Sanremo Ospedaletti - 16 dicembre 2014, 07:14

Sanremo: bottiglie d'olio 'antirabbocco' anche nei ristoranti della città. Ormai introvabili le oliere tradizionali

L'obiettivo è, non solo quello di far sì che le bottiglie contengano effettivamente quanto indicato in etichetta, ma che su questa tutto sia comunicato nella maniera corretta, non ultima la provenienza.

Sanremo: bottiglie d'olio 'antirabbocco' anche nei ristoranti della città. Ormai introvabili le oliere tradizionali

Anche i ristoranti sanremesi si sono adeguati alla legge europea 2013 bis, che prevede l'obbligo del tappo 'antirabbocco' per i contenitori di olio extra vergine di oliva serviti nei locali pubblici.

Addio alle tradizionali oliere e, via libera, dunque, a speciali bottiglie, di differenti misure che i ristoratori acquistano sigillate dai produttori e che, a loro volta, non possono essere più riempite per via di un particolare tappo che rende impossibile il famoso 'rabbocco', in alcuni casi, anche di tipologie di olio differenti rispetto all'etichetta della bottiglia.

Complice probabilmente il rischio di multa fino a ottomila euro per chi non si attiene alla normativa, anche gran parte dei ristoratori sanremesi si è adeguata alla direttiva europea e ha provveduto ad acquistare bottiglie monouso con le quali si sfata ogni possibilità di 'inganno'.

Sono anni che utilizziamo questa tipologia di bottiglia – ci hanno detto alcuni ristoratori di Piazza Bresca – ancora prima dell'entrata in vigore della normativa europea che ha sancito questo obbligo anche in Liguria. Abbiamo preferito adeguarci prima, offrendo al nostro cliente un prodotto trasparente, fugando ogni dubbio sul fatto che potessimo servire olio differente rispetto a quello indicato in etichetta”.

Dai più preparati e organizzati, a coloro che invece stanno provvedendo ancora in questi giorni all'adeguamento alla legge europea (il termine ultimo sarebbe stato intorno all'ultima settimana di novembre).

Continuando a visitare i ristoranti della nota piazza sanremese, scopriamo infatti che tale norma è stata sì recepita, ma con non pochi problemi tra ristoratori e fornitori.

Adeguarsi ad una legge come questa dall'oggi al domani, non è cosa semplice, e questo vale non solo per chi gestisce un ristorante, ma soprattutto per coloro che l'olio lo producono e che hanno dovuto, in alcuni casi, stravolgere la propria attività, con i tempi tecnici che ne sono conseguiti.   

Le nuove bottiglie arriveranno in mattina e crediamo di poterle utilizzare già per il servizio del pranzo di quest'oggi, anche se devo dire che questo mi ha creato qualche difficoltà – ha continuato un ristoratore. Il nostro vecchio fornitore ha scelto di non acquistare il macchinario per imbottigliare l'olio secondo la normativa, si tratta di un piccolo produttore locale, e questo ci ha costretti a cambiarlo, a cercarne un altro, ad adattarci ad una nuova tipologia d'olio che fosse gradita ai nostri clienti.”

Ovviamente la normativa riguarda l'olio extravergine di oliva a cui dovrà corrispondere una precisa etichettatura che, soprattutto per i ristoranti locali, ha come provenienza la Valle Argentina. L'obiettivo è, non solo quello di far sì che le bottiglie contengano effettivamente quanto indicato in etichetta, ma che su quest'ultima tutto sia comunicato nella maniera corretta, non ultima la provenienza: se non si tratta di olio italiano al 100%, deve essere ad esempio riportata la scritta 'ottenuto da miscela di olio comunitari o extracomunitari'.

Come ci hanno ricordato alcuni ristoratori, una norma simile venne approvata circa dieci anni fa per gli alcolici, ma ad oggi si può notare osservando alcuni dei più noti amari, come solo alcuni siano dotati di tappo 'antirabbocco', mentre altri si limitino ad un tappo che sembra tale, ma che invece funge solo da dosatore.

La speranza è certamente quella che questo non diventi solo un adeguamento passeggero, proprio a ridosso dell'approvazione della normativa, ma che quest'ultima venga rispettata nel tempo con precisi controlli.

Simona Della Croce

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