Manifesta pessimismo a seguito del silenzio del gruppo Colussi, che lascia intravedere una sostanziale indifferenza sulle sorti del pastificio Agnesi di Imperia, Giovanni Trebini della Flai- Cgil della Provincia dell'estremo Ponente ligure. Secondo lui il 2015 per i lavoratori dello stabilimento di Via Tito Schiva sarà molto problematico proprio a causa della mancanza di un qualsiasi disegno strategico che riguardi gli stabilimenti dell'ex Gruppo Agnesi e cioè non solamente la fabbrica di Oneglia ma anche quella di Fossano.
Da due settimane, infatti, a causa della chiusura del molino di Imperia ventotto lavoratori liguri si trovano in cassa integrazione ma in terra piemontese la situazione è ancora più pesante giacché a Fossano ad essere in cassa integrazione sono in cinquanta. La proprietà dell'Agnesi, e cioè il gruppo Colussi di Assisi continua a nascondersi dietro ad un dito. Afferma che l' attuale situazione precaria degli stabilimenti di Imperia e Fossano è dovuta alla concorrenza sleale ma in cambio del sacrificio, accettato dai sindacati, dei ventotto dipendenti imperiesi e dei cinquanta cuneesi posti in cassa integrazione non ha avanzato alcuna proposta significativa legata al rilancio dei pastifici", osserva Trebini. In poche parole i sindacati, ed in prima linea è quello che raccoglie il maggior numero di iscritti e cioè la Cgil, sono scettici di fronte al silenzio ed all'indecisione della proprietà che non dice chiaramente se voglia rilanciare nel Ponente ligure la filiera della pasta, con adeguati investimenti, o vendere i pastifici Agnesi.
Il sospetto è che, invece, il gruppo Colussi intenda usare il decadimento dello stabilimento di Imperia al solo fine di usarlo come arma di pressione nei confronti dell'amministrazione comunale di Imperia, guidata dal Sindaco Carlo Capacci tra l'altro ex dipendente Agnesi, affinché gli permetta la tanto agognata speculazione edilizia alla foce del torrente Impero. Sarebbe un cinico ricatto giocato sulla pelle delle famiglie dei lavoratori ma così pare in mancanza di notizie certe su eventuali acquirenti degli stabilimenti imperiese e fossanese. Il gruppo Colussi, inoltre, ha chiuso l'ultimo bilancio in grave perdita, circa dodici milioni di Euro.Per il momento, comunque, si prevede, come fa il sindacalista Cgil, un 2015 privo di prospettive che potrebbe segnare l'epitaffio per l'ex gruppo Agnesi, oggi ultra- centenario, simbolo della pasta italiana in ogni continente. Dal diciannovesimo secolo, allora erano i famosi velieri raffigurati proprio sulle buste degli spaghetti prodotti ad Imperia, sino a non molti anni fa, poi si puntò sullo scalo di Savona-Vado, navi provenienti da Odessa nel Mar Nero, attraccavano a Calata Cuneo o a Calata Anselmi ad Imperia portando allo stabilimento Agnesi di Oneglia il mitico grano ucraino di razza Tangarog affinché fosse trasformato in pasta.
Oggi sia il grano ucraino, la cui raccolta ed esportazione soffre della grave crisi politica che attanaglia quella Nazione ex sovietica, che il molino di trasformazione di Oneglia hanno chiuso i battenti. E' una sinistra copincidenza. Nel frattempo, secondo molti esperti di marketing, comunque, il polo alimentare imperiese non ha futuro senza un radicale ripensamento ed adeguamento alle moderne esigenze produttive; ma urgono investimenti.





