Sanremo Ospedaletti - 20 maggio 2015, 17:00

I love shopping a Sanremo

Outlet si o no? Il futuro del lusso nella città dei fiori.

I love shopping a Sanremo

I fautori dell’acquisto compulsivo sarebbero felicissimi. Quelli che sanno inebriarsi alla sola idea di accaparrarsi l’ennesimo capo firmato (“shopaholic” come Becky, protagonista dei celebri romanzi di Sophie Kinsella). Gli esponenti del più morigerato passeggio in centro, con ogni probabilità, rimarrebbero indifferenti o tuttalpiù incuriositi. Spartiacque tentatore dello shopping sanremese, e non solo, sarà l’outlet del lusso in valle Armea. Sul tavolo del sindaco Alberto Biancheri intanto è giunta una missiva del Gruppo Kering, multinazionale francese fondata dal magnate della moda François Pinault.

Nella lettera ci sono le proposte che dovrebbero allettare l’amministrazione matuziana. Uno sportello per informazioni turistiche sulla città dei fiori, collegamenti con navette, la disponibilità a finanziare un’opera pubblica fino a 400.000 euro, l’allestimento di una vetrina dedicata alle boutique del centro. Una sorta di compensazione per il rischio di chiusure di alcuni negozi storici. Spinnaker, Sanfedele, Franco, Luisa Spagnoli, sono solo alcuni di quelli che figurano nell’elenco stilato dall’università romana La Sapienza, in uno studio che ha provato a quantificare l’impatto socioeconomico dell’outlet. Oltre venti milioni di euro d’investimento complessivo, un buon milioncino di presenze annue, un centinaio di nuovi posti di lavoro in loco.

Le cifre definitive dipenderanno dal dibattito politico sulla variante al piano regolatore, la cui approvazione darebbe via libera a un progetto di complesso commerciale molto più grande, 25.000 metri quadrati di superficie contro meno di 5.000 del solo The Mall in versione ridotta, realizzato sulla falsariga dell’outlet delle grandi firme vicino Firenze. In ballo ci sono oneri di urbanizzazione per due milioni e mezzo di euro. Il nuovo polo del lusso potrebbe materializzarsi in un paio d’anni, sfruttando al massimo delle sue potenzialità l’area dismessa dell’ex Pantamarket. Siccome però ogni campanile ha il suo comitato del No, a Sanremo si sono levati parecchi scudi.

I commercianti paventano che la centralissima via Matteotti possa trasformarsi in un deserto, popolato da negozi di cinesi e bancarelle di ciarpame. Nessuno può negare che i registratori di cassa del salotto cittadino potrebbero soffrire la concorrenza di The Mall. Concorrenza, per l’appunto, e solo parziale (l’outlet vende le collezioni dell’anno precedente). Che potrebbe perfino rivelarsi un asso nella manica per rilanciare gli acquisti nel cuore pedonale di Sanremo. Aree chiuse al traffico, arredo urbano, parcheggi, spettacoli e iniziative culturali, aperture domenicali, sono tutti ingredienti che, se opportunamente dosati, farebbero la felicità di turisti, residenti e perfino amanti dello shopping incallito mordi e fuggi.

Luca Re

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