Politica - 23 marzo 2015, 18:52

Imperia: ultimo consiglio provinciale, il discorso di Luigi Sappa "Abbiamo attraversato uno dei periodi tra i più travagliati della storia delle Province d’Italia"

"Il nuovo modello di gestione che il legislatore ha inteso confusamente traguardare è ancora in fase di definizione ed io, pur scettico, voglio pensarlo con le parole che Bertolt Brecht mette in bocca al suo “Galileo”, inquisito e tormentato: “mi lascerei richiudere in una prigione dieci tese sotto terra, dove non penetrasse un filo di luce, purchè in cambio potessi scoprire di che cosa è fatta la luce”.

Imperia: ultimo consiglio provinciale, il discorso di Luigi Sappa "Abbiamo attraversato uno dei periodi tra i più travagliati della storia delle Province d’Italia"

"Il nuovo modello di gestione che il legislatore ha inteso confusamente traguardare è ancora in fase di definizione ed io, pur scettico, voglio pensarlo con le parole che Bertolt Brecht mette in bocca al suo “Galileo”, inquisito e tormentato: “mi lascerei richiudere in una prigione dieci tese sotto terra, dove non penetrasse un filo di luce, purchè in cambio potessi scoprire di che cosa è fatta la luce”. Anch’io, come ritengo molti tra i presenti a quest’ultima convocazione consiliare, mi sentirei più sollevato, per quello che ho constatato e forse si appaleserà in seguito con completezza, se almeno potessi intravvedere una luce in fondo al buio!"

Luigi Sappa, presidente della Provincia di Imperia, ha avuto modo di tracciare un bilancio completo della sua attività di 'governo' nella riviera dei fiori. Stasera infatti si svolge l'ultimo consiglio provinciale. L'ultima pratica approvata dal consiglio provinciale sarà quella sul regolamento dell'uliveto sperimentale, che ha ottenuto una votazione unanime.



 "A tutti i presenti questa sera in occasione dell’ultimo Consiglio Provinciale che chiude il mandato conferitoci or sono cinque anni e sancisce la fine di un’ Assemblea eletta direttamente da tutti i cittadini della Provincia di Imperia, ultima nella storia dell’Ente.In occasione dell’apertura dei lavori di questa Assise Provinciale, uscita dalle urne nelle giornate del 28-29 marzo dell’anno 2010, al compimento del 150° anniversario della fondazione della stessa istituzione provinciale (il 14 luglio 1860, come ci ricorda l’epigrafe alle nostre spalle), estesi a tutti voi, Consiglieri, una sincera e cordiale richiesta di collaborazione e sostegno in senso alto e responsabile. Lo chiesi a tutti i membri della Maggioranza su cui si è sostenuta nel tempo questa Amministrazione, ma lo chiesi anche a voi, Consiglieri di Minoranza, nella convinzione che tutti coloro che intendono davvero rispettare il mandato popolare legittimato dalle urne abbiano chiaro l’unico scopo cui deve tendere chiunque si trovi ad operare in questa aula: amministrare bene, con scrupolo, responsabilità, lungimiranza, questa nostra Provincia, con dedizione e con passione, con mente aperta al confronto e sgombra dal pregiudizio".

"Debbo riconoscere, Sigg.ri Consiglieri e Assessori, che avete, anzi abbiamo tutti rispettato questo impegno; perciò esprimo il più vivo apprezzamento per la correttezza manifestata in questo consesso, il rispetto reciproco, la mancanza di personalizzazioni improprie, l’assenza di accanimenti gratuiti e al contrario, la ricerca e l’esercizio dei valori di tolleranza e libertà secondo i quali tutti si sono espressi, nelle loro diverse convinzioni, in toni di civile confronto, in questa aula antica e nel suo spirito identitario più profondo. E’ merito poi del Presidente del Consiglio, che mi affianca dall’aprile 2010, aver mantenuto costantemente i toni assembleari entro livelli giusti e naturalmente animati".

"Non sono mancati, tra questi scranni, momenti difficili e complicati, i quali, tuttavia, non sono mai andati oltre il confronto vigoroso, e men che meno scaduti o trascesi nella mancanza di rispetto dell’avversario politico. Mai si è usato, nel dibattito amministrativo, strumento diverso da quelli propri nel trattare i temi in esame, come constatabile in altre realtà locali, ove il ricorso a dinamiche esterne non è infrequente.Eppure il confronto c’è stato eccome, sostenuto da un crescendo di problematiche anche talvolta apparentemente incolmabili. Il rispetto umano e il tratto personale, tra le parti, non sono mai venuti meno ed hanno confermato una classe politica viva nell’ accezione semantica migliore, non proterva e negativa, ma democratica e positiva: egregiamente in grado di ascoltare, di dialogare, di interpretare, di decidere".

