Vicoli che si intrecciano a comporre una Casbah nostrana popolata da una umanità multietnica e variopinta, totalmente “trasversale” per appartenenza, etnia, cultura. Una città nella città lontana dalle vetrine scintillanti e dai ristoranti standardizzati. La città più autentica.
Ci sono analogie tra il centro storico di Genova raccontato da Bruno Morchio, l’autore che sarà protagonista nel prossimo incontro di Caffè Venezuela e la Pigna di Sanremo, quella che appare nelle pagine di Italo Calvino. “La vecchia Casbah” così l’aveva definita Italo. Partendo proprio dall’esperienza del suo ultimo romanzo “Lo spaventapasseri”, nuovo episodio della saga dell’investigatore Bacci Pagano, l’autore Bruno Morchio, intervistato da Alberto Pezzini, andrà raccontando universi di luoghi e di umanità a noi cari, tra storia ed attualità tratteggiando una feconda similitudine tra la nostra realtà sanremese e quella della Pigna ed aprendo anche scenari verso la Marsiglia di Izzo.
“Lo spaventapasseri” presenta un insolito Bacci Pagano innamorato, che non ha perso però il suo inconfondibile fiuto. Il fiuto che l'ha reso uno dei detective più amati dal pubblico italiano. Un investigatore sofferente e sensibilissimo che porta attraverso i carruggi della città vecchia uno sguardo apparentemente cinico e invece tormentato.
L’appuntamento di venerdì, in programma in piazza San Siro a Sanremo alle 21.15, è il secondo della rassegna Caffè Venezuela, coordinata dalla Cooperativa CMC, per la direzione artistica di Angelo Giacobbe.






