Politica - 28 febbraio 2014, 09:01

Pasqua e gestione estiva degli arenili in città: a rischio 14 spiagge sanremesi nell'analisi di Paolo Renda

Il Presidente Assobalneari Imperia Coordinatore Nazionale SLA interviene sul problema delle 'libere attrezzate' della città dei fiori a poche settimane dalla possibile apertura di Pasqua.

Pasqua e gestione estiva degli arenili in città: a rischio 14 spiagge sanremesi nell'analisi di Paolo Renda

Lo scorso 30 Gennaio e successivamente il 19 Febbraio c.a. il Tribunale del TAR della Liguria si è pronunciato a favore del comparto balneare sanremese nel confermare relativi 'vizi' nella stesura del bando d'appalto attuato dall'Ufficio della Dirigenza Demanio del Comune di Sanremo e dal relativo Assessorato di riferimento.

"Attualmente ci ritroviamo ad attendere l'udienza fissata per il 18 aprile prossimo per il dibattimento in aula delle parti contrapposte, per poi attendere circa un mese, (sempre se nel frattempo i Giudici della Corte genovese non ritengano necessario acquisire altro materiale processuale), per la proclamazione del merito della sentenza dello stesso Tribunale del TAR Liguria". Lo evidenzia Paolo Renda, Presidente Assobalneari Imperia Coordinatore Nazionale SLA, che prosegue: "A quel punto, saremo già oltre la metà di Maggio e a pochi giorni dall'apertura ufficiale della stagione estiva che per una legge nazionale obbliga l'apertura degli stabilimenti balneari di tutte le spiagge della penisola dal 1° giugno al 15 settembre di ogni anno! Oltretutto bisogna essere onesti nel considerare la remota ma possibile sentenza che ci veda 'smontate' tutta le nostre osservazioni poste alla Commissione giudicatrice del Tribunale Amministrativo genovese e a quel punto tutta la categoria balneare sanremese sarà costretta, dietro consiglio del proprio Studio Legale, ad impugnare la sentenza ritenuta non legittima e attuando, di fatto, il ricorso al Consiglio di Stato a Roma, che vuole dire in termini temporali, almeno altri 2 mesi prima che venga fissata la successiva udienza. Ora, quello che cerco di comunicare non è un interesse di categoria in qualità di Presidente di Assobalneari-Confindustria, ma della possibile catastrofe che la città di Sanremo si prepara a subire per la prossima stagione estiva, sotto il profilo turistico e balneare per tutta la città, potendo immaginare quale danno economico possa produrre il protrarsi di questa situazione, nel mantenere abbandonate e chiuse 14 spiagge della città dei fiori, più di un terzo di tutta l'offerta turistico-balneare, anche sotto il profilo d'immagine del nome, del brand internazionale quale è Sanremo, oltre ai disagi materiali che questo comporterebbe, basti guardare la situazione attuale delle nostre spiagge dopo le mini-alluvioni delle scorse settimane e le tante mareggiate che si sono abbattute sulle nostre coste, cosa hanno lasciato: un disastro a cielo aperto, pieno di detriti, quintali di canne di bambù, tronchi e legname sparso, motori vecchi arrugginiti e tanta spazzatura sotto il sole (se pensate che l'apertura televisiva del festival di Sanremo è stata lanciata da una esterna del Teatro Ariston, pre-registrata, e più precisamente dalle nostre spiagge, facendo rilevare agli "occhi" del mondo, essendo in Eurovisione, un cumulo di macerie e detriti che oscuravano quasi lo specchio acqueo antistante, la dice lunga!)".

Renda si rivolge Sindaco (e a tutti i consiglieri comunali ovviamente): "Ritiene possibile tenere la città di Sanremo in 'ostaggio' di una situazione che i suoi cari Uffici comunali competenti abbiano creato, se creda possa permettersi la nostra amata città di presentarsi ai tanti turisti che arriveranno puntualmente in massa a partire dal primo ponte utile, ovvero per Pasqua, che quest'anno sarà festeggiata il 20 aprile, (quindi vorrebbe dire far trovare le spiagge pronte per il 18), senza che questi possano usufruire quasi totalmente dei nostri stabilimenti balneari e di gran parte di porzione di spiaggia libera (dato che nessuno farà i lavori di rimozione detriti), se creda che i nostri colleghi albergatori e commercianti staranno a guardare la Sua indolente inattività senza porre fine ad un disastro annunciato, se non ritenga, a questo punto, utile ed indispensabile intervenire con il potere politico conferitogli circa 5 anni fa, proprio da tutti quei concittadini che hanno posto fiducia in Lei e nelle Sue capacità da imprenditore? Se poi devo parlare da professionista del settore balneare, faccio presente che oggi stesso, per le condizioni che avversano le nostre spiagge, battigie, specchi acquei, moli, strutture e attrezzature, sia per la messa in sicurezza, sia per la ristrutturazione da usura che per la manutenzione che necessita tutto il complesso balneare, siamo già in ritardo. Per non pensare alla risorsa ancora più importante ovvero a quel personale qualificato che faticosamente abbiamo formato in questi anni e che attualmente non sappiamo cosa rispondergli, se lo riusciremo ad assumere o se lasciarlo libero per eventuali altre opportunità di lavoro, chiaramente altrove, creando discontinuità per la quale l'accoglienza sanremese ne pagherà gravemente le conseguenze, il perdurare di futuri tempi morti non consentirà di adeguarci ai parametri di alto gradimento dell'offerta turistica che ci vengono riconosciuti a livello nazionale, quindi attenzione a non sottovalutare questo aspetto di fondamentale importanza".

"Vorrei chiederLe caro Sindaco Zoccarato, se ha capito, vagamente, quello che negli scorsi mesi sia davvero successo nei confronti della categoria che rappresento, quanto si sia preoccupato di approfondire gli argomenti trattati relativi ai rinnovi dei contratti d'appalto, dietro ad investimenti rilevanti, se si sia mai posto il problema di quante famiglie siano impegnate nel comparto balneare sanremese e quanto realmente siano state tutelate per i loro posti di lavoro proprio dalla Sua Amministrazione Comunale? Questo non vuole essere mera polemica ma una sana lucida provocazione, un grido di speranza alla ragionevolezza che possa servire a farla finalmente preoccupare di un grave problema del quale Le ho abbondantemente prospettato! Il mio suggerimento è uno e unico: riaffidare le 14 strutture balneari comunali ai gestori uscenti, potendo contare sulla loro professionalità, sull’esperienza pregressa utile alla sistemazione degli eventuali danni causati delle molteplici mareggiate(potendo contare su macchinari per il movimento e pulizia sabbia subito disponibili), delle loro stesse attrezzature indispensabili per produrre un’offerta turistica decorosa (se contiamo solo i lettini mare prendisole  di media ogni lido ne ha immagazzinato dai 20 ai 30mila euro, oltre ad altra attrezzatura balneare), la garanzia di poter contare su personale qualificato e soprattutto la sicurezza che si tratti di imprenditori balneari conosciuti dai rispettivi Uffici potendo contare sulla serietà per la copertura economica dei relativi canoni demaniali a favore delle casse comunali".

Carlo Alessi

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