"Avete e, se mi è permesso, abbiamo onorato, Signori Consiglieri, una tradizione amministrativa che non è solo nostra, ma discende dall’appartenenza consapevole e maturata dai tanti che, in quest’ aula, hanno contribuito a rendere grande un albo di presenze quasi impressionante, dal 1860 ad oggi, dall’On. Biancheri, emblema di questa terra e della storia parlamentare nazionale, fino a colui al quale abbiamo reso doveroso tributo qui nel suo ultimo passaggio terreno, l’On.Manfredo Manfredi, Presidente Provinciale dal 1965 al 1976. Saluto con lui tutti i Presidenti che mi hanno preceduto e che ancora oggi non di rado si affacciano alle soglie di questo palazzo, ai quali, all’atto del nostro insediamento, abbiamo voluto tributare e stasera vogliamo confermare omaggio particolare in segno di riconoscimento: da Leone Pippione a LucianoDe Michelis, da Gabriele Boscetto, dal quale sono stato chiamato a far parte della Giunta Provinciale dal 1995 al 1999 (ed erano davvero altri tempi), a Gianni Giuliano che mi ha direttamente preceduto nel ruolo".

"Questa Amministrazione, senza aver la pretesa di tracciare un quadro esaustivo dell’azione svolta nel suo difficilissimo percorso, ha attraversato senza dubbio, uno dei periodi tra i più travagliati della storia delle Province d’Italia, quello della pre-liquidazione istituzionale. Insieme, ne siete testimoni, abbiamo partecipato ed abbiamo assistito, salvo un periodo iniziale di apparente calma ordinamentale, alla profonda mutazione di indirizzo della nostra realtà amministrativa in termini giuridico-avvenimentali che mai, francamente, ci saremmo attesi".

"Sacrificate sull’onda dell’antipolitica, della riduzione ingiustamente presunta della spesa pubblica, della caccia agli sprechi non veri, e dell’abolizione dei privilegi di casta, le Province hanno pagato per tutti: né può rifonderci delle amarezze subite, la constatazione, dopo che queste gloriose istituzioni sono state sanguinosamente ridimensionate quando non effettivamente svilite, il fatto che l’opinione pubblica ora sembra attribuirci il riconoscimento che questi Enti Locali erano e sono i meno dispendiosi, i meno censurati dall’organo contabile, i più vicini, dopo i Comuni, ai cittadini. Ciò in quanto non alimentano sé stessi, ma érogano servizi concreti al territorio, declinati nel mantenimento degli indici qualificanti la sostenibilità della vita in termini di ambiente, trasporti, viabilità, scuole, lavoro, sviluppo, cultura, promozione del territorio: mostrando ai loro elettori, come facevano continuamente, l’utilità del loro esistere".

"Il nuovo modello di gestione che il legislatore ha inteso confusamente traguardare è ancora in fase di definizione ed io, pur scettico, voglio pensarlo con le parole che Bertolt Brecht mette in bocca al suo “Galileo”, inquisito e tormentato: “mi lascerei richiudere in una prigione dieci tese sotto terra, dove non penetrasse un filo di luce, purchè in cambio potessi scoprire di che cosa è fatta la luce”. Anch’io, come ritengo molti tra i presenti a quest’ultima convocazione consiliare, mi sentirei più sollevato, per quello che ho constatato e forse si appaleserà in seguito con completezza, se almeno potessi intravvedere una luce in fondo al buio! Me ne andrei più contento se capissi oggi cosa i cittadini debbono attendersi domani dalle nuove Province “ridotte” ad organismi di secondo livello e pur di area vasta, nè ancora definite nella sostanza. Ma così è! Così si è voluto: e nulla giova recriminare. Nondimeno, lasciamo, a chi verrà dopo di noi, un Ente in grado di continuare a garantire servizi che gli saranno affidati, in un quadro di sostanziale tenuta economica ed equilibrio finanziario, oggi, mantenuto nonostante tutto anzi contro tutto, con saldo indirizzo politico-amministrativo che in questi ultimi anni siamo stati in grado di esprimere insieme".

