Attualità - 16 dicembre 2014, 10:56

Lo scrittore di Sanremo Daniele Siri inizia a lavorare per la nuova rivista Eyesopen

Si tratta di una rivista fotografica appena uscita che si è già attirata l'interesse di stampa, addetti ai lavori e appassionati.

Lo scrittore di Sanremo Daniele Siri inizia a lavorare per la nuova rivista Eyesopen

Quando la Fotografia e la Letteratura si incontrano, l'emozione che vogliono raccontare prende vita sulla carta: sta accadendo in questi giorni a Milano con il lancio di “Eyesopen!”, una rivista fotografica appena uscita che si è già attirata l'interesse di stampa, addetti ai lavori e appassionati. Lo ha dimostrato la partecipazione avuta alla presentazione del “numero zero” presso la galleria d'esposizione della Leica, marchio storico del settore che ha ospitato l'evento nel capoluogo lombardo. Ancora prima di uscire, la rivista ha già superato il centinaio di abbonamenti, inclusi quelli all'estero in lingua Inglese.

Tra gli autori che collaborano al periodico anche lo scrittore sanremasco Daniele Siri, che il mese scorso si aggiudicò il Premio Cipressa. In un periodo in cui fondare riviste cartacee è una scommessa con il mercato, “Eyesopen!” si presenta come voce fuori dal coro promuovendo fotografi coraggiosi che vivono quest'arte sulla loro pelle e ne scrivono in prima persona. Oppure affidandola a chi, con le parole, possa completarne il significato: Daniele Siri è uno di questi.

Dietro alla pubblicazione, due donne di carattere e formazione professionale molto diverse tra loro. Barbara Silbe è una giornalista d'esperienza e fotografa rigorosa, che collabora con numerose riviste e scrive per “Il Giornale”. Manuela Cigliutti ha lasciato una carriera in azienda per dedicarsi alla fotografia e diventare photoeditor. Si somigliano nella voglia di ridare spazio al talento senza vincolarsi a temi e nomi che garantiscano solo le vendite. Lo dimostrano già in questo numero dedicato agli “sguardi”: in copertina, gli occhi chiari di una donna anziana ci invitano a sperare, a non essere tristi nonostante la vita si consumi. L'immagine è di Lee Jeffries, un autore di strada che cerca il volto di quelle persone che nessuno guarda, per dimostrare che invece esistono.

Oltre a Jeffries, il Maestro Vasco Ascolini presenta i suoi “corpi di pietra”, scatti lattiginosi di un deserto in bianco e nero dedicati alla metafisica simbolica dell'antico Egitto, mentre Daniel Hofer e Martin Cregg vengono intervistati da Barbara Silbe e Manuela Cigliutti. Immagini splendide, scioccanti, quelle tratte dal libro “War Porn” di Christophe Bangert, mentre Paolo Patruno propone un toccante servizio sulla maternità in Africa. Ai talenti emergenti appartiene “Isabelle”, della fotografa romana Iara di Stefano, che si è fatta notare a New York per la particolarità delle immagini sfocate di una donna sospesa dietro il ghiaccio che ricopre, letteralmente, la foto.

Ascanio Kurkumelis, invece, è uno storico e critico d'arte che indaga la natura mentre ingloba la meccanica degli oggetti abbandonati, sino a renderli parte di sé. Il giornalista Enrico Oliva contribuisce, insieme a Vittorio Macioce, Flavio Franzoni e Marco Lombardo, a fornire spunti sagaci sulla realtà della fotografia di oggi attraverso le rubriche. Tutto questo nell'elegante veste grafica di Filippo Marrè Brunenghi.

A Daniele Siri è toccato il privilegio di “incorniciare” le foto di Saul Leiter, un pittore che divenne uno dei più grandi fotografi di strada del 1900, selezionate e commentate con sensibilità e competenza dal reporter e architetto Francesco di Maio. Fotografie che cercano il volto della città attraverso quello delle persone che ci vivono, dei dettagli istantanei della vita che scorre per le strade seguendo corsi diversi. Soggetti che idealmente si legano, per caso, al racconto breve “Il fotografo di lampioni”, tratto dalla novella “Ellisse” dello stesso Siri, che la redazione ha scelto per concludere il servizio dedicato a Leiter.

Siri contribuirà anche ai prossimi quattro numeri della pubblicazione, che vanta una rappresentanza ligure di tutto rispetto: infatti Manuela Cigliutti, Enrico Oliva, il riservatissimo fotografo nomade Ludovico Strambozzi e Filippo Brunenghi provengono tutti dalle nostre riviere. Attendiamo di incontrarli ancora sulle pagine di “Eyesopen!” (per info e abbonamenti, www.eyesopen.it)

C.S.

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