Il giornalista sanremese Roberto Pecchinino, ex collaboratore della Rai dal 1986 sino al 2001, da 14 anni prosegue una estenuante battaglia legale, per il recupero degli investimenti fatti e promessi nel 1999, dalla Rai per la realizzazione di una redazione ufficiale RAI a Sanremo, come richiesto dall’amministrazione della Città, guidata allora dal Sindaco Bottini, per il rinnovo della convenzione del Festival di Sanremo.. Investimenti fatti dal titolare su richiesta della Rai al Pecchinino Roberto e mai rimborsati, nonostante gli accordi presi a luglio in viale Mazzini nel 1999 con i massimi dirigenti della struttura di Rai Uno e divulgata la notizia dell'accordo ai giornali dall’allora Presidente Zaccaria.
Nonostante tutte le prove prodotte dal Pecchinino, nella causa civile, iniziata nel 2001, sia la sentenza di 1° grado che quella di 2° grado, non davano giustizia a quanto richiesto dal lavoratore, anzi gli venivano negate le fatture emesse, e tutte le spese sostenute per la realizzazione dello studio Rai a Sanremo, con la sentenza purtroppo paradossale di versare alla Rai Radiotelevisione Italiana, la somma di €.10.000,00 per le spese legali.
Attualmente il Pecchinino che ad oggi ha già versato oltre €.8.000,00 alla Rai, ha presentato ricorso alla suprema Corte di Cassazione, per rivendicare la tutela del diritto d’autore per aver realizzato oltre 8.500 servizi giornalistici, senza vedersi riconosciuta la firma sugli stessi. L'aver trasmesso in modo “anonimo” tali servizi, veniva oscurata la visibilità dell’autore delle riprese e del montaggio, e quindi veniva violata l’inalienabilità sul diritto d’autore su chi realizza un opera d’arte, in particolare sui servizi giornalistici, trasmessi dalla Rai Radiotelevisione Italiana e visti da milioni di persone . Nonostante la richiesta di risolvere in via equitativa il danno arrecato al Pecchinino, le sentenze di 1 e 2 grado rigettavano tale richiesta. Per tale motivo si è inoltrata agli inizi dell’anno 2015, un ricorso in Cassazione, tramite lo Studio Legale “Enrico Spitali” di Sanremo, affinchè sia colmato un vuoto legislativo che vede per ora solo coinvolto il giornalista e operatore Roberto Pecchinino, ma che sarà probabilmente in futuro coinvolta anche tutta la categoria, che comprende migliaia di cineoperatori e montatori, che sono costretti a lavorare senza vedersi riconosciuto la loro realizzazione con la firma sui servizi effettuati, anche se lavorano in appalto.
Una battaglia a cui il sanremese Roberto Pecchinino ha sempre creduto e continuerà a fare, affinché la trasparenza, il rispetto e la valorizzazione con la firma del telecineoperatore siano giustamente riconosciuti a chi opera da sempre in prima linea nel settore dell’informazione televisiva.

























