Il consiglio comunale di Sanremo ha approvato all'unanimità la pratica di istituzione della De.Co Denominazione di Origine Comunale per la tutela dei prodotti tipici e delle tradizioni di Sanremo.
La pratica ha raccolto i consensi di maggioranza e opposizione. Era già stata approvata dalla Giunta lo scorso 22 novembre. "Porto con soddisfazione questa pratica in consiglio - ha esordito il vicesindaco Claudia Lolli - Non si tratta di un marchio ma di una delibera di amministrazione per registrare su un apposito albo ciò che caratteristico e peculiare".
Una sorta di carta d'identità rilasciata dal Sindaco, ha spiegato l'assessore Lolli, a garanzia del prodotto e della sua genuinità, che avrà un logo e un regolamento concordato con le associazioni che disciplina aspetti e modalità.
"Con questa denominazione non si riconosce solo la tradizione alimentare ma anche altre realtà che indentificano il territorio come la Sinfonica e la banda Canta e Sciuscia per fare un esempio - ha aggiunto il consigliere Massimiliano Moroni in qualità di presidente della commissione che ha dato parere positivo alla pratica - E' un'occasione storica per fare sistema. Invito tutte le attività a darsi da fare per ricevere la De.Co".
Il consigliere ha poi sollevato alcune riflessione: "Abbiamo detto che ci sarebbe piaciuto avere una rappresentanza del consiglio comunale nella commissione che valuterà l'attribuzione della De.Co. Inoltre dovranno esserci controlli e sanzioni. Il regolamento, per quanto ben fatto sulla parte alimentare, forse deve essere integrato su altri settori".
"Questa pratica è condivisibile per le nostre peculiarità - ha aggiunto il consigliere di opposizione Eugenio Nocita - Nel regolamento si parla della lavorazione nell'ambito territoriale comunale, chiedo di eliminate questo piccolo cavillo perchè se il prodotto ha le caratteristiche identiche ma il produttore ha il laboratorio ad arma di taggia non credo che possa essere un problema".
"La Denominazione Comunale viene sfruttata negli altri comune per tutelare i marchi o ricchezze territoriali del settore agroalimentare ma nel nostro caso specifico anche per i parmureli".