"Ho letto con sconcerto e indignazione la lettera pubblicata 'Santo Stefano al Mare: un 70enne rischia lo sfratto dopo aver comprato e pagato la villetta dove abita' di contenuto palesemente diffamatorio in mio danno. La vicenda ha ben altri connotati. Sono proprietaria di una villetta in Santo Stefano al Mare che nel 1997 avevo affittato alla signora Silvana Casaro la quale andò ad abitarci con il signor Mazza, in allora suo convivente".
Così ci scrive Anna Lucia Manco, tirata in ballo in una mail (cliccando QUI) inviataci da Francesco Mazza. "Nel 2004 - prosegue Anna Lucia Manco - essendo la conduttrice morosa, fui costretta a rivolgermi al giudice dal quale ottenni la convalida dello sfratto che posi in esecuzione. Eravamo nell'ottobre di dieci anni fa. In occasione dell'accesso dell'ufficiale giudiziario il signor Francesco Mazza rifiutò di lasciare l'immobile, che purtroppo occupa ancora oggi senza alcun diritto, e propose poi opposizione alla convalida dello sfratto facendo valere davanti al Giudice, per vedersi intestare la proprietà, la pretesa sottoscrizione da parte mia di tre scritture per la vendita dell'immobile, con quietanza di buona parte del prezzo che sarebbe risultato versato addirittura in contanti; documenti la cui falsità è stata accertata sia con sentenza penale passata in giudicato, che ha anche condannato Francesco Mazza per truffa, sia con sentenza civile, anch'essa passata in giudicato, con la quale il Tribunale ha rigettato tutte le domande proposte da Francesco Mazza nei miei confronti, condannandolo anche alle spese. Cosicché, essendomi stata resa giustizia e salvo ulteriori sorprese, spero a breve di poter ritornare nel possesso di quello che è mio e che mi spetta di diritto. A questo punto è di tutta evidenza che l'unica vera vittima di una spregiudicata truffa sono io che, per aver semplicemente affittato la mia casa alla signora Casaro che conviveva con il signor Mazza e che allora non conoscevo, mi sono ritrovata a dover affrontare una lunga e travagliata vicenda giudiziaria. E tutto questo per difendermi dalle assurde pretese di Francesco Mazza che si sono rivelate non solo macroscopicamente infondate, ma anche frutto di una iniziativa delittuosa. Per di più dovendo anche sopportare che per tutto questo tempo il signor Mazza godesse impunemente di casa mia senza averne alcun diritto, come fa ancora oggi".
"Sono davvero nauseata dal continuo succedersi di improvvide iniziative di questo signore - termina la Sig.ra Manco - che coinvolgono anche la mia persona e la mia famiglia. Se il signor Mazza, in occasione dell'accesso dell'ufficiale giudiziario, vorrà poi darsi fuoco, che lo faccia pure: sarà questione che riguarderà soltanto lui".





