Nella sua statistica il Prefetto francese Chabrol osservava che nella zona di Castellaro erano attivi pastori sardi con i loro allevamenti di capre e di pecore, fenomeno tuttora individuabile nel territorio del comune ligure.
L'economia di Castellaro si inserisce in quella dell'area di Taggia e dintorni, distinguendosi per l'analoga modernità dell'olivicoltura. Un'iniziativa turistica, iniziata sotto i migliori auspici nello scorso decennio, non sembra essere riuscita a promuovere totalmente lo sviluppo atteso, anche a causa dell'irrompere della crisi sulla scena del Ponente. Dal punto di vista storico-devozionale di rilievo è nel paese il Santuario della Madonna di Lampedusa, celebrato nel "Dottor Antonio", le cui origini si confondono con le tradizioni della piccola isola siciliana, approdo di migliaia di disperati. Castellaro, già fortificazione ligure montana e poi oppidum romano, venne conquistato dai Clavesana e nel XIII secolo fu acquisito dalla famiglia dei Signori di Vinguilia (Lingueglietta). Nel 1473 il suo territorio venne venduto alla famiglia dei Gentile, imparentata con quella degli Spinola.
Questi ultimi lo mantennero fino al 1797, cioè all'epoca della creazione della Repubblica Ligure. E il borgo seguì il destino della Francia napoleonica fino al 1815, entrando poi definitivamente nell'orbita sabauda e successivamente del Regno d'Italia.