"Questo Ente, con deliberazione n. 19 del 30/04/2013, ha avviato il ricorso alla procedura di riequilibrio finanziario pluriennale; con successiva deliberazione di Consiglio n. 24 del 19/07/2013 ha approvato il piano di riequilibrio relativo, poi aggiornato ed integrato con successivi provvedimenti a lungo dibattuti in quest’aula. Il suddetto piano è stato approvato dalla Corte dei Conti, sezione di controllo regionale, il 10 luglio 2014, prevedendo un disavanzo di parte corrente di 7.165.939 euro. Nel piano era prevista come misura determinante al ripristino degli equilibri di bilancio, nel rispetto del patto di stabilità, la vendita del pacchetto azionario AdF, poi felicemente realizzato; con i proventi è stato così possibile realizzare la copertura del disavanzo e pervenire, dopo costante azione di contenimento della spesa, e con l’attuazione del piano di prepensionamento con requisiti “ante Fornero”, a risultanze che possono così essere delineate per il 2014, come risulta dal verbale di chiusura e dal monitoraggio del 2° semestre 2014 del patto di stabilità: avanzo di amministrazione di complessivi euro 1.054.057,03, di cui 650.388,93 derivante dalla gestione di competenza, ed il rispetto del patto di stabilità. E’ evidente pertanto come l’Ente abbia abbondantemente ripristinato gli equilibri di bilancio coprendo tutto il disavanzo pregresso".

"Quando qualcuno si addentrerà nelle analisi delle vicende finanziarie della nostra Provincia si renderà conto che mai in tutta la sua storia, un’Amministrazione Provinciale era riuscita a condurre in porto una manovra di tale portata, solo grazie alla quale è stato possibile letteralmente mettere in sicurezza l’Ente. E il ricorso ad ulteriore alienazione del patrimonio immobiliare, attivato per tuziorismo in conformità alla “circolare Madia” del gennaio 2015, in concerto con le altre Province già in predissesto, è stato attuato nel caso in cui i relativi proventi dovessero servire a seguito di nuovi tagli di misura insostenibile; ma anche in tal caso crediamo che la vendita delle Colonie storiche di Nava e della Caserma dismessa dei VV.F di Imperia sia misura più che sufficiente a scongiurare ogni depauperamento ulteriore del patrimonio dell’Ente, che si tradurrebbe nella perdita dell’attuale presidio del Governo sul territorio così ben rappresentato da questa Prefettura e dal Comando Provinciale dei Carabinieri".

"Abbiamo snellito il quadro delle partecipazioni, garantito risorse per le funzioni fondamentali, avviato il processo (che ci auguriamo non si interrompa) di soluzione in prospettiva di gestione pubblica ed autosufficiente del servizio smaltimento rifiuti, dell’ approvvigionamento idrico, della difesa del suolo e non lasciamo dietro di noi problemi irrisolvibili o profili compromessi destinati a vita effimera. L’ipotesi amministrativa di indirizzo tracciata nel 2010 ha dovuto (nel tempo e nel contesto di continuo mutamento di quadro in cui si inseriva) subire ridimensionamenti, aggiustamenti e costanti adeguamenti: siamo consapevoli che non tutto il programma enunciato e promesso è stato tradotto in pratica".

"Le linee programmatiche di allora, assunte oggi quale parametro teorico di giudizio, non ci possono quindi pienamente premiare né accampiamo scusanti: compito della politica è dare sempre e comunque adeguate risposte, effettuare scelte opportune: insomma decidere nell’ambito assegnatole dalla legge. Pur con questa limitata capacità di azione quando non di adeguatezza, che ho più volte colto anche nella Maggioranza che ha costituito la base democratica dell’esecutivo, con fibrillazioni correlate ad emotività specifiche comportanti scelte dolorose ma congrue, devo constatare, al termine di questi cinque anni, che una Maggioranza ha comunque tenuto e si è riconosciuta nella Giunta consolidata e ridefinita dalla coagulazione di un quadro politico assestato, a metà circa del percorso di mandato".

