Al Direttore - 20 maggio 2015, 13:17

1915-1920. Sanremo e la Riviera tra eccitazione nazionalistica e prudenza diplomatica

Il racconto storico del lettore Pierluigi Casalino

1915-1920. Sanremo e la Riviera tra eccitazione nazionalistica e prudenza diplomatica

"Nell'aprile maggio 1915 anche a Sanremo e in Riviera andò montando l'esaltazione nazionalistica in vista della discesa in guerra dell'Italia in uno clima di frenetica attesa. Mussolini, in origine contrario, aveva sposato la tesi interventistica forse sotto pressioni straniere. Qualcuno disse che contatti con intelligence francesi ed inglesi avvennero proprio in territorio ligure. Sempre a Sanremo, tuttavia, terminato il conflitto con un immane esito di morte e di distruzione, si celebrò nell'aprile del 1920 un'importante conferenza per definire la sorte delle province mediorientali dell'ex impero ottomano. L'incontro sanremese rientrava nelle procedure diplomatiche avviate ad integrazione delle decisioni assunte nel corso della Conferenza di Versailles e soprattutto di quella di Trianon, detta degli Specchi, che ridisegnò il quadro de Vecchio Continente.

Nella Città dei Fiori si giocò, tuttavia, a carte coperte da parte delle grandi potenze, con il risultato di escludere l'Italia da molte delle risoluzioni che in segreto Francia ed Inghilterra avevano concordato per dividersi non solo il Medio Oriente, ma anche altre parti del mondo. Tensioni intorno alla Conferenza sanremese si registrarono anche a riguardo della situazione fiumana che vedeva protagonista Gabriele D'Annunzio che portava avanti una polemica internazionale contro i congressisti e pure contro il governo di Roma. Non è questa la sede per soffermarsi nuovamente su tali circostanze già esaminate in altra occasione dallo scrivente e da altri ben più autorevoli lettori, ma non è inopportuno ricordare il clima di accese schermaglie che seguirono l'appuntamento sanremese, non ultime quelle ancora oggi sanguinanti del genocidio armeno che riecheggiarono in qualche misura anche nelle stanze di Castello Devachan. Gli equilibri scaturiti dal primo conflitto mondiale erano percepiti dall'osservatorio sanremese come fattori di ulteriore motivo di contenzioso su scala mondiale. E non mancò a Sanremo chi lo fece notare, mentre l'ombra del fascismo si allungava sui palazzi romani.

Due anni più tardi, nel 1922, la Conferenza di Genova e quella separata di Rapallo sancirono da un lato la ratifica di molti accordi raggiunti non solo a Sanremo, ma anche l'intesa tra la Russia sovietica e la Germania postbellica, che, attraverso un reciproco riconoscimento, gettarono le basi di una collaborazione sul piano militare ed economico (in chiave anti-Alleati vincitori) che è conosciuta sotto il nome di Rapallo-Gheist. Eppure nel maggio 1915 a Sanremo e nel resto del Ponente ligure si erano colti opposti segnali di consenso e di dissenso nei confronti della guerra dichiarata dall'Italia contro l'Austria-Ungheria e la Germania del Reich.

La trattativa prebellica tra gli Alleati, e in particolare la Francia, e l'Italia per spingere quest'ultima a entrare nel conflitto iniziato nel 1914 era stata lunga e complessa. Il sottoprefetto di Sanremo, Bodo, aveva partecipato a discussioni riservate con la Prefettura di Nizza per ottenere condizioni favorevoli all'Italia con una modifica dei confini fissati nel 1864, dopo la cessione di Nizza. Delle risultanze di tali colloqui l'alto funzionario aveva riferito al Prefetto di Porto Maurizio, che ne rese edotto il potere centrale. Al negoziato ho fatto cenno in precedente nota. Resta tuttora da approfondire la portata di quella trattativa, che a distanza di cent'anni può considerarsi un elemento rilevante nella storia delle relazioni italo-francesi.

Pierluigi Casalino".

Redazione

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