnia dal fratello Luigi e dai colleghi Marmont, Iunot e Songis..."

La Liguria e la fortuna di Napoleone. Il racconto dei fatti dell'epoca di Pierluigi Casalino

"Imperversando gli eventi rivoluzionari anche in Liguria, nella primavera del 1794, venne arrestato a Genova Sebastiano Biagini, di Lerici, che aveva invitato la gente a sollevarsi contro gli aristocratici 'prepotenti e crudeli' e contro i 'tiranni che ci opprimono e bevono il nostro sangue'. La circostanza più interessante di tale proclama era però un altra: il Biagini faceva per la prima volta cenno nella nostra terra all'idea di unità nazionale italiana: 'governiamoci, diceva l'agitatore, in una sola indivisibile repubblica o in tante repubbliche federate'. L'accenno all'unità di Sebastiano Biagini non fu isolato.

Di unità  nazionale si parla giù tra i patrioti romani napoletani e siciliani che avevano trovato rifiuti a Nizza presso il rappresentato del popolo francese, Robespierre il giovane. Tra loro figurava il pisano Filippo Buonarroti, nominato 'commissario della rivoluzione' nei territori della Riviera di Ponente occupata militarmente dai francesi per meglio affrontare le truppe austro-sarde. Non era un caso che gli austriaci cercavano di rafforzare le fortificazioni di Genova in vista dell'arrivo dei francesi. Francesi che mandarono da Nizza a Genova un nuovo generale, Napoleone Bonaparte, che si metteva in viaggio verso il capoluogo ligure in compagnia dal fratello Luigi e dai colleghi Marmont, Iunot e Songis. Ricevuti a Sanremo dal locale governatore Vincenzo Spinola, gli ufficiali francesi fecero poi tappa a Loano, proseguendo a cavallo per Savona. Appresa la notizia che questi ufficiali erano presenti nella città del Letimbro, il Commissario Generale della fortezza di Savona, Tommaso Grillo Cattaneo si preoccupò di conoscerne le intenzioni proprio mentre questi erano seduti all'Osteria della Posta. Il Commissario, infatti, invio in segreto tre suoi fiduciari, abili nella lingua francese, ad investigare il pensiero di Napoleone e dei suoi. Costoro riferirono che i militari abbandonarono Savona alle cinque del mattino del 13 luglio 1794, dopo un colloquio con il Viceconsole francese in città. 

Da Savona Napoleone e i suoi compagni raggiunsero Genova. A Parigi, in tanto, gli eventi precipitarono e i protettori di Napoleone vennero rovesciati con la caduta di Robespierre: cosicché  la permanenza in Liguria di Napoleone salvò il futuro imperatore dei Francesi dalla reazione termidoriana. Se a Genova, infatti, fosse anche giunto l'ordine di ghigliottinare Napoleone, tale sentenza non sarebbe stata comunque eseguita. E del resto, Napoleone  riuscì a fuggire a Tolone e qui fu destinato a comandare una spedizione in Corsica. Sta di fatto che la Liguria preservò da una fine immatura il genio di Napoleone, che a sua volta, per tutto ringraziamento, distrusse la sua indipendenza.

Pierluigi Casalino".

Redazione

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