Nell'ambito degli attuali lavori di restauro dell'antica chiesa, intrapresi dalla Parrocchia di Santa Maria Maddalena di Bordighera sotto la direzione degli architetti Alessandro Liotta e Aldo Panetta, che seguono quello assai pesante ed integrativo di fine Ottocento e quello più recente, realizzato nel 1964 sotto la direzione scientifica di Nino Lamboglia dopo un improvviso incendio, è stata avviata da alcune settimane una assistenza archeologica agli scavi programmati, affidata all'Istituto Internazionale di Studi Liguri (dott.sa Daniela Gandolfi) con la direzione e responsabilità scientifica della Soprintendenza per i Beni Archeologici della Liguria (dott. Luigi Gambaro).
Nello scorso mese di ottobre gli interventi hanno interessato dapprima l’area della attuale sacrestia, poi la pavimentazione della cripta, dove sono stati messi in luce per un ampio tratto lembi di un antico ciottolato riferibile probabilmente alla ricostruzioni seicentesche della chiesa. Nel mese di novembre lo scavo si è concentrato nella parte absidale esterna, dove è stata nuovamente scoperta e rilevata la base dell’abside, già indagata da Nino Lamboglia e conservata per circa un metro dal suolo, alla quale si sovrappose una muratura più recente, caratterizzata da una tecnica muraria leggermente differente; si può ora definitivamente confermare, anche sulla base di recenti analisi archeometriche e dalla lettura stratigrafica degli elevati, come aveva già intuito Lamboglia, che non solo la parte più antica dell’abside, caratterizzata da una serie di lesene semicircolari ma anche l’intera cripta e buona parte del perimetrale della soprastante chiesa, appartengono alla più antica fase edilizia protoromanica, databile all’XI secolo.
A seguito della rimozione della pavimentazione all’interno della chiesa si è potuto nuovamente distinguere e parzialmente indagare la successione di murature e di piani pavimentali, già distinti da Lamboglia, comprendenti le fondazioni di una più arretrata facciata tardomedievale su cui si apriva una porta di accesso decentrata, e che risulta in fase con un restringimento della chiesa, mentre una seconda e più avanzata fondazione di riferisce invece alla più antica facciata protoromanica con retrostante scaletta di accesso alla cripta e senza porta frontale, che doveva invece aprirsi sul lato nord; unica apertura in facciata era una feritoia che dava luce al lungo corridoio di accesso alla cripta, poi interrotto per l’apertura di una seconda scala più arretrata. Si è anche messa nuovamente in luce per una significativa porzione la pavimentazione in lastre rettangolari risalente ai rifacimenti tardo-romanici della chiesa (XII-XIII secolo), la quale risulta parzialmente integrata da rattoppi irregolari in epoca successiva e che sembra essere preceduta da un primitivo piano in semplice malta, cui Nino Lamboglia aveva riferito i resti del modesto tratto di mosaico da lui rinvenuto durante i restauri del 1964.
Di notevole interesse sono le scoperte effettuate nello spazio di scogliera antistante la primitiva facciata; oltre alla sepoltura in lastre di pietra, già parzialmente indagata da Lamboglia a seguito dei restauri del 1964 ed addossata alla facciata della cripta, nell’area esterna sono venute alla luce due nuove sepolture; si tratta di un inumato in fossa terragna, fiancheggiata da un muro verso la facciata, che è stata però intaccata nella sua metà superiore da un pilastro di un successivo ampliamento seicentesco; ad una quota assai più balza della scogliera a balze è stata parzialmente scoperta una terza sepoltura, delimitata da una serie di pietre, accuratamente sigillate da argilla e coperta almeno in parte da una grande lastra monolitica, che deve essere ancora aperta per poterne valutare le reali dimensioni ed accertare se è stata oggetto di precedenti riutilizzi con relativa riduzione degli inumati.
L’eccezionale scoperta conferma l’importanza di tali tombe, dal cui scavo integrale potrebbero essere raccolte importanti informazioni sulle più antiche fasi dell’edificio di culto, al quale sembrano essere pertinenti queste sepolture di personaggi importanti, legati forse all’antica Abbazia, vista la posizione privilegiata delle relative deposizioni in facciata.







