Villa Regina chiude, ed eccoci di fronte ad un ennesimo fallimento per questa cittadina che ogni qualvolta tenta di rialzarsi, sembra non saper prescindere da speculazioni politiche anziché curarsi e preoccuparsi di opportunità turistiche e culturali nelle quali investire, talvolta difficili, talvolta costose, certo, ma che in ogni caso andrebbero rincorse e affrontate con coraggio e coesione, ben sapendo che nei confronti della società attuale, e quindi del turismo attuale, la bellezza della città e la gradevolezza del clima non hanno più la competitività di un tempo, ma necessitano di validi ulteriori supporti.
Ognuno ha sotto gli occhi la splendida metamorfosi della villa ed è innegabile la cura, la passione e l’impegno con cui è stato affrontato l’integrale restauro di Villa Regina Margherita, riportandone l’intera struttura, con il parco e le aree annesse, da uno stato di generale degrado, ad una dignità e ad uno splendore ancor superiori a quelle originarie. Il sogno evidente era quello di dotare il territorio di un Museo di livello, attrezzature e potenzialità che nulla avessero a invidiare alle più prestigiose strutture culturali europee e che tutto ciò fosse di globale fruizione e prestigio pubblico, locale innanzitutto.
Ora, di fronte al più che incerto destino di Villa Margherita, non si può che constatare che un così impegnativo intervento ha restituito al territorio, splendidamente restaurata, una struttura che difficilmente, in altro contesto, avrebbe potuto auspicare per sé stessa un’analoga rinascita. E constatare mestamente che la perdita di un tale Museo molto difficilmente potrà essere rimpiazzata da iniziative altrettanto valide, illustri e competitive.