"Giunta con la quale ho condiviso scelte fatte di analisi, approfondimenti, confronti, sempre assunti, mi piace sottolinearlo, all’unanimità ma senza manierismo e in uno spirito di costante stima ed amicizia; Giunta i cui componenti tutti, gli attuali e quelli del 2010, voglio elogiare e ringraziare per lo spirito di squadra dimostrato nella fattiva interlocuzione quotidiana col Presidente; Giunta che, non dimentico, ha vissuto con tutti Voi, Signori Consiglieri, il passaggio epocale tra l’essere tutt’uno con la Presidenza e finire nel nulla con il nuovo pseudo-ordinamento; Giunta che ha svolto con competenza, anzi abnegazione, il suo compito, amaramente ripagata, da ultimo con la consapevolezza d’essere esclusa da ogni pur transitoria possibilità di prosecuzione nella sua azione e nel suo impegno politico".

"In questi anni, cari Consiglieri, e Capigruppo, abbiamo spesso dibattuto temi del presente e del futuro e in tutti voi indistintamente, al di là dell’appartenenza e della militanza, devo elogiare impegno, generosità e creatività messe in campo. Devo anche, e mi piace farlo pubblicamente, ricollegandomi ad altri tempi ed altre circostanze del mio servizio politico-amministrativo, rimarcare il ruolo poco visibile ma preziosissimo delle Commissioni e dei loro Coordinatori: organismi i cui componenti hanno sempre svolto opera di elaborazione contenutistica approdata comunque al dibattito dell’aula; in altri termini, un validissimo affiancamento funzionale dell’Assemblea Consiliare: il fatto è che nella Commissione si elabora il contributo migliore, quello in cui l’innata indomabilità del politico si fonde nel lavoro in comune. Ma lasciatemi tornare ad un sommario bilancio della nostra attività d’istituto.In questi anni, schematizzando l’azione prodotta nelle sue linee fondamentali, abbiamo contribuito ad una radicale razionalizzazione e dismissione di Società Partecipate o di asset, mantenendo le aziende che svolgono un vero ruolo di servizio e supporto alle apparentemente definite funzioni dell’Ente".

"Siamo consapevoli che ancora sul tappeto rimane il problema del trasporto pubblico locale, al quale sono legate le sorti di molte famiglie che vi lavorano e dei tantissimi cittadini che ne costituiscono la base fruitoria. E’ di questi giorni il contenzioso, ancorchè in via di definizione, che potrebbe consentire un ritorno alla normalità di gestione e all’avvio auspicato di un quadro regionale uniforme in cui le aziende operanti possano esercitare in pieno ed in sicurezza la loro funzione: ci auguriamo che tutti possano contribuire al superamento delle persistenti criticità. Attraversata una immane crisi finanziaria generale nel periodo cruciale del nostro quinquennio, reagendo con coraggio, mi sia consentito sottolinearlo, ad un avvertibile regresso della cultura istituzionale de Paese, traguardiamo ora con più serenità il futuro dell’Ente, salvo ulteriori tagli che comunque troverebbero approntate ulteriori misure di sicurezza, come già accennato. Per quanto attiene il quadro di fornitura delle risorse atte ad assolvere, nel medio periodo, le funzioni attribuite alla Provincia, non si pongono problemi apparenti per la copertura degli organici rideterminati dalla Legge 56/2014 e riferita alle obbligazioni proprie conferiteci".

"Altra partita ancora tutta da definire (per ciò che attiene quanto previsto dal DDL 388 della Regione Liguria in fase di traduzione in legge) è la riassunzione delle deleghe a suo tempo affidate alle Province ed, in particolare, la loro garanzia in termini di copertura finanziaria. Senza dimenticare le grandi opere infrastrutturali che hanno fornito materia costante ai lavori di questo Consiglio, i temi della viabilità provinciale e dell’assetto e tenuta del territorio in parte sono stati risolti o comunque avviati a definizione. Certo che, nella prospettiva di risorse vistosamente decrescenti, i Sindaci, futuri rettori di questo Ente, dovranno valutare o meno il mantenimento in capo allo stesso del medesimo assetto, costituito da una rete di oltre 840 chilometri per lo più in zona collinare o montana e quindi di assai onerosa manutenzione. Così come, e proprio di recente è stato rimarcato in quest’ Aula Consiliare, l’ammodernamento e messa in sicurezza degli edifici scolastici superiori, risalenti nel tempo o recenti ma al pari necessitanti manutenzione, non potranno fare a meno di predisporre l’allocazione di ingenti risorse dedicande, oltre a quelle comunque già stanziate".

