Un nostro lettore, Paolo Rondelli, ci ha scritto per intervenire sui disagi che devono vivere ogni giorno i pendolari che usano il treno:
"Sono un infelice utente di Trenitalia che da quattro anni e mezzo utilizza principalmente il treno per recarsi al lavoro, salgo a Ventimiglia e scendo, quando il treno c'è ed arriva, ad Imperia Oneglia. Insomma, godo appieno della tratta ferroviaria utile per giungere al lavoro entro le canoniche 8. Da bravo pendolare acquisto tutti i mesi il mio bell'abbonamento, speranzoso ogni volta di poter dire di aver pagato il giusto prezzo per un servizio indispensabile e per il quale purtroppo non si può avere un'alternativa valida. Innumerevoli gli aneddoti annotati in questi quattro anni e mezzo, molti dei quali immortalati anche con foto che spesso, più di tante parole, riassumono esaustivamente lo stato delle cose. I costanti ritardi, i guasti e la sporcizia dei treni, le 'cancellazioni' comunicate quando i passeggeri sono già seduti ed attendono invano la chiusura delle porte, il sovraffollamento e l'assenza di quelle certezze che in altri Paesi sono sinonimo dei trasferimenti ferroviari, sono cose a cui, un po' alla volta ci si abitua e tutto procede tenendo sopito il fuoco che però inevitabilmente divampa quando si tenta di giustificare uno stato di assoluta inefficienza per la presenza di eventi eccezionali, incidenti... frane".
"Oggi ci troviamo in una di queste situazioni di maggior 'tensione' a causa del perdurare dell'inefficienza, accresciuta, se possibile, dall'impossibilità di comprenderne le cause. Sappiamo tutti che da un mese una frana ha interrotto la linea ferroviaria tra Andora e San Bartolomeo (anche in questo caso ci si chiede se una ordinaria manutenzione, ancor più indispensabile trattandosi di tratta ferroviaria dotata di un unico binario, avrebbe potuto evitare l'incidente), siamo tutti consapevoli che eventi straordinari necessitino di comprensione da parte di tutti, troppo facile lamentarsi, no? Beh ritengo che in questa occasione si sia andati un po' oltre, pretendere comprensione da chi può contare solo sul treno per andare al lavoro, a scuola, all'ospedale, ecc ecc forse è un po' troppo semplicistico. I disagi per chi deve andare oltre la frana sono evidenti e pubblicizzati un po' ovunque ma cosa si fa per i più 'fortunati' che devono fare avanti ed indietro per la provincia di Imperia? I treni riescono a viaggiare, solo per una tratta più breve per cui viene spontaneo pensare che sia anche più semplice organizzarne gli orari e, conseguentemente, le indispensabili puntualità. Ed invece no! I disagi aumentano ogni giorno, oggi ad esempio il treno 11325 delle 6.46 da Ventimiglia è partito alle 7.10 e, dopo una sosta di circa un quarto d'ora tra le stazioni di Vallecrosia e Bordighera, è arrivato ad Oneglia alle 8.03, 35' minuti dopo il previsto. Stasera per il ritorno il treno 6214 delle 17.14 da Oneglia arriverà con i soliti 20' di ritardo (se non di più come i 45' di qualche giorno fa). Poca cosa, si dirà, rispetto alle sventure del mondo, su questo non si discute, ma la cosa diventa grave se si tratta di treni che viaggiano su un binario, possono andare solo in una direzione e devono percorrere una quarantina di km per portare studenti a scuola, lavoratori al lavoro, medici e malati all'ospedale, ecc ecc. (e alla sera, dopo 12/13 ore, poi tutti a casa)".
"Il disturbo sociale aumenta perché derivante dal costante disservizio e da ciò che agli occhi di chiunque appare come incapacità a gestire 'un treno' che effettua 8 fermate e non uno shuttle che si tenta di far rientrare sulla Terra senza il computer di bordo, minacciato da una tempesta di meteoriti e l'equipaggio rapito dagli alieni... ops scusate, mi sono lasciato andare... saranno mica i nervi che cominciano a cedere? Vi ringrazio per avermi dedicato qualche minuto del vostro tempo e, segnalando una situazione ormai insostenibile e certamente causa di gravi e diffusi disagi sociali che devono essere affrontati da chi si è chiamato ad amministrarci e gestirci senza ulteriori rinvii, porgo i miei più distinti saluti".





