Il consiglio comunale di Sanremo prende il via su alcune interpellanze del consigliere di opposizione Alessandro Sindoni sul tema della floricoltura. L'esponente di minoranza ha chiesto alcune delucidazioni all'amministrazione sui fondi europei, attraverso un progetto compartecipato dal Comune, destinati alla realizzazione di un padiglione a Villa Ormond e sulla mancata sponsorizzazione del concerto di Vienna.
“La prima interpellanza nasce da un dubbio – ha esordito Sindoni – siamo ancora in tempo per questo progetto? Oltre alla realizzazione di un padiglione dedicato all'esposizione della floricoltura questi soldi consentirebbero anche la ristrutturazione di villa Winter” . “A suo tempo l'assessore Biancheri aveva portato a termine l'operazione e questa amministrazione ha coltivato la pratica nel tempo – ha risposto l'assessore Gianni Berrino - nonostante i limiti del patto di stabilità, che anche quest'anno ha impedito che la pratica venisse finanziata, gli uffici hanno confermato l'impegno dell'amministrazione. La pratica è stata inserita nel piano triennale delle opere pubbliche e la palazzina avrà il finanziamento del Comune nel 2014. E' stata trasmessa la delibera in Regione. Perdere questi fondi sarebbe stata una negatività economica e la perdita di un'occasione per creare il ricordo storico di quello che la floricoltura ha rappresentato e rappresenta”.
Il consigliere Sindoni è intervenuto quindi sulla mancata sponsorizzazione da parte del comune del Concerto di Vienna. “Interrogo l'amministrazione sul modo in cui si è arrivati alla mancanza di sponsor – ha specificato Sindoni – E' passata l'idea che il 19 novembre ci hanno scritto da Vienna e dovevamo dare subito i soldi, ma il patto di stabilità ce l'ha impedito. C'erano delle partecipate che erano pronte a dare queste cifre. Quali sono le vere motivazioni? Abbiamo fatto una brutta figura a Vienna”.
Immediata la risposta dell'assessore competente Berrino: “L'amministrazione non ha fatto nessuna scelta di prediligere un altro modo di spendere i soldi destinati a Vienna. A marzo la dirigente del settore ha scritto che con l'entrata in vigore di un decreto legge era impossibile per il Comune portare avanti le sponsorizzazioni. Nella convenzione diretta con l'orchestra Sinfonica il partner poteva essere una società partecipata ma era impossibile per il comune siglare accordi di questo genere. Non c'è stata altra strada giuridica. Provo un grande dispiacere, Sanremo si è vista imporre la perdita di una tradizione trentennale. L'accordo con l'Austria inoltre sarebbe stato quadriennale per un impegno 540mila euro e questo consiglio si sarebbe trovato a discutere se fosse stato opportuno o meno, ma non ci siamo arrivati”.