Il Consigliere Comunale di Triora, Cristian Alberti, interviene in merito all'ordinanza del Sindaco sul divieto di sci fuori pista a Monesi:
"Non è certamente un’iniziativa scaturita dall’Amministrazione Comunale per sgravarsi delle responsabilità bensì è stata emessa a seguito di pareri prescrittivi (in materia ambientale e non di tutela della pubblica e privata incolumità) emessi dall’Ufficio Valutazione di Impatto Ambientale della Regione Liguria. Si tratta, in particolare, del parere settore Valutazione di impatto Ambientale Regione Liguria n°129/209 del 27/06/2007 e del parere settore Valutazione di impatto Ambientale Regione Liguria n°303 del 29/10/2013.
Di fatto il comune ha emesso l'ordinanza in quanto le prescrizioni contenute alla lettera C, pagina 17 e 18 del parere settore Valutazione di impatto Ambientale Regione Liguria n° 129/209 del 27/06/2007 relativo alla seggiovia in oggi della Provincia già esistente ed in esercizio dal 2009:
- dichiarazione della pubblica utilità dell’intervento;
- divieto dell’attività di sci fuoripista, dello sci escursionismo, sci alpinismo ed escursioni con racchette nei canaloni con neve fresca sui versanti esposti a nord utilizzati abitualmente dal gallo
forcello come siti di svernamento, secondo le indicazioni della cartografia allegata alle integrazioni allo Studio d’Incidenza;
- divieto della pratica dello ski con risalita in elicottero;
- nel periodo di funzionamento della seggiovia, regolamentazione del traffico sulla provinciale Monesi-Limone, consentendo il passaggio soltanto ai veicoli autorizzati ed a quelli in transito diretti
all’esterno del comprensorio di Monesi in direzione Colle dei Signori Limone Piemonte o in direzione Passo del Tanarello-Francia, attraverso appositi cartelli informativi che vietino ai veicoli la fermata e la sosta nel tratto di attraversamento del comprensorio di Monesi, salvo nelle aree appositamente predisposte e segnalate;
- chiusura al transito veicolare non autorizzato di tutte le strade presenti all’interno del SIC con esclusione della provinciale;
- attività escursionistica pedonale consentita esclusivamente lungo i sentieri segnati e segnalati con divieto di divagazioni al di fuori dei tracciati, assoluto nel periodo coincidente con la fase riproduttiva degli uccelli nidificanti a terra come il gallo forcello: indicativamente da metà marzo a fine agosto;
- attività ciclo escursionistica (mountain bike) consentita soltanto lungo le vie ed i sentieri segnati, con assoluto divieto di divagazione al di fuori dei tracciati;
- divieto di raccolta dei frutti silvestri, costituenti importanti fonti di cibo per gli animali, se non per il consumo sul posto;
- divieto di svolgimento di attività fuoristradistica sia con autoveicoli che motocicli;
- divieto di raccolta di piante, fiori e fronde se non per scopi di studio e ricerca;
- divieto di svolgimento dell’attività di arrampicata su roccia;
- adozione, entro cinque anni dalla sigla dell’accordo di programma, di un piano di utilizzo delle aree pascolive del comprensorio con determinazione dei carichi di bestiame e dei turni di pascolamento;
- adozione, entro cinque anni dalla sigla dell’accordo di programma, di un piano di interventi di taglio a 'macchia di leopardo' all’interno delle formazioni chiuse di rodereto lungo il versante nord, compreso tra Passo Garlenda - M. Fronté e Cima Garlenda, consentendo l’attività di pascolo soltanto a partire dalla metà luglio, termine del periodo della cova e schiusa delle uova del gallo forcello;
- adozione, entro cinque anni dalla sigla dell’accordo di programma e alla luce dei risultati del Piano di monitoraggio, di un aggiornamento del piano di gestione della Seggiovia e della stazione.
Come scritto nella lettera D dello stesso provvedimento regionale si specifica poi che l’apertura dell’impianto è subordinata all’ottemperanza di tutte le prescrizioni, che sono state nuovamente riportate nel nuovo parere settore Valutazione di impatto Ambientale Regione Liguria n°303 del 29/10/2013 relativo al secondo lotto della seggiovia da realizzarsi (pagine 2-6 e soprattutto 7 e 19 - 20).
"Purtroppo sono prescrizioni vincolanti - termina il Consigliere - se si vogliono aprire gli impianti. Ad oggi non era possibile non emettere l’Ordinanza perché diversamente non si sarebbe potute aprire neanche la seggiovia e sarebbe stato bloccato il progetto in itinere. Considerato che effettivamente quasi la metà delle persone che vanno nel mini comprensorio sciistico fanno fuori pista o sci alpinismo o ciaspolano e che nella realtà è uno dei posti più sicuri dell'intero arco alpino l’Amministrazione è ben consapevole che sia un grave problema soprattutto perché rischia di diventare una ulteriore penalizzazione sotto l'aspetto economico per le attività esistenti in loco. Ci siamo attivati ed abbiamo già avuto diversi incontri, il CAI predisporrà una relazione dettagliata nella quale esporrà le perplessità dal punto di visto tecnico (rischio marcato 3).
Relativamente allo svernamento del gallo forcello si dovrebbero ottenere la prossima settimana i dati degli anni precedenti relativi al censimento del gallo forcello con i quali si spera di poter dimostrare che una normale attività fuori pista non danneggia il ripopolamento del gallo stesso. Purtroppo non sarà semplice e temo neanche breve, l'obiettivo è far capire che le prescrizioni dettate da tali provvedimenti non hanno senso soprattutto perché viste sotto l'aspetto della tutela ambientale. Se vi sono delle piccole zone vanno perimetrate su cartografia ed i divieti vanno eventualmente limitati a tali zone. Stiamo anche valutando di consultare un legale esperto nel settore per un incontro con i funzionari regionali e per la redazione di una eventuale memoria tecnica, ma ad oggi non abbiamo alcuna risorsa economica da spendere in tal senso,purtroppo la risoluzione al problema temo non sarà breve, appena avremo qualche prima notizia in merito convocheremo un incontro pubblico, prima però dobbiamo almeno avere delle basi certe su cui lavorare".





