Il day after: dopo una sconfitta arrivata al ballottaggio, ma soprattutto dopo aver assaporato la vittoria per una manciata di voti (o meglio di decimali sulla percentuale finale) al primo turno, rappresenta una doccia fredda in un contesto politico incandescente. Giovanni Ballestra (Forza Italia) candidato sindaco di Ventimiglia, che ieri ha perso il duello con Enrico Ioculano (Partito Democratico), paragona la disfatta politica a quella sportiva dell’Atletico Madrid in finale di Champions League contro il Real Madrid, quando in vantaggio fino all’ultimo si è fatto rimontare nei minuti di recupero e poi travolgere ai supplementari. L’esponente azzurro parla esplicitamente di “tremarella alle gambe per molta gente”.
“Voglio che sia chiara una cosa – sottolinea Ballestra – accetto il risultato con la consapevolezza che un cambiamento di clima in 12 giorni non può essere dato da un clima politico. Il cambiamento è causato da fattori esterni. A me quello che interessa è che emerga in modo chiaro se ci sono stati effettivamente dei retroscena di carattere poco edificante, come sono emersi in questi giorni. Se ci sono stati, il candidato sindaco Giovanni Ballestra è una vittima e paga il conto perdendo le elezioni. Se non ci sono state è una vittima ugualmente perché il sottoscritto con certi tipi di attività, se ci sono state, non c’entra niente. Per fortuna la vita va avanti”.
“Sono tremate le gambe”: “A tanta gente nel secondo turno sono tremate le gambe – evidenzia – Come una squadra in vantaggio fino ai tempi supplementari, come con l’Ateltico Madrid in finale di Champions, e poi subisce il goal nel recupero e ai supplementari perde in modo rovinoso. Non c’era più benzina, era cambiato il quadro”.
Ora andrà in consiglio come minoranza? “Non ho intenzione di fare opposizione – scandisce a chiare lettere. Mi sono candidato per amministrare. Non sono in condizione di fare opposizione: né costruttiva né distruttiva. Penso che anche in Provincia, chiuderò la partita. Io prendo atto del risultato, non devo per forza stare attaccato ad una poltrona. Tanta gente pensa che non avevo la personalità per mandare a casa qualcuno, per dare una svolta culturale. Se non è stato capito, a questo punto cosa vuol che me ne freghi? Faremo del resto, per fortuna la vita va avanti. Non sono un bambino messo lì a fare il candidato sindaco in mezzo ad una banda di marpioni. Io sono un uomo politica dalle personalità molto forte, che magari mi ha reso poco simpatico. Però di sicuro mi sarei imposto e comunque avrei deciso di mandare a casa delle persone”, chiosa Ballestra.
A gettare acqua sul fuoco ci prova un politico di lungo corso della politica frontaliera, Roberto Nazzari, già vicesindaco di Ventimiglia e che questa tornata elettorale è risultato il più votato tra i candidati. “Ballestra non deve dimettersi assolutamente. Non si mettono in dubbio le sue capacità. Deve continuare (dai banchi dell’opposizione ndr) per non tradire la fiducia degli elettori e di tutto il suo gruppo.