"Mi avvio a concludere, ringraziando la nostra Segretaria Generale, Dott.ssa Concetta Tortorici, garante e testimone partecipe di tanta parte di quotidianità amministrativa della Provincia, a cui tutti siamo legati da stima e riconoscenza per la sua preparazione professionale e la sua grande disponibilità umana. Riserverò al personale, del quale condivido a fondo le ansie e le preoccupazioni per il futuro, tutto il giusto, doveroso e cordiale cenno di commiato nonché di riconoscenza; tuttavia non posso esimermi dal ringraziare in prima persona coloro che, anche al di là del loro compito istituzionale accompagnano da sempre i lavori di questo consesso assembleare che forse più di altri proveranno lo stress delle modifiche. Dallo staff del Consiglio Franca Piotto e Loredana Plos, all’addetto stampa, Maurizio Tagliano, dai messi e addetti al servizio Paolo Trucco, Michele Gollo, Fabrizio Alecci, Patrizia Berio, Guido Merano, alla mia Segreteria che cito per ultima ma non certo in ultimo, con la capo Gabinetto Anna Ansaldi e collaboratrici Marina Avegno, Antonella Barbolini, Angela Sodano, e tutti quelli che negli anni ne hanno fatto parte".

"Ringrazio per la loro costante azione i Signori Dirigenti e Funzionari che, con la loro presenza, integrano questa solenne convocazione. Ora è tempo di chiudere. La Provincia di Imperia è sempre stata, con Voi e grazie a Voi Consiglieri Provinciali, più che presente a se stessa nel campo dei valori: “Illustre fra le genti liguri per tradizioni di fierezza tenacia ed antica adusanza a duro lavoro, in una terra aspra, impervia e avara di risorse, la popolazione imperiese, a prezzo di oltre 1200 caduti, 100 deportati, stragi, persecuzioni, distruzioni immani durante 20 mesi di occupazione nazifascista combattè la sua strenua Resistenza per la riconquista delle Patrie leggi e libertà, in concorso e sostegno, spesso cruenti, con le sue forze partigiane”. per citare l’incipit scolpito all’ingresso di quest’aula nella citazione del Presidente Pertini che, con decreto 06 luglio 1979, concesse al nostro Gonfalone la Medaglia d’Oro al Valore Militare, riconoscendo in quello della libertà, fierezza e lavoro, che non a caso evoca, un fondamentale rapporto tra convivenza pacifica e diritti dei cittadini".

"Valori che hanno dato il senso a questa risorgimentale Provincia di Porto Maurizio, poi Provincia di Imperia. Valori che hanno dato il senso anche a venti anni della mia vita pubblica, a cui rimarrò sempre legato, come alle mie radici. Eccellenza, Autorità, Consiglieri, signore e signori presenti, chiudo col mio personale e commosso tributo d’onore alla nostra Provincia di cui ho avuto l’onore di rivestire la presidenza dall’aprile del 2010 e, nel mio profondo essere ligure dei monti che guardano al mare, riconoscendovi la vera essenza di questa terra, mi rivolgo a tutti i cittadini del Ponente e ne saluto doti e virtù che riconosco in voi tutti che avete onorato con la mente e col cuore il mandato conferitoVi. Grazie, viva l’Italia, viva la Provincia di Imperia".

La seduta di questa sera si è aperta con la votazione all'unanimità del regolamento sull'oliveto sperimentale. Dopo una pausa, il Consiglio è ripreso con il discorso di commiato del Presidente della Provincia Luigi Sappa e quello dei Capigruppo, unici a poter prendere la parola, che hanno tracciato un bilancio dei cinque anni di attività della Provincia.

Significativi i discorsi del Capogruppo Pd Riccardo Giordano, che ha riconosciuto a Sappa di aver assolto il compito assegnatogli dai cittadini in maniera coerente e dignitosa, e di Marco Greco, Capogruppo di "Uniti", che ha ringraziato tutti i consiglieri, che "In questo periodo incertezza sono stati in grado di portare a termine il proprio mandato".

In chiusura sono stati consegnati a tutti gli amministratori degli ultimi cinque anni, alcuni attestati di merito. Il primo a riceverlo il Consigliere di lungo corso Salvatore Spinella che, visibilmente commosso ha tenuto un ultimo discorso.

"Sono stato avvolto dall'emozione - ha detto - per avere ascoltato parole cosi significative nei miei confronti. Devo palesare purtroppo tutto il mio profondo rammarico per come saranno state ristrutturate le mostre province. La nostra Provincia che confina con un grande Paese come la Francia non avrebbe dovuto essere secondo il mio parere affatto ridimensionata".

Francesco Li Noce

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